I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da comportamenti che hanno come risultato un alterato consumo o assorbimento di cibo e che compromettono significativamente la salute fisica e/o il funzionamento psicosociale.
Includono Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa ma anche disturbi meno conosciuti ma altrettanto gravi come Disturbo da Alimentazione Incontrollata (noto come BED) o i Disturbi della Nutrizione come il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (noto come ARFID) spesso con esordio in età molto precoce.
Tipicamente l’esordio dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (DNA) avviene in età evolutiva.
Tali disturbi colpiscono maggiormente la popolazione femminile con un rapporto tra femmine e maschi di circa 9 a 1, anche se il numero dei maschi sta aumentando soprattutto in età adolescenziale e preadolescenziale.
Recentemente si è assistito ad un abbassamento dell’età di esordio, tanto che i DNA si stanno diffondendo in maniera consistente anche nella popolazione pediatrica. Bambini di 8-9 anni presentano sintomi di DNA tipici dell’età adolescenziale e adulta, soprattutto di tipo restrittivo.
Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa sono un problema di salute pubblica di notevole interesse considerata l’elevata incidenza (anoressia nervosa nel sesso femminile è di almeno 8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno, e di 0.02-1.4 nuovi casi nel sesso maschile; bulimia nervosa è di almeno 12 nuovi casi per 100.000 persone in un anno per il genere femminile e di circa 0.8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno per il genere maschile) e l’articolato trattamento richiesto per le cure. Una persona affetta da disturbo alimentare ha un rischio maggiore di sperimentare un’altra malattia mentale (disturbo d’ansia, dell’umore, autolesionismo, disturbo da stress post-traumatico…) o condizione medica in concomitanza (problemi mestruali, ossa deboli o fragili, ipotensione, problemi con il sonno…).
I dati più recenti sembrano confermare un aumento della patologia di quasi il 40% rispetto al 2019 ipotizzando che il dato sia sottostimato poiché esiste una grande quota di utenza che non arriva alle cure.
Tali patologie, se non trattate adeguatamente, aumentano il rischio di complicanze organiche rilevanti a carico di tutti gli organi e apparati dell’organismo (cardiovascolare, gastrointestinale, endocrino, ematologico, scheletrico, sistema nervoso centrale, dermatologico ecc.) con rischio di lunga durata di malattia e anche, nei casi più severi, di mortalità, in particolare per quanto riguarda l’anoressia.
L’esperienza maturata dai professionisti del settore evidenzia l’importanza un intervento precoce che sia strutturato e si avvalga della collaborazione di diverse figure professionali all’interno di un percorso multidisciplinare in equipe che implichi una presa in carico complessa ed integrata e che garantisca risposte tempestive, unitarie ed omogenee per una maggiore efficacia del trattamento e una migliore prognosi.

