Il Verona va sotto a Torino, ma non molla e nel finale strappa il pari
Alla vigilia invocavamo un Verona tutto impeto e orgoglio. E’andato oltre, perché torna da Torino con un punto che è un toccasana per la classifica e l’autostima. Una partita da cuore e batticuore: all’87’ la squadra di Pecchia era sotto 0-2, ma un finale all’arma bianca l’ha premiata con una rimonta che se non sa di miracolo, poco ci manca. Va detto che i gialloblù hanno avuto il merito di lottare e crederci fino alla fine e che il pareggio ci sta eccome. Già nel primo tempo il Verona aveva finalmente mostrato un volto diverso, più convinto, propositivo e coraggioso. Ma ecco che proprio quando sembrava non soffrire più di tanto, prima Falque e poi Niang lo mandavano per due volte al tappeto. Abbiamo rivisto le solite streghe. Nella ripresa, i gialloblù hanno avuto il merito di continuare a premere e spingere. Dopo aver sfiorato più volte il gol, sono stati tenuti in vita da un intervento prodigioso di Nicolas, e nel finale prima con un gol di Kean prima annullato e poi convalidato dal VAR hanno ridotto la distanze. In pieno recupero una sciocchezza di Molinaro ha regalato il rigore che Pazzini ha realizzato con la freddezza di navigato cecchino. Questo è un punto d’oro. La classifica si muove di un passettino. Tuttavia la cosa che più conforta è che oggi il Verona ha messo in campo lo spirito giusto, finalmente battagliero; tra i denti stringeva la baionetta. Questo è ciò che ci si aspetta da una squadra chiamata a disputare un campionato di sofferenza. Questa è la strada per potersela giocare fino a maggio.
Pecchia ha tutti disponibili: In difesa Caceres si piazza a destra, Ferrari e Caracciolo sono la coppia centrale, Fares è preferito a Souprayen sulla corsia sinistra; il tecnico vara un centrocampo a tre con Zuculini, Romulo e Messa; gli esterni sono Cerci e Verde; Pazzini si accomoda in panchina, tocca a Kean dal primo minuto. La squadra parte bene, senza timore e si mostra sin dalle prime battute intraprendente. I gialloblù si rendono pericolosi con le puntate di Verde e Cerci. Kean in mezzo si danna l’anima. Piace l’Hellas ma passa il Toro: Ljajic taglia la difesa con un lancio calibrato per Ansaldii che scarica al centro dove è appostato Iago Falque a mettere dentro. Il Verona non fa ora ad assorbire la botta che ne rimedia un’altra: Niang entra nel burro della difesa scaligera e batte Nicolas sul primo palo. Al riposo la gara pare segnata. Nella ripresa Pecchia si gioca la carta carta Pazzini; la squadra si alza, insiste nella pressione e cresce minuto dopo minuto Cerci. Al 60′ i granata potrebbero tuttavia chiudere i conti, ma Nicolas compie un prodigio su Belotti. Il Toro si ritrae e concede campo al Verona che attacca testa bassa. Ferrari e Pazzini sfiorano il gol. A dieci minuti dalla fine il Toro rimane in dieci per l’infortunio a Belotti, uscito in barella per una distorsione al ginocchio. Mihajlovic ha esaurito i cambi. Il Verona si getta in avanti per la Mission Impossible: il finale è da sconsigliare ai cardiopatici. Al 87’ Kean devia di petto in rete un tiro in mischia di Cerci. L’arbitro annulla per fuorigioco, ma è il VAR a rendere giustizia. Lungo recupero: i ragazzi di Pecchia ci credono con rinnovato vigore, il Toro annaspa. Molinaro intercetta di braccio un cross di Cerci, rigore sacrosanto che Pazzini realizza calciando a fil di palo. Finisce con un pareggio che gela i tifosi granata ed esalta gli animi di quelli gialloblù. il calcio è follia. Questa partita ha scritto il suo ennesimo elogio.
Lorenzo Fabiano

