Con il prossimo 11 maggio prenderà il via l’edizione numero 102 del Giro d’Italia.
Stando ai bookmakers, favorito per il trionfo di Verona è l’olandese Tom Dumoulin, secondo nel 2018 e primo nel 2017. Lo sloveno Primoz Roglic, quarto al Tour 2018, Simon Yates (già in rosa nella scorsa edizione e vincitore della Vuelta 2018) e il colombiano Bernal sono i principali contendenti. Per l’Italia le speranze sono riposte in Vincenzo Nibali, grande protagonista del Tour of Alps dello scorso aprile e numero uno nel 2013 e 2016. Vivo interesse ci sarà, pure, per le prove dei veronesi Formolo e Viviani e del campione del mondo Valverde. Non saranno, purtroppo, al via il campione uscente Chris Froome, spettacolare protagonista sullo sterrato del Colle delle Finestre (cfr https://ilgiornaledeiveronesi.it/giro-ditalia-e-froome-il-nuovo-re-di-roma/), e Geraint Thomas, trionfatore dell’ultimo Tour de France (cfr https://ilgiornaledeiveronesi.it/a-thomas-il-tour-a-chi-la-vuelta/).
Il Giro partirà con un cronoprologo di 8 km a Bologna. L’arrivo di questa breve frazione inaugurale è previsto in cima al Santuario di San Luca al termine di uno strappo molto impegnativo di 2 km, tradizionale conclusione del Giro di Romagna. Si attendono, sin dal primo giorno, distacchi indicativi. La prima settimana di corsa, tradizionalmente dedicata a cacciatori di tappe e velocisti, regalerà, però, poche giornate “scontate” per le ruote veloci. Gli arrivi di Fucecchio (12 maggio), Frascati (14), San Giovanni Rotondo e L’Aquila (16 e 17) potrebbero portare sorprese, probabilmente non agli uomini di classifica, ma chissà. Sarà la nona giornata di gara (cronometro individuale di 35 km da Riccione a San Marino) a chiudere la prima parte della corsa rosa e a disegnare una classifica chiara. La salita (12 km), che porterà i corridori nella piccola repubblica, non permetterà, infatti, errori e regalerà i primi pesanti distacchi. Nel 1997 fu Tonkov a regolare tutti sul Titano in una gara contro il tempo.
La seconda settimana di gara, dopo due traguardi per velocisti, vedrà in rapida successione quattro frazioni per cuori forti. La Cuneo-Pinerolo (23 maggio) sarà un doveroso tributo al grande Fausto, a settanta anni dalla sua impresa. I traguardi, poi, di Ceresolo Reale (con due difficili GPM e arrivo in quota), di Courmayeur (con quattro montagne e finale impegnativo) e di Como (tappa densa di strappi resi famosi dal Lombardia) riempiranno di insidie il percorso. Il 26 maggio non avremo già certo il vincitore del Giro, ma il lotto dei potenziali trionfatori sarà definito. Sarà, però, la terribile terza parte della corsa a decidere la maglia rosa del 2 giugno.
La sedicesima giornata di gara (28 maggio), infatti, porterà i protagonisti rimasti sulla Presolana, sulla Croce di Salven, sul Passo Gavia e sul durissimo Mortirolo, colle reso celebre dal compianto Marco Pantani nel 1994. Sarà, probabilmente, il giorno più tosto di questo Giro. Ancora arrivi in salita, poi, nella diciassettesima e diciannovesima tappa (Anterselva e San Martino di Castrozza). Le Dolomiti e la difficilissima ventesima frazione del primo giugno (con Manghen, Rolle e finale sul Croce d’Aune) daranno un volto ben preciso alla classifica finale. La crono di Verona, 16 km comprendenti anche la salita delle Torricelle, già teatro di due campionati del mondo (1999 e 2004, conquistati dallo spagnolo Freire), pennellerà la graduatoria definitiva. Nel 2010 vinse lo svedese Larsson, con Basso che confermò la sua maglia di leader. Sarà una passerella o una sfida vera tra i protagonisti? I 3.500 km di gara precedenti daranno agli appassionati la sentenza!
di Matteo Peretti

