1999 – 2019: vent’anni di logistica di proiezione. Il 3° Stormo si racconta
Il 19 luglio del 1999 è un giorno speciale per il 3° Stormo di Villafranca di Verona perché segna l’inizio della sua “mutazione ordinativa” che da reparto di volo, quale era stato fin dalla costituzione avvenuta il 1° giugno del 1931 sull’aeroporto di Bresso (MI), lo trasforma in un reparto di logistica di proiezione.
Un passaggio certamente non facile. Cambiano gli obiettivi da raggiungere. Occorre riorganizzare i processi. E poi bisogna fare i conti con la riconversione professionale di una buona parte del personale abituato a lavorare con i gruppi di volo e che ora deve imparare a gestire tendostrutture ed altri assetti campali.
Ci sono poi da accogliere coloro che provengono da alcuni reparti in chiusura, come il reparto missili di Bovolone ed i comandi NATO di Vicenza e Verona. Insomma anni caratterizzati da una certa complessità, in cui non si può escludere nemmeno l’ipotesi della chiusura, vista l’importante riorganizzazione che sta interessando l’intera Forza Armata.
Sono trascorsi esattamente vent’anni da quel giorno ed il 3° Stormo ha brillantemente superato la prova e la soglia della maggiore età, diventando una compagine unica nel suo genere tra tutti i reparti dell’Aeronautica Militare. Ma, soprattutto, ha continuato ad essere un riferimento istituzionale e credibile per il territorio villafranchese e, più in generale, per la provincia di Verona.
Ma cosa significa logistica di proiezione? Qual è oggi il ruolo del 3° Stormo in uno scenario internazionale caratterizzato da instabilità e incertezze in termini di sicurezza?
Sono alcune delle domande che rivolgiamo al Colonnello Francesco De Simone, Comandante del 3° Stormo, che intervistiamo nel suo ufficio a Caluri, dove custodisce orgogliosamente la Bandiera di Guerra decorata con due Medaglie d’Argento al Valor Militare.
“Non è facile definire la logistica di proiezione senza scomodare definizioni dottrinali e termini incomprensibili ai non addetti ai lavori. Direi che, nel nostro caso, fare logistica di proiezione significa pianificare, organizzare e gestire tutte quelle attività che consentono alle unità dell’Aeronautica Militare di continuare ad operare efficacemente anche quando sono rischierate al di fuori delle loro sedi stanziali, sia in Italia sia all’estero. In altre parole si tratta di “proiettare”, ovunque essi servano, quelli che in gergo chiamiamo “pacchetti capacitivi” ovvero un insieme di mezzi, materiali e personale che consentiranno l’allestimento di una base completamente autonoma o di un aeroporto completo di servizi operativi ovunque nel mondo, anche in mezzo al nulla, a migliaia di chilometri dai confini del nostro Paese, per attività addestrative o per operazioni reali condotte sotto l’egida di coalizioni internazionali.”
Sappiamo che in questi vent’anni siete stati molte volte all’estero, ma il 3° Stormo ha svolto un ruolo importante anche in occasione di pubbliche calamità sul territorio italiano.
“Si è vero. Siamo stati rischierati all’estero per la prima volta proprio nel 1999, in Kossovo, e da allora siamo stati in Afghanistan, Albania, Iraq, Islanda, Libia, Kuwait, Gibuti e così via. E stiamo ancora operando in alcuni di questi paesi. Ma operiamo anche in Italia, nell’ambito di esercitazioni con le altre Forze Armate e Corpi dello Stato. Siamo intervenuti, purtroppo, anche in caso di calamità, come nel 2016, quando la Protezione Civile ha attivato un dispositivo per portare soccorso alle popolazioni vittime del terremoto nel Centro Italia e, nuovamente, durante la successiva emergenza neve. In quei mesi il personale del 3° Stormo è intervenuto con breve preavviso ad Amatrice, Rieti ed Accumuli e, qualche mese più tardi, a Rotella e Sarnano. Senza dimenticare poi la nostra partecipazione in occasione dei grandi eventi. Proprio qui a Verona, lo scorso 2 giugno, su richiesta della Prefettura, abbiamo attivato un Punto Medico Avanzato con personale sanitario dello Stormo, in occasione della tappa finale del Giro d’Italia presso l’Arena. In quella circostanza il mio personale è stato chiamato a gestire numerosi interventi, alcuni anche con codice rosso, operando nell’ambito del dispositivo di emergenza sanitaria del 118. Questi, peraltro, sono alcuni esempi della cosiddetta dualità degli assetti delle Forze Armate, che all’occorrenza possono essere utilizzati a favore delle collettività.”
Comandante, parliamo ora del rapporto con il territorio, con le istituzioni e con i giovani. Il 3° Stormo è molto attivo con il mondo della scuola e con l’università.
“Innanzitutto mi piace ricordare che l’Aeronautica Militare è presente a Villafranca dal lontano 1954 ed in questi 65 anni la comunità locale è cresciuta insieme a noi, rafforzando un rapporto basato su fiducia e rispetto reciproco. Noi del 3° Stormo ci sentiamo parte integrante di questa comunità. Questo spiega perché le relazioni con le istituzioni del territorio sono molto positive ed orientate alla crescita ed allo sviluppo attraverso una serie di iniziative che guardano al futuro e dunque ai giovani, in particolare agli studenti. Sono oltre duecento, infatti, gli studenti villafranchesi e veronesi che, dal 2014 ad oggi, hanno trascorso un periodo di formazione presso il 3° Stormo nell’ambito del Progetto del MIUR per le Competenze Trasversali e l’Orientamento. Senza dimenticare poi la collaborazione con l’Università di Verona che nel 2015 ha portato all’attivazione di un corso di laurea in “Governance dell’emergenza”. Attraverso stage formativi e attività didattica integrativa, il personale dell’Aeronautica Militare mette a disposizione dell’ateneo scaligero le competenze acquisite nella gestione di operazioni reali. Anche questo è un esempio di attività duale. Ma tante sono le iniziative su cui stiamo ancora lavorando con l’Amministrazione Comunale, con alcuni istituti scolastici della provincia e associazioni di categoria, come FEDERFARMA Verona e l’Associazione Imprenditori Villafranchesi, perché l’Aeronautica Militare ed in particolare il 3° Stormo sia sempre più con la gente, per la gente.”

