Venezia, 22 luglio 2026
“Oggi a Palazzo Balbi abbiamo messo sul tavolo la prova che in Veneto cultura ed economia parlano la stessa lingua da decenni, e che le imprese lo sanno. Il patrimonio culturale di questo territorio è parte integrante del modello produttivo veneto, è il contesto in cui le aziende operano, si distinguono, attirano talenti e costruiscono reputazione. I dati di IMPACT e Fondazione Nord Est lo confermano con rigore scientifico. Ora il passo successivo è costruire insieme, con Confindustria Veneto, uno strumento permanente di conoscenza che ci permetta di governare questo sistema con la stessa serietà con cui lo si studia”.
Con queste parole Valeria Mantovan, assessore regionale alla Cultura, ha introdotto questa mattina a Palazzo Balbi la conferenza stampa di presentazione di due ricerche complementari sul mecenatismo culturale delle imprese venete, realizzate con il contributo di Intesa Sanpaolo: l’analisi qualitativa e quantitativa condotta da IMPACT Srl, spin-off dell’Università degli Studi di Padova, nell’ambito dell’Osservatorio per il Mecenatismo Culturale delle Imprese Venete; e il report “Sostenere il Patrimonio Culturale: Analisi dell’Impatto Economico del Mecenatismo per il Restauro in Veneto” della Fondazione Nord Est. Alla conferenza hanno partecipato, per Confindustria Veneto, Mariacristina Gribaudi (Advisor alla Cultura) e Italo Candoni (Vicedirettore); per IMPACT, Silvia Ferretto (Amministratrice Delegata); per Fondazione Nord Est, Slavica Zec (ricercatrice senior).
Il quadro che emerge è netto. Il comparto culturale regionale genera un valore aggiunto di 9,4 miliardi di euro, pari al 5,3% dell’intera economia veneta, e occupa quasi 146.000 addetti — il 6,1% della forza lavoro regionale. Il Veneto si conferma la seconda regione d’Italia per numero di imprese attive nel sostegno ad arte e cultura, con 123 aziende censite su un panel di 179 distribuite su tutte le province.
Sul versante dell’impatto economico degli investimenti privati nel restauro, il report di Fondazione Nord Est fornisce dati precisi basati sull’analisi dell’Art Bonus nel periodo 2016-2024. In Veneto, la provincia di Venezia guida la classifica con 92 interventi finanziati, seguita da Padova con 74. I dieci progetti di maggiore entità includono la manutenzione dell’Isola di San Giorgio Maggiore (14,2 milioni di contributi privati), gli interventi all’Arena di Verona (9,4 milioni) e la realizzazione del nuovo teatro di Treviso (5,5 milioni). Il picco delle erogazioni si è registrato nel 2021, con 16,1 milioni di euro.
L’analisi economica, condotta attraverso cinque scenari, dimostra che ogni euro investito tramite Art Bonus genera ricadute positive anche in assenza di variazioni nei flussi turistici: nello scenario più conservativo il ritorno è di 1,50 euro per ogni euro donato; con un incremento del 5% dei visitatori sale a 2,88 euro; con un aumento del 15% degli arrivi può raggiungere 5,64 euro per ogni euro erogato.
La proposta centrale che emerge da entrambe le ricerche è l’istituzione di un Osservatorio permanente sul Mecenatismo Culturale delle Imprese Venete: il primo in Italia con questa continuità metodologica e questo radicamento territoriale. Non un centro di monitoraggio statico, ma una piattaforma di conoscenza accessibile a imprese, istituzioni culturali e decisori pubblici.
Le due ricerche segnalano anche i margini di crescita ancora inespressi: solo il 24,3% delle opere analizzate ha ricevuto un finanziamento privato sufficiente a coprire l’intero costo dell’intervento, e quasi il 60% delle imprese culturalmente attive lo fa ancora esclusivamente con risorse interne. I principali ostacoli individuati: complessità burocratica degli strumenti fiscali, carenza di professionalità specialistiche a supporto delle imprese, assenza di strategie strutturate di co-progettazione.
“Da quando, nel 2010, firmammo con Confindustria il primo Protocollo d’Intesa sulla cultura, abbiamo costruito qualcosa che oggi vediamo riflesso in questi dati: una consapevolezza condivisa che la cultura non è separata dall’economia, ma ne è una componente strutturale. Il mecenatismo veneto non nasce dalla filantropia, nasce dall’identità: le nostre imprese sono figlie di questo territorio, e investire nel suo patrimonio è per loro un atto naturale, quasi ovvio. Il nostro compito, come Regione, è trasformare questa energia in sistema. L’Osservatorio è il passo giusto: con dati aggiornati e comparabili potremo costruire politiche culturali più mirate, più efficaci, più capaci di liberare il potenziale che questi numeri ci dicono esserci. Non stiamo inventando nulla: stiamo imparando finalmente a misurare quello che già esiste”, ha concluso l’Assessore Mantovan.

