A Ravenna si sono aperte le celebrazioni per l’anniversario dantesco 2021, una presentazione in grande stile cui anche Verona ha partecipato. La nostra città annuncia un anno di eventi ma, per ora la sola cosa in programma sono gli annunci stessi, causa di questo anche l’assenza di contributi stanziati dalla Regione Veneto
Le dichiarazioni di Pietro Trincanato presidente di Traguardi:
“A pochi mesi dall’anno dantesco, infatti, quasi nulla trapela sulle intenzioni del Comune: si parla di mostre ma non si fa parola del soggetto, dei curatori, delle opere esposte. Si annunciano performance, concerti, grandi appuntamenti culturali ma per ora tutto resta nel mistero, con annunci che si rincorrono e trasformano il programma dantesco – per rimanere in ambito letterario – in un Godot che non arriva mai.
Il sospetto è che c’entrino anche la politica e le prossime elezioni, perché se la regione Emilia Romagna ha già messo sul piatto un milione di euro per sostenere le celebrazioni ravennati, dalle nostre parti la Regione Veneto si è limitata ad un protocollo d’intesa rigorosamente a costo zero. Traduzione: simbolino della regione su qualsiasi evento, ma nemmeno un euro investito su Verona. Un fattore che, in tempi di covid e bilanci comunali al lumicino, avrà influito sicuramente sulle celebrazioni.
Il problema, però, è che l’anniversario dantesco non è solo cosa per un pugno di amatori delle belle lettere, ma potrebbe costituire un’occasione di rilancio per un settore turistico ancora in affanno e che fatica a rialzarsi. Ma se ci si limita agli annunci vaghi, mentre le altre città già pubblicizzano mostre con prestiti importanti e appuntamenti culturali di rilievo, si rischia di perdere anche questa occasione per rendere di nuovo Verona attrattiva anche per il pubblico nazionale, che in tempo di covid è la vera clientela da coinvolgere e su cui puntare.
Speriamo che le nebbie sulla programmazione siano presto diradate, ma rimane l’amarezza per una città lasciata perennemente ai margini dalla politica regionale, anche quando (come in questo e in molti altri casi) potrebbe rappresentare un’eccellenza a livello nazionale da promuovere e sostenere, anche economicamente”.

