Erano le 19.00 di giovedì, quando gli zii di R.G. –un ragazzo di 21 anni affetto da autismo e pertanto incapace di attendere a se stesso- molto preoccupati, avvertivano le Forze dell’Ordine di Peschiera del Garda dell’allontanamento del ragazzo che essi ospitavano da qualche giorno, assieme alla madre e al fratello minore, ignari del fatto che le Autorità tedesche lo stessero cercando in tutta Europa.
Le ricerche immediatamente avviate in ambito ferroviario e urbano, grazie anche alle indicazioni telefoniche di un conoscente, permettevano alla Polfer di rintracciare il ragazzo nell’abitato di Peschiera.
Una volta assicuratisi sulle condizioni di salute del giovane disabile, gli agenti della Polizia Ferroviaria accertavano che era stata proprio la madre del ragazzo a sottrarlo alle cure della clinica tedesca: la donna, infatti, già duramente provata da un vissuto drammatico, aveva maturato l’ossessiva, infondata convinzione che le autorità volessero sottrarle il figlio sfortunato.
Tale convinzione aveva portato la donna a rifiutare tutte le proposte di aiuto concreto che le venivano dai parenti e dalle autorità, sino a farle compiere l’atto inconsulto di sottrarre il ragazzo dalle cure della struttura e, portando con sé anche l’altro figlio di 9 anni, iniziando un’avventura attraverso vari paesi europei, dove i tre vivevano per strada sprovvisti di documenti e denaro, nell’aleatorio tentativo di fare ritorno in Albania, proprio paese d’origine.
A causa dello stato psichico in cui versava e delle reazioni aggressive verso chiunque dovesse interagirvi, la donna veniva sottoposta ad accertamenti sanitari coattivi presso il Reparto di Psichiatria di Bussolengo (VR).
Grazie alla collaborazione prestata dal Comandante della Polizia Locale di Peschiera e l’intervento dei locali Servizi Sociali, il figlio minore veniva temporaneamente affidato agli zii, sotto l’egida della Procura per i Minori di Venezia.
Sono stati attivati i Servizi di collaborazione internazionale di Polizia, tramite il Sirene, per assicurare il ritorno in sicurezza del ragazzo scomparso presso la struttura tedesca affidataria o per assicurare la soluzione più idonea per la sua protezione e cura.

