Alle ore 11:30 di ieri mattina giunge una chiamata alla Sala Operativa della Questura da parte di una ragazza italiana che diceva di trovarsi in Via Rienza e di essere stata da poco scippata. La stessa forniva descrizioni di carattere somatico e di abbigliamento dell’autore il quale, dopo essersi allontanato a piedi dalla zona dell’evento, saliva su un’autovettura utilitaria guidata da una donna. La volante di zona, raccolte le indicazioni utili alle ricerche, raggiungeva via Germania, esattamente in prossimità dell’ingresso del SERT, dove individuava sia l’autovettura segnalata che i due soggetti. Sottoposti a perquisizione personale e veicolare i due sono stati trovati in possesso di una banconota da 20 euro, denaro in precedenza custodito all’interno della borsetta appartenente alla parte lesa ed abbandonata lungo il tragitto.
All’interno dell’auto si accertava la presenza della sua compagna, CORTELLAZZI Sara, mantovana dell’86, e della loro bambina di 4 mesi la quale, durante le fasi della fuga, si trovavanel sedile posteriore dell’autovettura, assicurata ad un apposito seggiolino.
L’autore materiale dello scippo, LINFOZZI Dino,ventinovenne italiano di Bussolengo (VR), si presentava assolutamente collaborativo e permetteva il recupero della borsetta e del suo contenuto, abbandonata, subito dopo la commissione del delitto, all’interno di un contenitore dei rifiuti nella vicina via Chioda.
Egli spiegava di aver commesso il fatto poiché costretto da una serie di circostanze economicamente sfavorevoli; aggiungeva inoltre di non svolgere attività lavorativa edi essere iscritto ad un programma di recupero per tossicodipendenti presso il SERT di Verona.
La CORTELLAZZI, pur non seguendo un apposito programma di recupero, si dichiarava anch’essa tossicodipendente e durante la permanenza negli uffici della Questura veniva colta da un malore dovuto ad una crisi d’astinenza.
Data la situazione, d’intesa con il Sostituto Procuratore dott.ssa ROSSATO della Procura dei minori di Venezia, la neonata veniva temporaneamente affidata ad una struttura di accoglienza. Per i genitori, invece, sono scattate le manette per furto aggravato in concorso tra loro.
Questa mattina, in sede di direttissima, dopo la convalida dell’arresto, i due sono stati rimessi in libertà in attesa dell’udienza rinviata al 24 aprile p.v.
La presenza della piccolina a bordo ha particolarmente scosso gli operatori di Polizia, sin da subito preoccupati per la sorte di quella creatura colpevole unicamente di essere nata in una famiglia “sbagliata”. Sentendosi quasi in dovere di proteggere la piccola e di starle vicino per quanto possibile, i poliziotti si sono prodigati in una raccolta fondi da destinare alla struttura che si prenderà cura di lei.

