
Lido di Venezia – L’ultraottuagenaria ma sempre giovane Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – La Biennale di Venezia 2024 (più semplicemente chiamata Mostra del cinema di Venezia, in programmazione dal 28 agosto al 7 settembre 2024, con direttore artistico Alberto Barbera), giunta appunto all’edizione 81 (la prima si tenne tra il 6 ed il 21 agosto 1932, con interruzioni successive dovute a momenti storici contingenti), ha avuto il 1° settembre come uno dei suoi giorni clou.
Sul lungomare Guglielmo Marconi, davanti al Palazzo del Cinema, molti sono stati in attesa dalla sera prima per veder da vicino le celebrities in Red Carpet. Sotto il sole a picco da cui gli ombrelli aperti hanno protetto parzialmente, con scorte di cibo ed acqua neanche sia questione di vita o di morte. Perfino con cani appresso. Kit da sopravvivenza degli ammiratori di divi dello schermo, assunti quasi a divinità….
La vigilia ha promesso (e mantenuto) arrivi eccellenti: Richard Gere (Richard Tiffany Gere, Philadelphia, Usa, 31 agosto 1949, con i suoi 75 anni festeggiati all’Harris Bar, in Calle Vallaresso, a ridosso di piazza San Marco), destinatario dell’Inspiration Award nell’ambito dell’amfAr (fondazione per la ricerca sull’Aids) Gala per il suo impegno “a supporto di battaglie sociali”; George Clooney (George Timothy Clooney, Lexington, Usa, 6 maggio 1961) e Brad Pitt (William Bradley Pitt detto Brad, Shawnee, Usa, 18 dicembre 1963), sbarcati in Laguna per l’anteprima fuori concorso del film thriller “Wolfs – Lupi solitari” (2024) del regista Jon Watts (Jonathan “Jon” Watts, Fountain, Usa, 28 giugno 1981).
Big confluiti poi, come da tradizione, nel Red Carpet serale antistante al Palazzo del Cinema assediato da “cacciatori” di selfies e di autografi.
Tutto, comunque, ha ruotato attorno al prestigioso Hotel Excelsior, cuore della rassegna filmica, edificato in stile eclettico nel 1907 dall’architetto Giovanni Sardi, Venezia, 6 settembre 1863 – Mogliano Veneto, Treviso, 26 giugno 1913) per il committente Nicolò Spada della Compagnia Italiana Grandi Alberghi, CIGA), in lungomare Guglielmo Marconi 41. Il celebrato albergo cinque stelle lusso è proprietà dell’azienda statunitense Starwood Hotels and Resorts Worldwide, LLC, nota come Starwood.











Nella sua Sala Tropicana dell’Italian Pavillon, in una conferenza stampa, Tiziana Rocca (Pozzuoli, Napoli, 30 agosto 1966), direttore generale ed artistico del Filming Italy Venice Award, ha presentato i premiati per il 2024, dopo aver indicato l’attrice e modella Laura Chiatti (Castiglione del Lago, Perugia, 15 luglio 1982) come madrina dell’evento.







Alcuni noti personaggi si sono alternati in brevi interventi. Riccardo Cocciante (Riccardo Vincent Cocciante, Saigon ora Ho Chi Minh, Vietnam, 20 febbraio 1946, Filming Italy Achievement Music Award), Christopher Lambert (Christopher Guy Denis Lambert, Great Nack, Usa, 29 marzo 1957, Filming Italy Achievement Internazional Award), Franco Nero (nome d’arte di Francesco Clemente Giuseppe Sparanero, Parma, 23 novembre 1941, Filming Italy Achievement Award), Isabella Ferrari (pseudonimo di Isabella Fogliazza, Ponte dell’Olio, Piacenza, 31 marzo 1964, Miglior attrice non protagonista nel film drammatico-thriller “Confidenza”).










Le altre star vincitrici nelle varie categorie: Asia Argento (all’anagrafe Aria Maria Vittoria Rossa Argento, Roma, 20 settembre 1975, Miglior attrice non protagonista nella serie tivù “La storia”), Vittoria Puccini (Firenze, 18 novembre 1981, Filming Italy Venice Award per il suo ruolo nel film “Confidenza”), Ludovica Francesconi (Sora, Frosinone, 27 luglio 1999, Filming Italy Venice Award), Maurizio Lombardi (Firenze, 17 novembre 1973, Menzione speciale per la serie tivù statunitense “Ripley”), Paolo Del Brocco (Roma, 18 novembre 1963, Filming Italy Producer Italian Award, “Produttori italiani”, per il film “Io capitano”).





















E, ancora, Sonia Bergamasco (Milano, 16 gennaio 1966, Donne del cinema italiano), Annabel Scholey (Wakefield, Regno Unito, 10 gennaio 1984, Filming Italy European Award), Cristiana Dell’Anna (Napoli, 24 agosto 1985, Filming Italy Venice International Award), Anita Caprioli (Vercelli, 11 dicembre 1973, Filming Italy Award, Menzione speciale per la serie tivù “Deer Girl”), Giacomo Giorgio (Napoli, 4 maggio 1998, Miglior attore protagonista nella serie tivù “Per Elisa – Il caso Claps”), Sara Drago (Desio, Monza e Brianza, 18 marzo 1989, Filming Italy Award, speciale per la serie tivù “Call my agent 2”), Domenico Cuomo (Gragnano, Napoli, 6 febbraio 2004, Filming Italy Spotlight Award, “Young Generation” per “Mimì – Il principe delle tenebre”), Vinicio Marchioni (Roma, 10 agosto 1975, Miglior attore non protagonista nel film-commedia “C’è ancora domani”).





























Quindi, Sandy Powell (Londra, 7 aprile 1960, Filming Italy Venice Best Costume Designer Award), Miriam Leone (Catania, 14 aprile 1985, Miglior attrice protagonista nella serie tivù “I leoni di Sicilia”), Lucrezia Guidone (Pescara, 3 giugno 1986, Menzione speciale del pubblico per la serie tivù “Mare fuori 3”), Romana Maggiora Vergano (Roma, 21 novembre 1997, Filming Italy “Young Generation” per “C’è ancora domani”).













La cerimonia di premiazione dei citati e degli altri in elenco s’è tenuta alla sera, presso l’elegante Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsior.
E, avviandosi, come al solito, da questo stesso albergo al top, ha calcato il Red Carpet il cast del film “The Brutalist”, diretto da Brady Corbet (Brady James Monson Corbet, Scottsdale, Usa, 17 agosto 1988, ex attore oggi anche sceneggiatore), in concorso alla Mostra.
Adrien Brody (Adrien Nicholas Brody, New York, Usa, 14 aprile 1973) è tra gli attori principali, salito ai vertici della popolarità mondiale interpretando parti primarie in una lunga serie di titoli, tra cui “La sottile linea rossa” (1998) di Terrence Malick, “Il pianista” (2002) di Roman Polanski (con cui s’è aggiudicato l’Oscar quale miglior attore protagonista), “The Village” (2004) di M. Night Shyamalan, “King Kong” (2005) di Peter Jackson, “Midnight in Paris” (2011) di Woody Allen.









Prima di dirigersi verso il Palazzo del Cinema attraverso il breve tratto gremito di gente del lungomare (con Brody accompagnato in auto, noblesse oblige! O sua antrofobia?), interpreti del film e loro accompagnatori hanno sorseggiato drinks e chiacchierato nella location esterna ben delimitata (sempre nel contesto dell’Hotel Excelsior), guardati a vista da uno stuolo di bodyguards.
Brody s’è ritrovato con il regista Brady Corbet e l’attore dello stesso film Guy Pearce (Guy Edward Pearce, Ely, Regno Unito, 5 ottobre 1967, australiano).
Il “gorilla” personale di Brody s’è dimostrato il più mastino, pronto ad azzannare chiunque osasse avvicinarsi per foto o video al suo protetto. Nonostante l’esagerato senso del dovere della guardia del corpo, “Il Giornale dei Veronesi” è comunque riuscito a riprendere cum abundantia il coriaceo attore americano che, in un estremo scappare dall’obiettivo, s’è perfino spostato di lato, interrompendo la conversazione..
Al termine della proiezione di “The Brutalist”, il pubblico ha tributato ben 13 minuti di applausi, commuovendo lo stesso Brody, apparentemente cuore di pietra…
Altri momenti a tu per tu con celebrità si sono rincorsi.
Col grande maestro francese Claude Lelouch (Claude Barruck Joseph Lelouch, Parigi, 30 ottobre 1937, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico) che, nel corso di un’intervista pubblica a “Cinematografo” nell’Italian Pavillon, s’è raccontato tra pubblico e privato, rivisitando la propria carriera (donne comprese) con punte di nostalgia per “suoi” attori-amici scomparsi (Yves Montand, Michèle Morgan, Serge Reggiani, Annie Girardot, Michel Piccoli, Anouk Aimée, Jean-Louis Trintignant, Johnny Halliday, Jean-Paul Belmondo ecc.) e con rassegnata malinconia per il poco tempo che ha ancora davanti. Nell’occasione, ha presentato il suo ultimo lavoro dietro la macchina da presa, “Finalement” (“Finalmente”), Storia di una tromba che si innamora di un pianoforte.




E, pure, con Enio Drovandi (Pistoia, 5 agosto 1954, attore e regista teatrale, dall’inconfondibile accento toscano sfoderato in tanti films vacanzieri cult soprattutto negli Anni Ottanta del secolo scorso). E, perfino, con l’ex senatore Antonio Razzi (Giuliano Teatrino, Chieti, 22 febbraio 1948) che, da ormai navigato marpione televisivo, non s’offende se viene chiamato “Crozza”, come Maurizio Crozza (Genova, 5 dicembre 1959, attore, comico, conduttore televisivo) che ne ha fatto oggetto delle sue imitazioni di successo in “Fratelli di Crozza”, sul canale Nove.



Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
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