Giovedì 25 gennaio 2018 ore 21,00 Polo G. Zanotto _ via delle Università, 4 – Verona ingresso libero
Un concerto di memoria al femminile è la metafora che tentiamo di proporre perché consci dell’eredità
ricevuta e consapevoli della necessità di consegnare intenzioni. Come i concerti clandestini organizzati da
Rosy Wertheim, nell’Amsterdam occupata, di musiche scritte da compositori ebrei messi al bando; come le
composizioni di Henriette Bosmans, come la dedizione della direttrice dell’orchestra femminile ad
Auschwitz, Alma Rosè nipote di Gustav Malher e figlia Arnold Rosè, i poemi e i brani, a noi pervenuti, di
Ilse Weber; come il ferreo carattere e ottimismo della pianista, Alice Herz-Sommer, deportata al campo di
concentramento di Theresienstadt nel 1943 con suo figlio: riuscì a scampare alle camere a gas grazie al suo
talento di pianista
Non è un omaggio alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l’uomo è stato capace di
questo, la consapevolezza di quello che è accaduto. Che non deve più accadere, ma che in un passato ancora
molto vicino a noi, nella civile e illuminata Europa, milioni di persone hanno permesso che accadesse.
“Aggrappatevi alla musica … la musica salva, le note salvano!” I musicisti si fermarono e, tutto ad un tratto,
sprofondarono in un silenzio. I loro sguardi stavolta si congiunsero, e l’assenza di suono si tramutò in
silenzio condiviso. Perché la memoria è questo: la capacità di tendere la propria umanità verso un orizzonte
fatto di passato, ove il presente responsabile vivifica un disegno di futuro. Giorni a venire che galleggiano
nelle acque terse e cristalline di ricordi venturi e il domani già vissuto.

