CNEL e ISTAT hanno recentemente collaborato alla creazione di un nuovo indicatore, chiamato Benessere Equo e Sostenibile (BES), che punta a descrivere accuratamente lo “stato di salute” di un Paese, superando l’attuale esclusivo utilizzo del Prodotto Interno Lordo (PIL : valore totale della produzione economica di un Paese) come criterio di misurazione.

Le crisi globali di cui negli ultimi anni siamo stati testimoni ci pongono di fronte a una grande seppur dolorosa occasione di autocritica e di revisione dei valori guida attraverso i quali stabilire quale sia il contenuto della parola benessere. Proprio in questa direzione si sono mossi gli sforzi dei due enti italiani, che hanno portato a convergenza una serie molto interessante di dati sulla vita dei cittadini. Questi, considerati in maniera complessiva, forniscono una descrizione dettagliata e multidimensionale su tutto quello che contribuisce a creare una vita improntata al benessere che sia al contempo equa e sostenibile per tutti. Non interessa più allora, per giudicare la virtuosità di uno Stato, considerare esclusivamente il livello di ricchezza da esso prodotto. Più importante è sapere in che modo quei livelli di ricchezza siano distribuiti fra i cittadini; se la creazione di tale ricchezza monopolizzi tutto il tempo della giornata media di una persona; o ancora, se la produzione di tale ricchezza avvenga tutta a discapito dell’ambiente.
Non è ancora dato sapere se il dato del PIL sarà nel breve o medio periodo rimpiazzato o almeno affiancato dal BES ma ci si può augurare che questa sia la direzione guida.
Sul web: http://www.istat.it/it/files/2013/03/bes_2013.pdf e http://www.misuredelbenessere.it.
