19 febbraio 2024
Questa mattinata il Comitato anti discarica Cà Balestra – insieme con il Comitato Tutela Ambiente
e Salute Villafranca – ha incontrato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e l’Assessore ad
Ambiente e Clima Giampaolo Bottacin.
Il Comitato ha regalato al Presidente un cesto di prodotti tipici dell’agricoltura di eccellenza del
nostro territorio, oltre ad opuscoli informativi sulle attrazioni e bellezze artistico-turistiche.
Il Comitato ha inoltre consegnato a Zaia una lettera – già inviata nei giorni scorsi all’intera Giunta
Regionale – in cui vengono riproposte tutte le preoccupazioni in merito ai due progetti presentati
per la realizzazione di DISCARICHE DI AMIANTO nei comuni di Villafranca di Verona e Valeggio sul Mincio a meno di 10 km l’una dall’altra ed entrambi singolarmente sovradimensionati rispetto al fabbisogno di smaltimento amianto dell’intero Veneto.
Nel 2015 il Piano Rifiuti del Veneto ha stabilito che fosse sempre vietata la realizzazione di
discariche nelle zone di ricarica delle falde acquifere, ma la Giunta Regionale nel 2022 ha
modificato l’art. 15, comma 4 prevedendo la possibilità di realizzare discariche per amianto in tali
zone e – addirittura – in quelle instabili, esondabili e alluvionabili.
Il Parlamento Europeo con la Risoluzione n. 20/10/21 ha sottolineato come “lo smaltimento dei
rifiuti di amianto in discariche non è una soluzione a lungo termine dato che dovranno essere
gestiti dalle future generazioni, essendo le fibre di amianto pressoché indistruttibili nel tempo” e
che “è necessario sviluppare metodo efficaci (…) per l’inertizzazione di rifiuti contenenti amianto”.
Il Comitato ha quindi chiesto a Presidente e Giunta di intervenire affinché la Regione Veneto voglia:
- ripristinare l’art. 15, comma 4, DGR. 988/22 alla versione originaria del 2015;
- sospendere l’iter autorizzativo di progetti per discariche di amianto quando ne risultino
contemporaneamente in valutazione altri dello stesso tipo a meno di 10 km di distanza, dal
momento che l’attuale comma 7 dell’art. 15 prevede la bocciatura solamente se esistono entro tale intervallo impianti in attività o in fase post-operativa; - predisporre uno studio regionale per la localizzazione di impianti per rifiuti di amianto che
escluda le zone di ricarica delle falde acquifere e quelle instabili, esondabili e alluvionabili; - finanziare uno studio approfondito destinato a valutare le alternative già oggi esistenti al
conferimento in discarica di rifiuti contenenti amianto, per conseguire quell’economia
circolare che l’Unione Europea impone agli Stati membri di raggiungere.
Il Presidente Zaia ha risposto promettendo la convocazione in Commissione V.I.A. anche dei
rappresentanti dei Comitati, ma ha ribadito che esiste una legge (il Piano Rifiuti) che va rispettata.
Secondo il Presidente, infatti, “siamo l’unica regione, peraltro, che non ha una discarica di amianto; il che non vuol dire che bisogna farla qua: è successo che è stata presentata questa domanda…”.
Il problema, signor Presidente, è proprio la legge e il fatto che i progetti sono stati presentati solo qua e solo grazie all’apposita deroga introdotta dalla Giunta. Senza tale deroga le riserve idriche della Provincia di Verona sarebbero rimaste al sicuro per sempre, come stabilito nel 2015.

