Su un possibile sviluppo dell’attività ricettiva del villafranchese, abbiamo scambiato qualche opinione con il sig. Alberto Chincherini, proprietario dell’hotel Antares a Villafranca e del Centro Tursitico Gardesano a Bussolengo.
dell’arch. Lucio Merlini
Nonostante la collocazione territoriale al crocevia delle grandi direttrici di traffico nazionale ed internazionale Nord-Sud ed i collegamenti Est-Ovest, Villafranca non ha mai assunto un ruolo importante dal punto di vista dell’accoglienza. Le strutture alberghiere esistenti, fino apochi anni fa, contavano pochi posti letto rivolti più a persone di passaggio come i rappresentanti di commercio che non destinati al turismo, che avrebbe potuto trovare, anche per la presenza di interessanti monumenti storici, occasioni per visite qualificate sotto il profilo culturale ed anche della tradizione gastronomica che caratterizza il nostro territorio.
Come sostengo da tempo ed ho argomentato nei precedenti articoli, il territorio deve essere considerato come un organismo vivente, dove le funzioni e le attività dell’uomo si innestano e si espandono le une con le altre in una reazione a catena. Se indirizzate e condotte ad un disegno armonico, diventano immagine, simbolo, emblema e occasione originale ed unica di progresso economico e sociale.
Il turismo è una di queste funzioni e può pertanto diventare un nuovo elemento qualificante purchè sia programmato in sinergia
con una serie di funzioni e servizi che coinvolgono tutto il territorio comunale e dei comuni contermini, a partire dal centro
storico fino alla periferia con le sue attività produttive e di servizio alla persona, all’Aeroporto e alle grandi vie di traffico. Stradale
e ferroviario. In questo quadro, sarà possibile immaginare che le persone arrivino a Villafranca per godersi una settimana di vacanza, potendo visitare il castello e la casa del trattato, fare acquisti di ogni tipo prezzo e qualità, visitare le zone storiche di Custoza e dintorni o lo scenario del Borghetto e di Villa Sigurtà, e godere della nostra cucina e dei nostri vini, partecipare ad eventi culturali, concertistici e sportivi di grande livello e richiamo.
La chiave del futuro è questa: ci si chiede chi possa guidare un territorio come il nostro con le sue grandi potenzialità ed opportunità attorno ad un progetto ed un obiettivo che richiede chiarezza, lungimiranza, concertazione, collaborazione tra enti, categorie, singoli operatori ed esperti di eventi e marketing territoriale. Se non lo farà l’ente pubblico lo dovranno fare i privati e farlo in tempi brevi perché per uscire dalla crisi infinita nella quale ci siamo cacciati non serve piangere ma agire con tutta la forza e la creatività di cui siamo capaci.
Signor Chincherini, come vede il futuro del turismo un albergatore della sua esperienza?
Non c’è dubbio che il turismo è una risorsa economica inesauribile partendo dal fatto che per creare attrazione di un certo livello
e continuità occorre investire ed avere una strategia. Basti prendere ad esempio realtà estere come Dubai che, partendo dal nulla, ha deciso di puntare sul turismo di tipo sportivo, ospitando le più grandi gare internazionali dei più svariati Sport, attraendo ed ospitando migliaia di turisti e di sportivi ogni anno. L’idea che sia solo la bellezza dei luoghi ad attirare i turisti è ormai superata.
Qual è l’ attrattiva del turismo di tipo sportivo?
E’ diretto ad un target di età più giovane e coinvolge un numero di persone molto diverse per interessi e cultura. I giovani sono il futuro e se non viaggiano e non conoscono le nostre zone finchè ne hanno la possibilità molto probabilmente non li vedremo
più da noi.
La zona di Villafranca e paesi limitrofi come possono diventare un riferimento per il turismo e sfruttare appieno le potenzialità che esistono?
Tutti pensano che sia il Lago l’attrazione turistica per eccellenza delle nostre zone, ma non ci rendiamo conto che siamo su un crocevia importantissimo a livello europeo. L’incontro tra l’autostrada A22 Brennero-Modena e la A4 Milano-Venezia, che si incrociano proprio sul territorio villafranchese, facilita tantissimo l’affluenza alle nostre zone ed è una miniera d’oro essenziale ma sottoutilizzata per lo sviluppo di Villafranca. Il commercio di Villafranca è nato e si è sviluppato, favorito anche dalla sua posizione al centro del migliore crocevia interregionale (Mantova- Brescia- Trento) e con il Brennero ed il Garda, anche europeo. Questa peculiarità oggi può essere traslata in ambito turistico, grazie ai collegamenti stradali, aeroportuali e con l’alta velocità, anche ferroviari. Se la città saprà cogliere questa opportunità e inizierà ad organizzare sempre più eventi sia di tipo sportivo che concerti e congressi, il turismo si svilupperà in maniera esponenziale.
Come si sviluppa la tua idea di Hotel e come crescerà in futuro l’attività alberghiera?
Per scelta personale ho privilegiato per motivi di marketing una ricettività minima di duecento camere per Hotel, per organizzare un livello di servizi di buona qualità per un gran numero di ospiti. In futuro voglio ingrandire la zona wellness e modificare completamente la Hall che dovrà avere 3 diversi banconi: uno per il centro benessere, uno la reception per le camere e l’ultimo per le informazioni su tutti gli eventi organizzati in zona.

