Negozi, botteghe ed attività storiche il più delle volte vuol dire storici gestori. Persone di una certa età, anche se non tutti, poco “informatizzati” che volenti o nolenti si sono trovati alle prese con la fattura elettronica. È pur vero che l’obbligo era preannunciato e già in uso verso la pubblica amministrazione, magari si contava sulla consueta proroga, questa volta però la scadenza è stata perentoria. Dal primo gennaio è diventato obbligatorio emettere la fattura elettronica che ha sostituito quella cartacea. E così altro aggravio per gli storici esercenti, caratterizzati tra l’altro dalla ridotta dimensione dell’attività, che debbono ricorrere al commercialista anche per questo. Non metto in dubbio la “razio” ( le ragioni) del cambiamento ma già prima era duro sopravvivere, ora si vedrà. La cronaca riporta che in provincia già qualcuno ha già gettato la spugna. Urge l’aiuto promesso ma a che punto è a Villafranca la tanto attesa detassazione degli oneri comunali? “Quo Usque Tandem” (il, fino a quando, di ciceroniana memoria) occorrerà aspettare e sì che la proposta non è proprio recente. Non sono il solo a ricordare che fu lanciata diversi anni fa proprio dall’allora assessore con delega al commercio Mario Faccioli, che poi è stato sindaco per ben due mandati. In seguito non se ne fece nulla, ora sembrerebbe che siamo in dirittura d’arrivo. L’Amministrazione Comunale starebbe mettendo a punto i requisiti di accesso e gli ultimi dettagli. Speriamo che facciano presto perché non accada come nel famoso detto “ mentre i dottori sono a consulto il malato muore”. Se queste poche righe serviranno ad accelerarne i tempi i tempi ben venga e comunque… alla prossima.
di Rico Bresaola

