Il visitatore che, mancando da Villafranca da qualche mese, vi arrivi ora, passando da via Nino Bixio potrebbe pensare di aver sbagliato città. La via Nino Bixio infatti è radicalmente ed improvvisamente cambiata in questi mesi…
Da alcuni anni stava maturando, anche tra la popolazione, l’attesa di interventi di sistemazione complessiva della via: già da tempo, infatti, si dibatteva della necessità o dell’opportunità di riqualificare la via per migliorare i marciapiedi, per realizzare la pista ciclabile, per sostituire i pini domestici non idonei a stare lungo i viali e per sistemare le tubazioni sottoterra, anche per evitare il ripetersi degli episodi di allagamento in occasione di forti temporali.
Già da alcuni anni erano iniziati improvvisi abbattimenti di qualche decina di pini domestici, così, come veniva, promettendo a breve l’inizio dei lavori e rotatorie negli incroci. Le proteste dei residenti e la mancanza di un piano complessivo di lavori e dei relativi finanziamenti hanno sempre interrotto il taglio dei pini. Quest’anno, proprio in coincidenza con i torridi mesi estivi, è stato realizzato il deserto. I residenti ed i cittadini si ritrovano quindi la via destrutturata e irriconoscibile senza che siano stati spiegati con chiarezza e iniziative pubbliche, tempi, modalità e complessità dei lavori da eseguire. Il buon senso avrebbe suggerito che si poteva e doveva operare a stralci ed infatti in questo modo probabilmente saranno eseguiti i lavori sulla strada. Ma allora anche l’abbattimento dei pini poteva essere programmato a stralci, prevedendo la sequenza “abbattimento piante-lavori di sistemazione-piantumazione piante” operando un po’ alla volta lungo tutta la via.
Dovrebbe essere una buona pratica quella di operare secondo una programmazione dei lavori pubblici che riduca i disagi, al di fuori delle emergenze, come peraltro chiunque farebbe con i lavori a casa propria. Invece non si è operato con queste modalità, forse perchè non si ha ancora piena consapevolezza della funzione del verde pubblico.
La critica non nasce da ragioni estetiche, perché non è solo questione di paesaggio, ma soprattutto da motivazioni legate alla qualità della vita, perché è anche questione ambientale.
Occorre qui ricordare alcune funzioni svolte dal verde pubblico in genere e dalle piante in particolare:
- funzioni climatiche, in quanto contribuiscono al controllo di temperatura ed umidità, con una sorta di effetto di condizionamento naturale dell’aria;
- funzioni psicologiche e sanitarie specialmente importanti nei quartieri residenziali per l’effetto prodotto dalla vista riposante che rende più gradevole la permanenza;
- funzioni difensive da polveri e rumori e da eccesso di insolazione.
Ormai l’intervento è stato realizzato in modo radicale; quindi si confida che al più presto vengano resi noti alla cittadinanza, ed in particolare ai residenti, quali sono i progetti di riqualificazione della via e venga data la possibilità di inoltrare suggerimenti, fermo restando che ovviamente poi le decisioni spetteranno all’amministrazione.
Alcuni suggerimenti:
- per sostituire gli alberi abbattuti tenere conto non solo della quantità ma anche della qualità. Ovvero, mettere a dimora più o meno tante piante quante sono state tolte e scegliere, con l’aiuto di un agronomo o di enti pubblici competenti, specie tipiche della pianura padana adatte a svolgere le già citate funzioni proprie delle alberature stradali;
- aumentare la permeabilità della via anche per limitare le probabilità di allagamenti: ad esempio un’area parcheggi con fondo drenante, ampia base di terra per ognuna delle piante previste;
- con l’occasione ripristinare l’aiuola spartitraffico che potrà svolgere efficacemente funzioni di assorbimento di polveri emesse e sollevate dalle automobili e dai camion in transito;
- abbellire con qualche aiuola fiorita di tanto in tanto, magari chiedendo ai residenti di partecipare alla manutenzione, anche tenendo conto che alcuni residenti già lo hanno fatto in passato;
- posizionare lungo la via alcune panchine in entrambi i lati, allo scopo di permettere la sosta alle persone anziane ed a coloro che hanno problemi di mobilità. Sempre più spesso infatti si notano anziani che riescono ad arrivare in pieno centro solo appoggiandosi a bastoni o a biciclette condotte a mano…
di Luigi Facincani

