Anche Verona partecipa alla Giornata Nazionale UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare che si svolge in tutta Italia dal 3 al 16 aprile. Per l’occasione sabato 8 e domenica 9 aprile sarà presente in piazza Bra un punto informativo della UILDM per la raccolta dei fondi, attraverso la vendita di tavolette di cioccolato, da dedicare al progetto “Giocando si impara”, che ha l’obiettivo di concorrere alla realizzazione di parchi gioco privi di barriere architettoniche.
L’iniziativa è stata presentata oggi dall’assessore ai Servizi sociali Anna Leso insieme al presidente UILDM Verona Davide Tamellini, al segretario dell’associazione Gennaro Stammati e a Caterina Il Grande in rappresentanza dell’istituto Aleardi.
“Condividere anche con bambini disabili i momenti di gioco predispone alla crescita di una comunità inclusiva e pronta alla valorizzazione del contributo di tutti – ha detto Leso – fa piacere vedere come tale iniziativa sia condivisa dagli studenti dell’Istituto Aleardi che saranno in piazza a fianco della UILDM per aiutare nella raccolta fondi e nella diffusione dei progetti dell’associazione”.
Il progetto
Dotare le aree verdi di giostre adatte ai bambini con disabilità motorie significa innanzitutto rispondere al bisogno di costruire relazioni. Giocare insieme permette di fare amicizia, maturare affetti e crescere come adulti consapevoli. Negli oltre 8.000 comuni italiani ci sono poco più di 350 tra parchi inclusivi e/o parchi che hanno almeno una giostra accessibile. Una percentuale che non arriva nemmeno al 5% della copertura nazionale. Da oltre 55 anni UILDM Onlus è l’associazione nazionale di riferimento per le persone affette da distrofie muscolari che promuove la ricerca scientifica e la piena inclusione delle persone con disabilità.
UILDM Verona, da 45 anni, sostiene la prevenzione, la terapia e la ricerca sulle malattie neuromuscolari e svolge azioni a sostegno delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Le patologie interessate, frequentemente a carattere ereditario, sono state oggetto negli ultimi anni di importanti progressi della ricerca medica anche se ancor oggi le malattie neuromuscolari, che coinvolgono più organi e colpiscono tutte le età, non sono reversibili.

