“Reperti a… secco” risalenti al periodo storico monarchico-coloniale-fascista a lato della strada provinciale 10 in val d’Illasi. Il primo è la scritta d’insegna, “Farine coloniali”, sulla facciata d’un malconcio fabbricato in disuso nei pressi della chiesa parrocchiale di Selva di Progno. Edificio che fu un punto vendita, un magazzino, un deposito, appunto, di prodotti farinacei provenienti dalle colonie italiane, dai possedimenti che furono del Regno d’Italia.
Il secondo (probabilmente restaurato) e vedibile su una facciata laterale d’un edificio posto al limitare sud dell’abitato di San Zeno di Colognola ai Colli, è uno dei tanti stralci della logorrea mussoliniana apposti a suo tempo per propaganda ovunque, su edifici pubblici e privati. Nel caso specifico si tratta dell’estra-polazione sintetica d’un discorso del Duce (“La vittoria africana resta nella storia della Patria integra e pura come i legionari caduti e superstiti la sognavano e la volevano. M.”) tenuto il 9 maggio 1936 (XIV anno dell’Era fascista) dal balcone di Palazzo Venezia, a Roma, durante la proclamazione dell’Impero (“la riapparizione dell’Impero sui Colli fatali di Roma”) dopo la vittoria della guerra tra il Regno d’Italia e l’Impero d’Etiopia (conflitto durato dal 3 ottobre 1935 al 5 maggio 1936). L’epigrafe di San Zeno di Colognola ai Colli è menzionata pure su https://www.ventenniooggi.it/le-scritte-su-ventennio (“Le scritte e i motti”) dell’autodefinitosi “il più grande archivio fotografico sul periodo del fascismo”. L’ubicazione assegnata non è precisa. Menziona Colognola ai Colli mentre il luogo esatto è, come già citato, San Zeno di Colognola ai Colli. Ambedue scampate a censure (e mani di bianco), le iscrizioni murali d’epoca meritano attenzione, spiegazione e salvaguardia. Per banale memoria di ciò che fu…

Claudio Beccalossi


