La parlamentare commenta la vicenda del 25enne gambiano assolto dopo aver staccato una falange a una poliziotta. E ricorda che a Verona “c’è ancora il monumento a Moussa Diarra, utilizzato a scopi politici dagli antagonisti contro la Polizia”
Roma 3 dicembre
“Il caso del Tribunale di Ascoli, che ha assolto 25enne del Gambia che ha staccato una falange a una poliziotta, è emblematico. Spesso il lavoro delle nostre Forze dell’Ordine non è tutelato, anche da una certa magistratura, che tende a interpretare le norme a favore degli aggressori e non delle vittime”.
Lo dichiara la deputata di Fi Paola Boscaini, all’indomani della sentenza che ha assolto per capacità di intendere e di volere il 25enne gambiano che lo scorso febbraio aveva staccato a morsi una falange di una poliziotta.
Boscaini definisce “assurda la sentenza” e trova “assurdo che le Forze dell’Ordine debbano soccombere”, ricordando anche un’altra recente sentenza che ha definito di lieve entità il reato commesso da chi sputa a un poliziotto.
Peraltro, sottolinea la parlamentare, “a Verona è ancora presente il monumento dedicato a Moussa Diarra, il ragazzo morto dopo aver provato ad aggredire con un coltello un agente di polizia, per il quale è stata riconosciuta la legittima difesa. Quella morte è dolorosa, tragica, ma quel monumento è sbagliato perché è diventato simbolo politico della sinistra antagonista contro la polizia e le forze dell’ordine. Moussa non può essere considerato un eroe”.

