Milano – Lungo una trentina di metri, il complesso monumentale, quasi in disparte nell’importante piazza della Repubblica, è stato realizzato da Pietro Cascella (scultore e pittore, Pescara, 2 febbraio 1921 – Pietrasanta, Lucca, 18 maggio 2008) ed inaugurato nel 1974.
I blocchi di pietra e marmo scolpiti arrivano al cospetto della statua di Giuseppe Mazzini (politico, filosofo e giornalista, figura chiave del Risorgimento italiano, Genova, 22 giugno 1805 – Pisa, 10 marzo 1872), opera del 1874 di Giulio Monteverde (scultore e politico, Bistagno, Alessandria, 8 ottobre 1837 – Roma, 3 ottobre 1917).




Il tragitto artistico-storico cita nomi illustri del patriottismo italiano incisi su blocchi: Adelaide Cairoli (Milano, 8 marzo 1806 – Milano, 27 marzo 1871), Maurizio Quadrio (Chiavenna, Sondrio, 6 settembre 1800 – Roma, 13 febbraio 1876), Luigi Tinelli (Laveno, Varese, 28 aprile 1799 – New York, Usa, 25 marzo 1873), Amatore Sciesa (Milano, 12 febbraio 1814 – Milano, 2 agosto 1851), Francesco Nullo (Bergamo, 1° marzo 1820 – Krzykawka, Polonia, 5 maggio 1863), Gabriele Rosa (Iseo, Brescia, 9 novembre 1812 – Iseo, Brescia, 25 febbraio 1897), Luigi Dottesio (Como, 14 gennaio 1814 – Venezia, 11 ottobre 1851), Carlo Poma (Mantova, 7 dicembre 1823 – Mantova, 7 dicembre 1852), Luigi Tentolini (Cremona, 14 settembre 1793 – Cremona, 18 gennaio 1867).
“Questa è una strada di pietra, – informa un’apposita tabella, accanto ad una lapide di marmo con la dedica A Giuseppe Mazzini la città di Milano 1974 – un monumento aperto non da contemplare ma da percorrere. Ai lati una sequenza di motivi plastici mette in evidenza i momenti più significativi del pensiero e dell’azione di Mazzini.
Ecco a sinistra un fiore simile a capitello, simbolo della gioventù che diede la vita nei moti mazziniani; ecco la barricata risorgimentale, ecco le lapidi delle imprese eroiche coi nomi e le date.
Ed ecco a destra la Medusa a rappresentare il terrore in cui giaceva l’Italia, la Cariatide a ricordare la lunga oppressione, un volto nell’ombra a suggerire i tempi della cospirazione; quindi la muraglia di un carcere e infine lo scudo e la lancia, emblemi tradizionali del valore.
La statua ottocentesca di Mazzini conclude il percorso.
È una citazione d’epoca nel contesto di una struttura moderna, non sorge su un piedistallo, ma a livello del percorso.
Così, non imposto dall’alto, si compie l’incontro storico e umano con Giuseppe Mazzini”.

Servizio e foto di Claudio Beccalossi

