Il risultato della Sassonia-Anhalt non è soltanto una vittoria dell’AfD. È soprattutto una bocciatura clamorosa della CDU, del governo Merz e di una classe dirigente che continua a non capire ciò che sta accadendo nel cuore dell’Europa.
L’AfD ha sfiorato il 44%, più che raddoppiando il risultato del 2021, mentre la CDU è crollata da circa il 37% al 17%.
E non è un caso che il vincitore sia un leader con un trascorso nel democristiano CDU. È la dimostrazione più evidente di quanto sia profondo lo spostamento di una parte dell’elettorato che un tempo si riconosceva nei partiti tradizionali e oggi non trova più in essi una risposta alle proprie idee e alle proprie esigenze.
E c’è un dato sul quale dovremmo riflettere attentamente anche in Italia: chi ha votato per AfD è contro l’invio delle armi a Zelensky e anche la stragrande maggioranza degli italiani la pensa così.
Il fenomeno si ripeterà anche in Italia.
Non è un dettaglio. È un segnale politico enorme.
Quando milioni di cittadini percepiscono che i partiti tradizionali non rappresentano più le loro idee, prima o poi cercano una nuova rappresentanza.
È quello che sta accadendo in Germania e che accadrà anche da noi.
Il centro politico ha progressivamente abbandonato quelli che erano i suoi valori tradizionali. Difendere la famiglia, la natalità, la sicurezza, i confini, il lavoro, l’identità nazionale, la sovranità democratica e il diritto dei cittadini a decidere del proprio futuro non dovrebbe significare essere considerati estremisti.
Eppure oggi basta non aderire ai dogmi del politicamente corretto per essere immediatamente etichettati come “estrema destra”.
La gente non sta diventando estremista. È la politica tradizionale che si è allontanata dalla gente.
Conosco personalmente diversi leader dell’AfD e ho avuto modo di confrontarmi con loro. Non sono affatto i pericolosi estremisti che vengono descritti da una certa propaganda politica e mediatica.
Il voto tedesco dimostra una cosa molto semplice: quando la politica smette di ascoltare il popolo, il popolo cambia politica.
E questo dovrebbe far riflettere profondamente anche chi oggi governa l’Italia.
È questa la ragione per cui nasce e cresce Futuro Nazionale: dare voce agli italiani che non vogliono piegarsi alle imposizioni assurde di chi vuole continuare sulla strada della guerra e delle sanzioni, isolando il nostro Paese, indebitandolo e indebolendo il nostro tessuto produttivo; agli italiani che non vogliono seguire passivamente le linee dettate dalla grande finanza mondiale, ma vogliono che siano l’interesse nazionale e il bene degli italiani a guidare le scelte dell’Italia; agli italiani che vogliono mantenere la propria identità senza farsi spazzare via da una immigrazione senza regole.
I popoli europei vogliono tornare a contare.
Il risultato tedesco è un avvertimento.
La Germania anticipa ciò che accadrà in Italia.
Se il governo continuerà sulla linea politica di Draghi e della von der Leyen, ignorando il crescente disagio degli italiani sulle grandi questioni europee, dalla guerra alle politiche economiche, dalla sovranità nazionale all’immigrazione, lo stesso fenomeno che oggi vediamo in Germania si affermerà anche nel nostro Paese.
E quando succederà, non sarà un fulmine a ciel sereno.
Sarà il risultato di anni di sordità politica nei confronti del popolo.
Futuro Nazionale è pronto.

