Cari Lettori,
oggi ci immergeremo nelle elezioni del Veneto dove il Centrodestra da 15 anni governa praticamente senza rivali.
Anche in questa tornata la partita sembra già scritta, almeno stando ai recenti sondaggi che danno il candidato del centrodestra al 64,5%, seguito dal centrosinistra al 35%, e la civica Resistere Veneto al 5,6 %. Ma come altre elezioni insegnano, i sondaggi potrebbero sbagliarsi, anche se al momento sembra alquanto improbabile che il feudo Veneto possa diventare una sorta di California rossa.
In questo rush finale, i vari candidati si presentano e cercano i voti che potrebbero essere determinanti per una vittoria o una sconfitta.
Voi cosa ne pensate di questa partita politica?
La storia politica oltreoceano ci insegna che dei sondaggi non ci si può mai fidare, Hillary Clinton e Kamala Harris erano sicurissime di vincere stando ai sondaggi e invece entrambe a sorpresa per gli opinionisti esperti, persero le elezioni presidenziali contro Donald Trump.
Quindi io non posso prevedere il futuro, ma per provare a capire meglio queste elezioni sono qui con due figure istituzionali di primissimo piano nella scena regionale ed europea.
Ma proverò a calarmi nei panni di Bruno Vespa.
Ho il piacere di intervistare il candidato della LEGA-LIGA VENETA STEFANI PRESIDENTE, il Consigliere Regionale Dottor Stefano Valdegamberi, accompagnato per l’occasione dal Generale Roberto Vannacci, membro del Parlamento Europeo. Ringrazio entrambi per l’opportunità concessami oggi nella splendida cornice di Verona.
Stefano Valdegamberi, nato il 6 maggio 1970, maturità classica e laurea in Economia e Commercio. Sposato, con tre figli, è cultore della storia e cultura locale, in particolare della minoranza linguistica germanofona ‘cimbra’.
La prima domanda che pensavo di farle è: PERCHÉ BISOGNA DARE CONTINUITÀ AL LAVORO FATTO CON IL GOVERNATORE ZAIA?
“Questa è continuità, ma anche discontinuità allo stesso tempo. Zaia ha fatto un buon lavoro, però credo che ci siano dei settori che vadano ulteriormente approfonditi e migliorati. Ho voluto mettere a disposizione la mia esperienza passata di Assessore al Sociale, perché abbiamo bisogno di sviluppare modelli nuovi, sburocratizzare, dare servizi aggiuntivi rispetto a dei bisogni che sono cambiati nel corso di questi ultimi vent’anni, anzi si sono accentuati. Abbiamo bisogno soprattutto di politiche per i giovani. Ho delle idee perché i giovani non fuggano all’estero ma rimangano qui in Italia, dove inseriremo nelle aziende la vera formazione, e non fare corsi inutili, stage inutili, tirocini inutili. E abbiamo tante altre idee in tutti i settori che possano migliorare ancora di più il nostro Veneto”.
COSA NE PENSA DEL SUPPORTO CHE STA DANDO IL GENERALE VANNACCI IN QUESTA TORNATA ELETTORALE, ED IN VENETO IN PARTICOLARE?
“Lui, il Generale, ha un ruolo nel Parlamento Europeo. Oggi non si può parlare di politiche regionali senza considerare il quadro, il contesto europeo in cui vengono poi declinate a livello locale, nel senso che ad esempio la politica dell’agricoltura la decide l’Europa, Bruxelles; le politiche della difesa ormai vengono decise a livello sovranazionale; le politiche internazionali, le relazioni internazionali, il commercio internazionale vengono decise lì. Le regole del gioco sono sempre più delegate a Bruxelles, quindi anche le competenze regionali quali: agricoltura, sanità, sociale, piccolo commercio, ecc. ecc.
Mi spiego meglio. Se a livello europeo si decide di mettere più soldi per, che so, “Rearming Europe” invece che per il sociale, è ovvio che avremo meno soldi a livello nazionale da spendere per il sociale e quindi anche a livello regionale.
È tutto strettamente collegato. Al Generale mi accomuna una stessa visione delle relazioni internazionali, che noi siamo per riaprire, e non certo per chiuderle. L’Europa si è chiusa in sé stessa, sta trasferendo il potere popolare ad alcune lobbies che lavorano contro l’interesse degli europei, e soprattutto dell’Italia e degli italiani.
Il nostro obiettivo è quello di lavorare insieme, in sinergia, per rimettere al centro la sovranità popolare che è quella che sta alla base della politica, e non una sovranità fittizia, dove gli ordini vengono dall’alto, ma dove gli ordini partano dal basso o comunque dal popolo”.
QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA LA VOSTRA PROPOSTA POLITICA E QUELLA DEL CENTROSINISTRA?
“Guardi, sono proprio in antitesi. Il centrosinistra dice più Europa, mentre noi diciamo più Italia, più Veneto, più territorio. Il centrosinistra vuole rafforzare la delega alla burocrazia europea delle decisioni che appartengono al popolo italiano, e in tal senso non abbiamo avuto un bell’esempio di Europa in questo periodo.
Vediamo che la politica è sempre più marginale e le decisioni vengono prese da grandi centri di interesse e lobbies finanziarie. Noi invece abbiamo una concezione della sovranità che parte dal basso, che non sia un privilegio di poche realtà finanziarie che fanno il bello e il cattivo tempo attraverso l’uso della finanza per controllare l’informazione, per il controllo degli Stati, attraverso gli spread e l’indebitamento, per il controllo poi dei mercati, attraverso direttive che uccidono le produzioni locali, eccetera.
Noi vogliamo invece ripristinare la sovranità nel senso che sia il cittadino italiano ad essere protagonista nel territorio e nel futuro del Paese in cui vive”.
COME MAI HA DECISO DI RICANDIDARSI E CHE CONTRIBUTO VUOLE DARE ALLA SUA REGIONE?
“Se ho deciso di ricandidarmi, forse molto è dovuto alla conoscenza che ho con l’amico Vannacci, nel quale ho trovato una sintonia di idee nel campo soprattutto valoriale, nel campo anche internazionale, perché oggi se non c’è una visione internazionale di chi siamo, cosa vogliamo, dove vogliamo andare, è inutile parlare di politiche locali. E diciamo che trovare una condivisione su questo mi ha dato forza e coraggio per continuare a lavorare in squadra insieme, perché entrambi lavoriamo per il bene comune”.
CHE MESSAGGIO VUOLE DARE AI VENETI?
“Che oggi è inutile parlare di autonomia se non siamo nemmeno, lo dice spesso il Generale, autonomi come Italia rispetto all’Europa.
Oggi dipendiamo troppo dalle decisioni internazionali. Abbiamo bisogno di avere maggiore capacità di discernimento nel prendere decisioni. Non possiamo subire passivamente decisioni prese neanche dalla politica, ma da organismi sovranazionali fuori dalla politica, che condizionano la vita quotidiana, distruggono il tessuto imprenditoriale, economico, valoriale, e di tradizione del nostro Paese.
Noi dobbiamo recuperare la sovranità anche nel Veneto”.
VUOLE AGGIUNGERE QUALCOSA?
“Mi auguro che i cittadini ci sostengano con il voto, perché il voto è un atto di fiducia.
Da parte mia, e da parte nostra, troveranno delle persone che hanno la schiena dritta, che non hanno paura di combattere, che non si fanno condizionare dalle lobbies e che lavorano nell’interesse dei propri cittadini per costruire un futuro migliore per tutti. E questa è la nostra ambizione, il nostro obiettivo, anche ideale, e per cui mi candido e per cui ci siamo candidati, e credo che questo sia il motivo per cui oggi sono ancora in lista, perché mi dispiaceva buttare alle ortiche tutta questa mia esperienza fatta sia di amministrazione concreta interna, ma anche di relazioni create a livello nazionale e internazionale, che voglio mettere a frutto per il bene del Veneto”.
Generale Vannacci, se possibile vorrei fare alcune domande anche a lei.
ECCOCI QUA SIG. GENERALE, COME VEDE QUESTA BATTAGLIA POLITICA IN VENETO? COSA NE PENSA?
“Le battaglie politiche sono sempre sfidanti. Ora in Veneto il risultato sembra che stia orientandosi verso una vittoria dell’alleanza di centrodestra, ma questo non ci deve assolutamente far demordere; dobbiamo combattere sino alla fine e superare per esempio la soglia del 60%. Sarebbe un bellissimo traguardo e comunque una importante affermazione di quelli che sono i nostri principi e i nostri ideali”.
GENERALE, CHIEDO ANCHE A LEI: COSA DISTINGUE LA SINISTRA DA QUELLO CHE INVECE RAPPRESENTATE VOI?
“Ce n’è una differenza fondamentale a cui la gente non presta attenzione: la sinistra ci vuole tutti uguali nella povertà e nella miseria, noi invece vogliamo tutti diversi nella ricchezza e nel benessere”.
QUAL’È LA STRATEGIA CHE HA APPLICATO, O HA INTENZIONE DI APPLICARE, IN QUESTO RUSH FINALE IN VENETO?
“La strategia è quella di essere sul territorio, di parlare francamente alle persone, di cercare di ottenere l’affluenza alle urne del maggior numero di persone possibili, perché l’assenteismo è uno dei cancri che affligge il nostro sistema elettorale negli ultimi anni, e di cercare di essere una persona che si esprima francamente su quelli che sono gli obiettivi che vorremmo raggiungere.
Quindi ritornare a una politica sincera, una politica vera, una politica fatta tra la gente, piuttosto che una politica fatta di promesse che poi non vengono mantenute e che hanno caratterizzato gran parte degli ultimi decenni”.
GENERALE, PRIMA IL DOTTOR VALDEGAMBERI PARLAVA DELL’EUROPA CHE INFLUISCE NELLE DECISIONI ANCHE NEL VENETO. LEI, ESSENDO EUROPARLAMENTARE CHE VEDE DAL VIVO COSA SUCCEDE A BRUXELLES, COSA CI PUÒ DIRE? COM’È LA SITUAZIONE ATTUALE A BRUXELLES?
“Non è una situazione rosea, abbiamo un’Europa a trazione socialdemocratica sostenuta soprattutto da quei partiti di sinistra e, ahimè, anche di centro, che hanno causato e che sono all’origine delle politiche scellerate degli ultimi sette, otto anni e che ci hanno ridotto in questa situazione. l’Europa non è mai stata così povera, così instabile e così poco libera come è adesso.
È un momento in cui abbiamo due guerre ai confini del nostro continente, due guerre importanti, abbiamo una crisi commerciale, economica, energetica che non abbiamo mai vissuto sino ad oggi, e siamo soprattutto superati da tutta una serie di potenze che fino a qualche anno fa erano ben dietro a quella che era il Continente Europeo.
Quindi o cambiamo qualcosa, oppure verremo fagocitati da queste potenze emergenti, e soprattutto verremo conquistati da un’immigrazione senza fine che non accenna ad essere limitata, ad essere bloccata, ad essere mitigata”.
INVECE LEI COME COMMENTA LE ULTIME POLITICHE CHE URSULA VON DER LEYEN STA APPLICANDO IN EUROPA?
“Sono politiche scellerate, come le ho detto prima, che sono in continuità con le stesse politiche scellerate fatte nella precedente legislatura.
È stata appena approvata la legge sul clima che conferma i target climatici; ha una minima flessibilità che però non va a incidere su quelle che sono le questioni sostanziali, su quella che è stata la desertificazione industriale dell’Europa, la cessione di quelle che erano le nostre eccellenze ad altre realtà come la Cina, come l’India, come l’Asia, su quella che adesso è l’apertura al Mercosur che metterà in crisi tutto il nostro settore agroalimentare, compresa la produzione di carni, di cibo e che caratterizza poi le eccellenze italiane.
Quindi è una politica che va cambiata, altrimenti l’Europa soccomberà. L’Europa verrà dominata dalle multinazionali e dalla finanza, e tutto quello che sino a oggi è stato il simbolo della nostra eccellenza e anche del nostro stile di vita, verrà cancellato”.
COSA NE PENSA DI CHI DICE CHE DOBBIAMO ARMARCI – SOPRATTUTTO A BRUXELLES – PER LA PACE O ADDIRITTURA DICE CHE DOBBIAMO UNIRCI SOTTO UN UNICO STATO, I COSIDDETTI STATI UNITI D’EUROPA?
“Penso che queste siano balle, siano fandonie, le solite fandonie che stanno cercando di inculcare quando ci dicono che sia stato Putin ad autosabotare il Nord Stream 2; le stesse balle che ci hanno detto quando sostenevano che i russi rubavano le schede elettroniche dalle lavatrici ucraine o che combattevano con i badili perché avevano finito le munizioni.
Una minaccia di invasione dell’Unione Europea da parte della Russia secondo me non è attendibile, e secondo me è solamente uno spauracchio per obbligare l’Europa ad un piano finanziario che serva principalmente a risollevare l’economia tedesca”.
GENERALE, IO AVREI FINITO CON LE DOMANDE. SE LEI VUOLE AGGIUNGERE QUALCOSA…
“Dico a tutti quelli che pensano che il non voto sia una scelta, che invece il non voto è il modo migliore per mettere il proprio destino nelle mani di qualcun altro.
Quindi se ognuno di voi vuole essere padrone del proprio destino, del proprio futuro e di quello dei propri figli, deve andare a votare, mettere una croce sulla Lega e scrivere Valdegamberi”.
Generale, la ringrazio tantissimo per il suo tempo.
Cordialmente, il Dottor Sergio De Santis

