Desolazione & indecenza in via Legnago 83.
Dove sopravvive un fatiscente immobile diventato l’incubo di frequentatori e pedoni della zona, in quanto a rischio crollo (con marcate conseguenze sulla sicurezza pubblica e sull’inquinamento ambientale).
Il vecchio fabbricato sta ancora in piedi quasi per… grazia ricevuta, mostrando i suoi palesi ed urgenti bisogni d’una qualche riqualificazione, ristrutturato e/o demolito totalmente, in vista d’una nuova, eventuale edificazione.
Problemi che, ovviamente, riguardano chi ne è proprietario, forse “distratto” sulle condizioni estreme dell’ormai tugurio.
Le cui mura esterne, come capita frequentemente, sono finite nel mirino degli immancabili perdigiorno maniaco-graffitari (entrati abusivamente nell’area interna delimitata da cinte metalliche). Ma occorre menzionare pure gli pseudo-cittadini che hanno abbandonato, davanti all’abituro, rifiuti e, perfino, una scassata lavatrice. Qualcuno ha commentato sarcasticamente: «Chissà lo sforzo (meritevole di un’ernia inguinale) per scaricare l’elettrodomestico rottame sul marciapiede!».
Lo sfacelo da prolungato abbandono non è un bello spettacolo, con detriti edilizi accumulati, erbacce, tetto semi squarciato, marce finestre in legno ai piani superiori, la maggior parte sprangate ma alcune traballanti.
Fino a quando il (ben poco) stabile resisterà?
di Claudio Beccalossi

