Verona come Roma? Forse è meglio togliere il punto di domanda per metterne uno esclamativo. Se la capitale è un cattivo esempio, con lo scandaloso sottopassaggio nei pressi di Porta Pia e di piazza della Croce Rossa (sede legale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) nel più allucinante degrado e luogo, nei giorni scorsi, dello stupro con rapina d’una signora da parte d’un senza fissa dimora marocchino, non è da meno (con le debite proporzioni) la città scaligera.
Dove, a Porta Vescovo, un insicuro sottopassaggio (che collega a via Barana e corso Venezia), meno celebrato di quello romano, è altrettanto in vergognose condizioni di sporcizia, vandalismo, incuria, con “utilizzo” improprio da latrina d’occasione dai relativi odori pestilenziali e fattori di rischio igienico-sanitario.
E, come se non bastassero questi inquietanti connotati, sui gradini d’accesso e lì sotto avvengono spaccio e consumo di sostanze stupefacenti (crack e quant’altro), evidenziati dai vari foglietti di stagnola bruciacchiati e fondi di lattine anneriti lasciati da quanti si preparano le dosi da inalare.
Gli utenti “normali” del sottopassaggio non sembrano ormai farci più caso. È, purtroppo, l’assuefazione all’anormalità, al nocivo. Camminano in fretta, stando sul chi vive e vanno per i fatti loro, forse tirando un sospiro di sollievo quando tornano in superficie.
Probabilmente gli organi comunali competenti s’erano convinti che, coprendo del tutto con cemento la superficie soprastante l’altra scalinata a destra (con Porta Vescovo alle spalle) del sottopasso (ora diventata una superficie usufruibile protetta da tre ringhiere) dal cancello d’accesso chiuso che versava in un inverosimile stato di sozzure (documentato da “Il Giornale dei Veronesi” l’11 agosto 2021), si fosse risolta l’annosa faccenda. I fatti attestano, invece, che la grossa seccatura s’è semplicemente spostata all’entrata a sinistra ed a quelle che scendono dalle vie superiori.



Pareti ed elementi strutturali metallici risultano lordati da schizzi incivili e scritte offensive e minacciose apposte da (cosiddetti) antifascisti e ProPal, attivisti di centri sociali e dintorni. Le affissioni abusive, poi, non mancano. Gli avanzi di cibo (distribuito da associazioni di volontariato, nei loro giri di ronda umanitaria serali, a vagabondi, indigenti e senza tetto italiani e stranieri), bottiglie vuote di vetro e plastica, lattine inquinano l’ambiente e costituiscono un ulteriore stadio di scadimento generale anche infettivo. Il minimo buon senso civico e la pretesa ed il diritto alla salute dovrebbero smuovere le istituzioni pubbliche per bonificare, arginare ed impedire simili “fenomeni”.


















D’altronde, sussistono inquietanti precedenti di anni fa, riferiti dal mensile amico “L’Altra Cronaca” nel numero di luglio 2016.
Verona, 4 luglio 2016 – Rinvenute e fotografate diverse chiazze di (presunto) sangue nel sottopassaggio che da Porta Vescovo va verso via Barana e corso Venezia. Il mattino del 5 luglio il direttore responsabile del mensile ha interpellato la Delegazione Est della Polizia Municipale di Verona, in via Fedeli 12, per riferire quanto appurato e per sapere se, in quell’ambito, fosse successo qualcosa, di denunciato o meno, con feriti o quant’altro. Alla risposta da parte della referente (che conosceva già le varie segnalazioni presentate da “L’Altra Cronaca” su deprecabili situazioni constatate e documentate in articoli pubblicati) di non essere informata in merito, è stata comunque assicurata dalla stessa l’immediata attivazione dell’Amia (Azienda Multiservizi di Igiene Ambientale) per le doverose e competenti incombenze di carattere igienico-sanitario. Qualcuno ha indagato od indagherà, a… margine, su quel (supposto) sangue versato?






Ma non solo il fatidico sottopassaggio pedonale costituisce un’emergenza. Ci sono sbandati “problematici”, infatti, che dormono (anche di giorno) nel passaggio di collegamento che attraversa Porta Vescovo da via XX Settembre al piazzale esterno.





Per non parlare di quanto persiste nelle vicinanze di Porta Vescovo (presso il parcheggio di via Marcantonio Bassetti, diramazione di via Francesco Torbido) che rasentano il Bastione delle Maddalene, circostanze anche stavolta già riferite da “Il Giornale dei Veronesi” il 30 maggio 2022. La recinzione di chiusura dello spazio verde risulta ancora divelta nonostante le segnalazioni agli organi preposti, con siringhe e rifiuti (anche qui resti di cibo, vaschette e posaterie di plastica) disseminati dentro e fuori.



















Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi

