Decisiva la parata di Silvestri su Pellissier
Derby inedito quello di Coppa Italia tra Chievo ed Hellas: alla fine l’ha spuntata il Verona. Partita all’insegna dell’equilibrio risolta a favore della squadra di Pecchia ai calci di rigore dopo che tempi regolamentari e supplementari non si erano schiodati dall’1-1. Decisiva la parata di Silvestri (che debutto!) su Pellissier, infallibili i cecchini dell’Hellas.
Poco pubblico e tanto freddo per una sfida che alla viglia sembra non riscaldare gli animi più di tanto. Largo al turnover in ambo gli schieramenti quindi, con i due allenatori a dare spazio a chi finora poco ne ha avuto. Curiosità desta nel Chievo l’impiego del talentino Gianluca Gaudino nel ruolo di Birsa; sull’altro fronte i debuttanti sono Silvestri tra i pali e l’under 21 Felicioli in difesa: occhi puntati su Lee in attacco.
Parte subito forte il Chievo che dopo otto minuti sblocca la gara con Pellissier abile ad incunearsi come un falco in area a raccogliere un lungo lancio di Depaoli, aggirare Silvestri e depositare in rete. Il Verona sembra patire il colpo; il Chievo commette però l’errore di non insistere limitandosi a gestire il vantaggio. Al 24’ Garritano si impappina in area, Fares gli ruba palla e infila Seculin ristabilendo la parità. La gara viaggia su binari di sostanziale equilibrio.
A scanso di equivoci, le due squadre ci tengono eccome e si danno battaglia. Maran cala allora l’asso mandando in campo Roberto Inglese: i pericoli per il Verona vengono tutti dalla “Torre di Vasto” che sulla sua strada trova però un Silvestri in formato super a sbarrargli la strada. Nei supplementari, quando il portiere del Verona non ci può arrivare, un colpo di testa dell’ariete di Maran finisce fuori per una questione di ciuffi d’erba. Il Chievo fiuta la preda, spinge, stringendo d’assedio il Verona, ma non sfonda. I ragazzi di Pecchia hanno il grande merito di reggere l’urto e tenere fino alla fine.
Il passaggio agli ottavi è così demandato ai calci di rigore. Silvestri ipnotizza subito Pellissier; i rigoristi di Pecchia fanno cinque su cinque. Fossati s’inventa il cucchiaio, ma tocca a Bruno Zuculini mettere dentro il pallone che stacca il biglietto di sola andata per San Siro, dove agli ottavi il Verona renderà visita al Milan.
Il Chievo ha fatto di più, ma se al tanto lavoro ai fianchi non aggiungi il colpo del KO, non basta. Il Verona ha visto premiata la sua prova di orgoglio e solidità. La coperta non è poi così corta; Pecchia trae confortanti segnali dalle cosiddette seconde linee e pesca in Silvestri un portiere che, per ciò che ha mostrato, forse merita qualche chance in più. Intanto festeggia una vittoria che per il morale del gruppo è il miglior ricostituente in vista del delicatissimo scontro-salvezza di lunedì sera al Bentegodi con il Genoa. Al Chievo rimane il rammarico di non aver raccolto quanto seminato. “Sono strafelice per i ragazzi” ha detto Pecchia a fine gara. “Meritavamo noi” gli ha fatto da contraltare Maran. I derby, si sa, non finiscono mai; tuttavia, più che giocarli, conta vincerli.
Lorenzo Fabiano
TABELLINO:
CHIEVO-HELLAS VERONA 5-6 d.c.r. (1-1 dopo i tempi regolamentari)
Marcatori: 8′ pt Pellissier, 33′ pt Fares.
CHIEVO (4-3-1-2): Seculin; Jaroszynsky (dall’ 11′ pts Gobbi), Bani, Dainelli, Cacciatore; Depaoli, Radovanovic, Garritano; Gaudino (dal 40′ st Pucciarelli); Stepinski (dal 27′ st Inglese), Pellissier.
A disposizione: Pavoni, Confente, Rigoni, Gamberini, Leris, Cesar, Birsa, Meggiorini, Bastien.
All.: Maran.
HELLAS VERONA (4-4-2): Silvestri; Bearzotti, Heurtaux, Souprayen, Felicioli (dal 28′ st Verde); Romulo, Fossati, Zuculini B., Fares; Lee (dal 45′ st Calvano), Bessa (dal 1′ pts Tupta).
A disposizione: Coppola, Borghetto, Laner, Caracciolo, Zuculini F., Caceres, Danzi, Buchel, Stefanec.
All.: Pecchia.
Arbitro: Mariani (Aprilia).
Assistenti: Gori (Arezzo) e Bottegoni (Terni).
Quarto ufficiale: Chiffi (Padova).

