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Ammiccante fortilizio, retaggio d’andata funzione difensiva fluviale. Un monolite di storia che emerge gagliardo dal fiume Adige, tra concittadini svogliati riguardo al suo destino. L’antica torre della Catena, vicina al moderno e stonato ponte Risorgimento (inaugurato il 5 maggio 1968), costituisce un’ex garanzia di presidio e sicurezza alla città antica, sorta nel XIV secolo come elemento dell’apparato difensivo scaligero. Il passato tramanda che, tra il 1321 ed il 1325, Cangrande della Scala incaricò l’architetto Calzolaro d’erigere una cinta muraria protettiva a destra del fiume, con sbarramento proteso ad angolo per costituire un rostro/torrione sulla sponda al quale agganciarvi un capo…

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Documentato l’incredibile sfacelo di un’area prima occupata da rom o sinti stanziali. Si trova all’estrema periferia sud-ovest di Verona, ad una diramazione di strada La Rizza, accanto al forte “Azzano”, struttura austriaca completata nel 1861 e con designazione originaria “Werk Neu Wratislaw” oggi parzialmente utilizzata quale base operativa della Protezione civile. La stomachevole visione, certo constatata anche da altri palesemente menefreghisti nel non coinvolgere gli organi preposti, riguarda forse una superficie di competenza demaniale o comunale. L’aggiunta d’assurdo viene dall’ipotesi (suggerita dalle foto) che, in quel luridume snobbato da almeno periodiche verifiche, elementari e doverose da parte di apparati istituzionali,…

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Folk art or popular design? È un “sottoponte autografato” (anche se non si riescono a decifrare le firme) quello della Strada dell’Alpo, tra via Torricelli e località Monsuà, all’estrema periferia sud-ovest di Verona. Alcune sue colonne portanti mostrano la preferenza data da graffitari e/o writers che, qui, hanno allestito una sorta di mostra d’arte all’aperto (outdoor art shows), stabile per quanto le intemperie non interferiscano ed a beneficio di chi capiti da quelle parti. La complessità e la grandezza delle opere fanno arguire un lavoro lungo e puntiglioso, compiuto per esporsi ed esporre quanto realizzato in un luogo relativamente pubblico.…

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Può procurare qualche fitta allo stomaco il ficcanasare lungo la ripida scalinata, seminascosta dalla vegetazione, che scende nel tratto di verde inselvatichito prima del ruvido tratto di sponda del fiume Adige, davanti al non considerato (nonostante gli indubbi meriti naturalistici e potenzialmente turistici) isolotto del Pestrino. Si tratta d’una sorta di “passaggio segreto” di fronte all’ingresso dell’ex forte “Santa Caterina” (ora Compendio “Forte Santa Caterina” – Operaforte), in via del Pestrino, già complesso eretto dagli austriaci tra il 1850 ed il 1852 ed intitolato al barone feldmaresciallo Heinrich Hermann Josef von Hess (Vienna, 17 marzo 1788 – Vienna, 13 aprile…

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Soffre d’emarginazione e noncuranza la stele con manufatti bronzei (opera dello scultore Nicola Beber su iniziativa delle Associazioni Automobilistiche Veronesi) dedicata all’ingegnere Enrico Bernardi (Verona, 20 maggio 1841 – Torino, 21 febbraio 1919), realizzatore nel 1882 della motrice “Pia” (dal nome della figlia), primo motore a scoppio funzionante a benzina. Collocato in un terrapieno del Parco delle Colombare, il marmo avrebbe bisogno d’una ripulitura che permetta la lettura dell’intitolazione senza strapazzi della vista: “L’invenzione del motore a benzina ha permesso lo sviluppo della nostra società. All’ingegnere Enrico Bernardi Verona 1841 Torino 1919. Imperituro riconoscimento della Città di Verona 4 giugno…

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Nessun rispetto per il luogo e per il prossimo da parte di cafoni enne enne che imbrattano, con discutibili sgorbi, un muro laterale del camposanto che dà su via Luigi Pasteur e di altrettanti buzzurri in incognito che scaricano nell’area antistante detriti e scarti edilizi. Non è un bel vedere quello che deve sopportare, nella solita indifferenza dei più, una parte esterna del cimitero di Borgo Roma dove vengono “tumulati” anche elementari valori di civiltà… Claudio Beccalossi

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Le foto documentano una sorta di degrado tollerato in via Torricelli, pessimo esempio di turpiloquio scarabocchiato sul muro esterno di un’attività lavorativa. Si tratta di deliri vandalici da Tso di frange teppiste che agiscono a pelle di leopardo un po’ ovunque. Nel caso specifico qualcuno (probabilmente non gli stessi “scribacchini” volgari) ha voluto metterci anche del suo, appoggiando alla parete esterna la portiera di un’auto proveniente da chissà dove.Il classico (in senso ovviamente negativo)… tocco di classe? Claudio Beccalossi

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Chissà se un “qualcuno” va a sbirciare tra le grate per rendersi conto delle condizioni dell’interno del fabbricato che, fino al 1997, fungeva da biglietteria d’accesso allo zoo cittadino, in via Città di Nîmes, aperto nel 1971 ed infine sbaraccato per drastico calo di visitatori, bilanci deficitari, decise ventate animaliste e radicarsi di mentalità (giustamente convinte) contrarie alla cattività “espositiva” degli animali. Se il “qualcuno” curiosasse dentro, scoprirebbe i risultati d’un vandalismo non dell’ultima ora, perpetrato da “ospiti” incivili di quel tratto di Parco delle Mura che attraversa il bastione di Santo Spirito (sorto nel 1836 per volere del dominante…

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L’indifferenza generale che persevera. Scendendo verso un terrapieno che costeggia il fiume Adige, tra lungadige Capuleti ed il ponte Aleardo Aleardi, è impossibile non accorgersi di anomalie strafottenti. Innanzitutto, i resti lapidei lavorati e scolpiti (a quale epoca risalgono e da dove provengono?), accantonati alla meno peggio chissà da chi e perché e dimenticati (forse per censura o vergogna manifeste) da operatori e/o cultori di storia minore in veste turistico-promozionale, periodaccio disgraziato da SARS-CoV2 a parte. E, poi, la scalinata da droga-party che conduce alla sponda sabbiosa del fiume, con siringhe (ovviamente usate), magari sporche di sangue ed abbandonate qua…

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