Cronaca spicciola nella vecchia Verona. In via Madonna del Terraglio, all’angolo con vicolo cieco Coeli, la stinta insegna di un’ex attività da lattoniere (stagnaio, fabbricatore o riparatore di oggetti di latta) campeggia sull’architrave marmoreo della porta d’accesso, chiusa da chissà quando. Reperto d’un passato ormai morto e sepolto… Il legno dell’uscio, però, mostra evidenti tracce d’uno o più tentativi d’effrazione da parte di qualche manigoldo in cerca di qualcosa da arraffare od intenzionato ad un’occupazione abusiva. L’una o l’altra delle ipotesi pare non essere andata a buon fine ed il danno arrecato rimane lì, ben visibile e con molto remote…
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Dopo il terminal dell’Interporto Quadrante Europa e prima della tabella d’ingresso a Caselle di Sommacampagna si dirama, a destra, via Cason il cui primo tratto attraversa la vecchia ma ben ristrutturata Corte Ca’ Nova. L’abitato pare affidarsi all’affresco mariano (protetto da un vetro) posto all’angolo d’un edificio ed opera di Ornella Castagna. L’atmosfera d’altri tempi, comunque suggestiva, non va d’accordo, però, con le biasimevoli condizioni del manto viario, dissestato oltre la decenza. Lo stesso incrocio davanti alla corte è completamente non protetto da opportuna segnaletica orizzontale, con strisce del tutto stinte che costituiscono un plateale pericolo alla sicurezza della circolazione.…
Gaffe antistorica piuttosto deludente “scoperta” navigando nella fotogallery del sito della Circoscrizione 5^ del Comune di Verona. Una delle foto presenti descrive una stele come “Lapide del ventennio fascista”, Il cippo marmoreo menzionato è ubicato poco prima del ponte sul canale Giuliari (venendo da Verona) ma il riferimento, appunto “Lapide del ventennio fascista”, costituisce un falso clamoroso e grave per un ente territoriale di base e locale fondamentale com’è, appunto, il Comune, circoscrizioni comprese. La colonnina lavorata commemora, invece, un tragico fatto avvenuto nella tarda sera del 18 gennaio 1922, quando il ventiduenne muratore Serafino Lonardi non esitò a tentare…
Lo sanno tutti, residenti, utenti motorizzati e pedoni del tratto di via Albere, a Verona, che scivola dentro due sottopassaggi consecutivi. E, tutti, chiedono una soluzione opportuna e rapida. Finalmente… Ad ogni pioggia, anche breve, quel centinaio di metri si riempie d’una gran quantità d’acqua che non riesce a defluire attraverso gli scoli che dovrebbero consentire la circolazione in ovvia sicurezza. Invece, proprio all’interno delle gallerie (lasciando il quartiere Santa Lucia alle spalle), si formano dei “laghi” che solo a rovescio terminato, poco alla volta, s’abbassano consentendo un traffico più snello ed affidabile. «Dato che è un’intollerabile situazione che si…
Se fossero solo goliardiche ed irriverenti canzonature (comunque di stampo teppistico) e non pungente “espressione letteraria” sfogata dall’integralismo di matrice islamica o da qualche disturbo mentale, le frasi scritte con la spray su muri vicini a lato di via Giuseppe Zamboni (“- VERDONI + ISIS” e “SON TURBATO LO SO, MA GLI PSICHIATRI NON MI AVRANNO!”) farebbero semplicemente sorridere. Ma sarebbe un grave errore ridurre tutto alla definizione pseudo rassicurante di “bravate episodiche” quando la cronaca internazionale invita e sollecita a non sottovalutare certi segnali, certe “manifestazioni del pensiero”, certe esternazioni teoriche che richiamano ad una palese o subdola violenza…
Edmondo De Amicis docet? Sulla direttrice Verona-Bussolengo, in via Gardesane 144, nei pressi dello sbocco di via Bassone, sulla destra si scorge, recintata, una vecchia ma ben conservata e ristrutturata ex scuola elementare che sembra essersi ispirata (o dalla quale l’autore Edmondo Mario Alberto De Amicis – Oneglia, Imperia, 21 ottobre 1846 – Bordighera, Imperia, 11 marzo 1908 – avrebbe potuto trarre spunto) al libro “Cuore”, classico della letteratura per ragazzi e “contenitore” di buoni sentimenti d’una volta, di tempi ben più rispettosi, d’amor proprio e del prossimo. Tempi che il presente-pezzente pare aver sepolto, con il badile del ripudio…
Si tratta della sopraelevata intitolata a Giorgio Zanotto, ex sindaco di Verona tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso – Barriere jersey e recinzioni mobili ne vietano drasticamente il passaggio – Un blocco alla connessione con il casello di Verona Nord dell’A22 (Autostrada del Brennero) e con la SS (strada statale) 12 – Perché? La propaggine a sud-ovest della città (quella che, lasciata alle spalle la periferica Santa Lucia Extra, da via Sommacampagna gira a destra in viale Gerhard Richard Gumpert) che arriva (e si blocca) ai terminali ferroviari presso cui fa la spola una miriade di Tir…
Un “dormitorio” di disperati che non pretende prenotazioni Sarebbe auspicabile un maggior controllo da parte degli organi preposti nelle varie enclave di periferia dove s’annida un degrado forse maggiormente invasivo delle zone-bene del centro cittadino perché ignorato, tollerato, lasciato fare (e crescere). Comunque nocivo a residenti e passanti. Persistono, infatti, i pernottamenti presso l’“hôtel abusivo” lungo la pensilina delle entrate di Veronafiere, con frequenza tra l’irrazionale ed il preoccupante. Pur nel massimo rispetto di quanti, senza-fissa-dimora, clandestini o sbandati, passino la notte all’addiaccio, vanno rilevati il numero di “pernottanti” (con tutto il contorno di bisogni fisiologici da espletare) ed il…
La documentata segnalazione de “Il Giornale dei Veronesi” (che potete trovare a questo link) sul persistere di cartelli d’inesistente insidia (“Pericolo spari. Campi di tiro a cielo aperto”) sulle reti di recinzione che danno su strada La Rizza e via Enrico Fermi d’un “centro d’addestramento polifunzionale delle forze dell’ordine” (utilizzato come poligono di tiro per pochi mesi nel 2011), ha smosso i competenti assessorati comunali. La segreteria dell’assessore a Strade e giardini, Decentramento, Servizi tecnici circoscrizionali, Sicurezza, Polizia locale, ci comunica che, “su indicazione dell’assessore Marco Padovani, i cartelli segnalati verranno rimossi a cura della Direzione Traffico”. Bene… Falso allarmismo…
Una manomissione perpetrata chissà da chi, chissà quando e chissà perché Accanto al cartello d’indicazione dell’uscita da Chievo, in via Lorenzo Fava, una decina di vecchi (se non antichi) gradini di ciottoli insicuri porta ad un terrapieno percorso da un sentiero che costeggia il lato sulla strada d’una decaduta dimora gentilizia (Villa “Ida”). Calcati con debita prudenza gli scalini, s’arriva ad una canaletta d’irrigazione sormontata da due vetusti muretti, in pessime condizioni e con datati sgorbi vandalici, a protezione dello spiazzo nel viottolo. Un muricciolo (quello che dà sullo scolo d’acqua) appare alquanto instabile al pari del suo “gemello”, con…
Ancora la vittoria (senza avversari di civiltà) delle tre scimmie, “non vedo, non sento, non parlo”. Se la vista cade casualmente e distrattamente sulla casa nel totale abbandono a lato della trafficata via San Giacomo (direzione centro città) e nel passato residenza del comandante della Polizia stradale (di stanza nella vicina sede, oggi Commissariato sezionale di Polizia “Borgo Roma”) e della sua famiglia, di certo altri appiedati non vanno a curiosare in un angolo esterno di verde con recinzioni divelte. Perché i “buonisti” dal palato fino scoprirebbero l’ennesimo rifugio di s-fortuna d’uno o più sconosciuti allo sbando che hanno eletto…
Verona, 04 ottobre 2021. Altra bravata dei teppistelli da noia congenita. Un cassonetto dato alle fiamme, la notte scorsa, ad un lato di viale delle Nazioni. L’ammorbante odore di bruciato ancora annusabile nell’aria ha accolto anche gli operatori dell’Amia (Azienda multiservizi di igiene ambientale) che, per nulla avvisati dell’evento bruciaticcio e svolgendo puntualmente il loro servizio di routine, hanno constatato (e commentato amaramente) lo scempio attorno alle ore 14:30 di oggi. Qualche impianto di videosorveglianza delle varie attività attorno avrà registrato le circostanze, comprese le facce dei finora anonimi piromani? Servizio e foto di Claudio Beccalossi
Una statua bronzea poggiata su quattro imponenti sovrapposizioni marmoree. È quella che celebra un discusso luminare della criminologia (studio a livello scientifico del fenomeno delinquenziale), Marco Ezechia (detto Cesare) Lombroso (Verona, 6 novembre 1835 – Torino, 19 ottobre 1909), inaugurata il 25 settembre 1921 e spostata nel dopoguerra dalla collocazione in piazza Santo Spirito negli attuali giardini omonimi, tra Porta San Giorgio e ponte Garibaldi. Il basamento del manufatto presenta delle epigrafi difficilmente leggibili e da evidenziare doverosamente al meglio da parte di chi di competenza: sulla faccia frontale la dedica “A Cesare Lombroso che gettando lo scandaglio scientifico svl…
Non sono ancora stati tolti, nonostante loro palesi inutilità ed allarmismo, i cartelli ammonitori sulle reti di recinzione (tra strada La Rizza e via Enrico Fermi) di un’area che venne utilizzata nel 2011, solo per pochi mesi, quale assurdo poligono di tiro (per l’esattezza, “centro d’addestramento polifunzionale per le forze dell’ordine”) nei paraggi di abitazioni, marciapiedi, strade. Costato a suo tempo ai cittadini ben 380mila euro ed inaugurato in pompa magna il 12 febbraio 2011, fu chiuso dopo nemmeno tre mesi per i proiettili “vaganti” che finivano anche su tetti e balconi delle case attorno, con residenti ed attività esasperati…
Rinvenuti nel corso della demolizione della chiesa di San Michele alla Porta, nei pressi di Porta Borsari, hanno trovato discutibile sistemazione in un’“isola” verde nel piazzale del Cimitero monumentale I resti d’un tempio pagano, dedicato a Giove Lustrale, nel piazzale del Cimitero monumentale, in un’“isola” verde incuneata nel tratto tra le due direttrici di marcia di via Francesco Torbido, a pochi passi dal fiume Adige e da ponte Aleardi. Vivacchiano alla meno peggio, nello spazio che una targa marmorea specifica trattarsi dei Giardini Emilio Moretto “Bernardino”, comandante partigiano, eroe della Resistenza veronese (1915-1992), cioè uno dei sei partecipanti dei Gruppi…
Rimane inascoltato l’appello di Cittadinanza Attiva VR #VERONARIPULIAMOCI scritto su un paio di fogli appesi alle reti di recinzione ai lati del cancello d’entrata (chiuso da tempo) ad una cava in strada Le Grazie, che dai pressi del Policlinico di Borgo Roma sbuca in via Ca’ di Aprili, a Ca’ di David: “Attenzione divieto di scarico. Questa area è pulita e vigilata da Cittadinanza Attiva VR. È vietato l’abbandono di rifiuti di ogni genere! Aiutateci a mantenere pulito il nostro ambiente”. Inascoltato perché, quasi (se non proprio) a dispetto dell’esortazione, i soliti incivili scaricano comunque detriti e materiale edilizio di…
A chi clicca in Internet “centro di formazione professionale in via Belgio 6 a Verona” la rete risponde con vari riferimenti alla struttura per il Commercio, facendo erroneamente dedurre che svolga tuttora attività didattica regolare. Viene citato anche un numero di telefono (045 500412) che risulta non attivo. Invece, dopo essere stata riconsegnata dalla Provincia di Verona alla Regione Veneto (proprietaria del fabbricato denominato “ex C.F.P. di Verona”), “avendo esaurito l’attività istituzionale di formazione professionale presso l’immobile”, con verbale datato 18.11.2013, il complesso ora versa nell’abbandono, con conseguente inselvatichirsi anche del giardino interno e l’esterno lasciato alla mercé dei maniaci…
Costituiscono tratti pedonali e ciclabili da percorrere in fretta le due strette direttrici di marcia sotto il ponte della Ferrovia, tra piazzale Porta Nuova e viale Piave. Sporchi, maleodoranti e con murales d’un certo pregio (opera di Eye Lab Design, Street Art, Murales and Graffiti in Verona. Spray passion since 1996, www.eyelabdesign.com), specie quelli all’angolo con viale Luciano Dal Cero, i passaggi sono smaccatamente deturpati da teppaglia pseudo tifosa e non solo. Lo scampolo di neo Verona Urbs Picta, con i vari scorci della città ritratti artisticamente, è purtroppo finito nel mirino di vandali a… “mano armata” di bomboletta spray…
Rifiuti di sconosciuta consistenza, cocci di vetro, siringhe abbandonate, lasciti geologici nel disinteresse, “residenze” e “dormitori” di chissà chi A piedi nudi nel parco (come remake nostrano della commedia teatrale di Neil Simon rappresentata per la prima volta nel 1963, poi adattata nel 1967 in film interpretato da Robert Redford e Jane Fonda)? Non è certo possibile nel Bastione di Santo Spirito del Parco delle Mura (tra via Città di Nîmes, circonvallazione Oriani e Porta Palio), dove s’annidano insidiose bottiglie rotte, siringhe, lattine squarciate. Storicamente, la struttura del bastione, “gemella” di quello dei Riformati (con denominazioni connesse alle vicine chiese…
Il lungo tratto interno del Parco storico monumentale della cinta magistrale tra le due porte (Palio e San Zeno), che s’allunga tra i bastioni di San Bernardino e di San Zeno (o di Santo Zenone), stretto tra viale Galliano e circonvallazione Maroncelli, gode generalmente di salute ecologica e d’interesse per i suoi trascorsi architettonici. Scartando certe marginali “cattive compagnie” che bighellonano od occupano (anche nell’estivo nottetempo) panchine e spiazzi erbosi, in generale l’area non presenta gravi sussulti di degrado. Il contesto è caratterizzato da bastioni formati da terrapieno e circondato da muro di rivestimento distaccato “alla Carnot”. La genesi di…
A poca distanza dal ponte Aleardo Aleardi ed alla confluenza di lungadige Capuleti con i Giardini San Josémaria Escrivà (cioè, a ridosso del traffico pedonale soprattutto di turisti che dal parcheggio nei pressi del Cimitero monumentale vanno verso il centro cittadino percorrendo via Pallone e poi ritornano ai loro pullman) una scalinata maleodorante, con tanto di siringa abbandonata, porta all’ennesima sacca di degrado che chissà perché sfugge a controlli e bonifiche. L’area di passaggio, destinata a parcheggio, evidenzia angoli appartati che servono quali servizi igienici a… cielo aperto, discarica di immondizie varie ed alla preparazione e consumo di droga. Il…
All’angolo tra viale Giovanni Scopoli e via della Fiera, a poca distanza da Veronafiere, un’area che dovrebbe essere privata (del Consorzio Bonifica Veronese, come ammonisce un cartello di divieto?) viene invece “invasa” da ignoti attraverso un tratto di rete metallica di recinzione abbassato per consentire l’accesso abusivo con relativo abbandono di rifiuti. Del resto, già altri si sono sentiti da tempo autorizzati a dar sfogo della propria “anarchia graffitara” su muri esterni tra degrado ed eventuale riconversione, approfittando del fatto che nessuno vigila e nessuno sanziona. Bene così? Claudio Beccalossi
Sotto controllo e monitorata costantemente. L’area terminale di via XX Settembre ed il piazzale Porta Vescovo (e le arterie che vi convergono o collegate) sono da tempo nel “mirino” della Polizia Municipale che proprio negli immediati paraggi, in via Cantarane 24, ha la propria Delegazione Territoriale Centro. Ma, nonostante la stretta sorveglianza, un angolo “dimenticato” si fa… sentire per i soffocanti miasmi che emana. Annusare per… credere… Impossibile non accorgersene, indifferenza o meno… Se il sottopassaggio di destra (con le spalle al piazzale), che “protegge” i pedoni nell’attraversamento della trafficata via Barana, non appare come la premessa ideale al “colpo…
Non ci sono parole, Semmai tanta tristezza. E rabbia… L’efficace murales su spezzoni di vita del “Ginettaccio” nazionale è stato parzialmente rovinato dai soliti vandali dalla bomboletta facile, aumentando a dismisura il degrado dovuto all’umidità. Faceva integra, bella mostra di sé nel tratto ciclo-pedonale di circa 400 metri in omaggio al “Ciclista Gino Bartali Medaglia d’oro al Merito civile 1914 – 2000” (come cita la targa in marmo apposta), inaugurato domenica 8 maggio 2016 in borgo Venezia, nel breve tragitto tra le vie Pisano e Badile, quasi di fronte all’ingresso del Cimitero della Comunità ebraica di Verona. Il muro a…
È un paradosso, anche il più distratto od indifferente lo ammetterebbe. Nell’intera area antistante Porta Palio, “isola” monumentale racchiusa tra viale Colonnello Galliano e circonvallazione Oriani e ben frequentata da turisti e non solo, esiste un’unica panchina-“mosca bianca” per la sosta, quella bruttarella e mal tenuta in marmo che costeggia il marciapiede che, appunto, dà sul viale. Questa e nessun’altra… E, come se non bastasse questo neo, a non molta distanza dalla panchina “superstite” qualche teppista di turno ha provveduto a frantumare il vetro della bacheca informativa. È un contesto che stona al cospetto della porta, opera di Michele Sanmicheli…
Sono vittime di vandali imbrattatori i giardini tra le vie Torretta e Pontida, nella zona di San Zeno, dedicati alla memoria di Emilio Lo Cicero (“Generale di Corpo d’Armata, Medaglia d’Oro al Valor Militare, 1920 – 1977”), inaugurati l’11 dicembre 2014 alla presenza degli allora assessore al Decentramento, Antonio Lella e presidente della Prima Circoscrizione, Daniela Drudi, della figlia dell’illustre ufficiale, Patrizia (residente in città) e di altri esponenti delle istituzioni civili e militari veronesi. I “pirati dello spray” si sfogano non solo sulle panchine di marmo dell’area verde ma pure su mura ed edifici accanto, deturpando con sadica efficacia…
