Una manomissione perpetrata chissà da chi, chissà quando e chissà perché Accanto al cartello d’indicazione dell’uscita da Chievo, in via Lorenzo Fava, una decina di vecchi (se non antichi) gradini di ciottoli insicuri porta ad un terrapieno percorso da un sentiero che costeggia il lato sulla strada d’una decaduta dimora gentilizia (Villa “Ida”). Calcati con debita prudenza gli scalini, s’arriva ad una canaletta d’irrigazione sormontata da due vetusti muretti, in pessime condizioni e con datati sgorbi vandalici, a protezione dello spiazzo nel viottolo. Un muricciolo (quello che dà sullo scolo d’acqua) appare alquanto instabile al pari del suo “gemello”, con…
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Ancora la vittoria (senza avversari di civiltà) delle tre scimmie, “non vedo, non sento, non parlo”. Se la vista cade casualmente e distrattamente sulla casa nel totale abbandono a lato della trafficata via San Giacomo (direzione centro città) e nel passato residenza del comandante della Polizia stradale (di stanza nella vicina sede, oggi Commissariato sezionale di Polizia “Borgo Roma”) e della sua famiglia, di certo altri appiedati non vanno a curiosare in un angolo esterno di verde con recinzioni divelte. Perché i “buonisti” dal palato fino scoprirebbero l’ennesimo rifugio di s-fortuna d’uno o più sconosciuti allo sbando che hanno eletto…
Verona, 04 ottobre 2021. Altra bravata dei teppistelli da noia congenita. Un cassonetto dato alle fiamme, la notte scorsa, ad un lato di viale delle Nazioni. L’ammorbante odore di bruciato ancora annusabile nell’aria ha accolto anche gli operatori dell’Amia (Azienda multiservizi di igiene ambientale) che, per nulla avvisati dell’evento bruciaticcio e svolgendo puntualmente il loro servizio di routine, hanno constatato (e commentato amaramente) lo scempio attorno alle ore 14:30 di oggi. Qualche impianto di videosorveglianza delle varie attività attorno avrà registrato le circostanze, comprese le facce dei finora anonimi piromani? Servizio e foto di Claudio Beccalossi
Una statua bronzea poggiata su quattro imponenti sovrapposizioni marmoree. È quella che celebra un discusso luminare della criminologia (studio a livello scientifico del fenomeno delinquenziale), Marco Ezechia (detto Cesare) Lombroso (Verona, 6 novembre 1835 – Torino, 19 ottobre 1909), inaugurata il 25 settembre 1921 e spostata nel dopoguerra dalla collocazione in piazza Santo Spirito negli attuali giardini omonimi, tra Porta San Giorgio e ponte Garibaldi. Il basamento del manufatto presenta delle epigrafi difficilmente leggibili e da evidenziare doverosamente al meglio da parte di chi di competenza: sulla faccia frontale la dedica “A Cesare Lombroso che gettando lo scandaglio scientifico svl…
Non sono ancora stati tolti, nonostante loro palesi inutilità ed allarmismo, i cartelli ammonitori sulle reti di recinzione (tra strada La Rizza e via Enrico Fermi) di un’area che venne utilizzata nel 2011, solo per pochi mesi, quale assurdo poligono di tiro (per l’esattezza, “centro d’addestramento polifunzionale per le forze dell’ordine”) nei paraggi di abitazioni, marciapiedi, strade. Costato a suo tempo ai cittadini ben 380mila euro ed inaugurato in pompa magna il 12 febbraio 2011, fu chiuso dopo nemmeno tre mesi per i proiettili “vaganti” che finivano anche su tetti e balconi delle case attorno, con residenti ed attività esasperati…
Rinvenuti nel corso della demolizione della chiesa di San Michele alla Porta, nei pressi di Porta Borsari, hanno trovato discutibile sistemazione in un’“isola” verde nel piazzale del Cimitero monumentale I resti d’un tempio pagano, dedicato a Giove Lustrale, nel piazzale del Cimitero monumentale, in un’“isola” verde incuneata nel tratto tra le due direttrici di marcia di via Francesco Torbido, a pochi passi dal fiume Adige e da ponte Aleardi. Vivacchiano alla meno peggio, nello spazio che una targa marmorea specifica trattarsi dei Giardini Emilio Moretto “Bernardino”, comandante partigiano, eroe della Resistenza veronese (1915-1992), cioè uno dei sei partecipanti dei Gruppi…
Rimane inascoltato l’appello di Cittadinanza Attiva VR #VERONARIPULIAMOCI scritto su un paio di fogli appesi alle reti di recinzione ai lati del cancello d’entrata (chiuso da tempo) ad una cava in strada Le Grazie, che dai pressi del Policlinico di Borgo Roma sbuca in via Ca’ di Aprili, a Ca’ di David: “Attenzione divieto di scarico. Questa area è pulita e vigilata da Cittadinanza Attiva VR. È vietato l’abbandono di rifiuti di ogni genere! Aiutateci a mantenere pulito il nostro ambiente”. Inascoltato perché, quasi (se non proprio) a dispetto dell’esortazione, i soliti incivili scaricano comunque detriti e materiale edilizio di…
A chi clicca in Internet “centro di formazione professionale in via Belgio 6 a Verona” la rete risponde con vari riferimenti alla struttura per il Commercio, facendo erroneamente dedurre che svolga tuttora attività didattica regolare. Viene citato anche un numero di telefono (045 500412) che risulta non attivo. Invece, dopo essere stata riconsegnata dalla Provincia di Verona alla Regione Veneto (proprietaria del fabbricato denominato “ex C.F.P. di Verona”), “avendo esaurito l’attività istituzionale di formazione professionale presso l’immobile”, con verbale datato 18.11.2013, il complesso ora versa nell’abbandono, con conseguente inselvatichirsi anche del giardino interno e l’esterno lasciato alla mercé dei maniaci…
Costituiscono tratti pedonali e ciclabili da percorrere in fretta le due strette direttrici di marcia sotto il ponte della Ferrovia, tra piazzale Porta Nuova e viale Piave. Sporchi, maleodoranti e con murales d’un certo pregio (opera di Eye Lab Design, Street Art, Murales and Graffiti in Verona. Spray passion since 1996, www.eyelabdesign.com), specie quelli all’angolo con viale Luciano Dal Cero, i passaggi sono smaccatamente deturpati da teppaglia pseudo tifosa e non solo. Lo scampolo di neo Verona Urbs Picta, con i vari scorci della città ritratti artisticamente, è purtroppo finito nel mirino di vandali a… “mano armata” di bomboletta spray…
Rifiuti di sconosciuta consistenza, cocci di vetro, siringhe abbandonate, lasciti geologici nel disinteresse, “residenze” e “dormitori” di chissà chi A piedi nudi nel parco (come remake nostrano della commedia teatrale di Neil Simon rappresentata per la prima volta nel 1963, poi adattata nel 1967 in film interpretato da Robert Redford e Jane Fonda)? Non è certo possibile nel Bastione di Santo Spirito del Parco delle Mura (tra via Città di Nîmes, circonvallazione Oriani e Porta Palio), dove s’annidano insidiose bottiglie rotte, siringhe, lattine squarciate. Storicamente, la struttura del bastione, “gemella” di quello dei Riformati (con denominazioni connesse alle vicine chiese…
Il lungo tratto interno del Parco storico monumentale della cinta magistrale tra le due porte (Palio e San Zeno), che s’allunga tra i bastioni di San Bernardino e di San Zeno (o di Santo Zenone), stretto tra viale Galliano e circonvallazione Maroncelli, gode generalmente di salute ecologica e d’interesse per i suoi trascorsi architettonici. Scartando certe marginali “cattive compagnie” che bighellonano od occupano (anche nell’estivo nottetempo) panchine e spiazzi erbosi, in generale l’area non presenta gravi sussulti di degrado. Il contesto è caratterizzato da bastioni formati da terrapieno e circondato da muro di rivestimento distaccato “alla Carnot”. La genesi di…
A poca distanza dal ponte Aleardo Aleardi ed alla confluenza di lungadige Capuleti con i Giardini San Josémaria Escrivà (cioè, a ridosso del traffico pedonale soprattutto di turisti che dal parcheggio nei pressi del Cimitero monumentale vanno verso il centro cittadino percorrendo via Pallone e poi ritornano ai loro pullman) una scalinata maleodorante, con tanto di siringa abbandonata, porta all’ennesima sacca di degrado che chissà perché sfugge a controlli e bonifiche. L’area di passaggio, destinata a parcheggio, evidenzia angoli appartati che servono quali servizi igienici a… cielo aperto, discarica di immondizie varie ed alla preparazione e consumo di droga. Il…
All’angolo tra viale Giovanni Scopoli e via della Fiera, a poca distanza da Veronafiere, un’area che dovrebbe essere privata (del Consorzio Bonifica Veronese, come ammonisce un cartello di divieto?) viene invece “invasa” da ignoti attraverso un tratto di rete metallica di recinzione abbassato per consentire l’accesso abusivo con relativo abbandono di rifiuti. Del resto, già altri si sono sentiti da tempo autorizzati a dar sfogo della propria “anarchia graffitara” su muri esterni tra degrado ed eventuale riconversione, approfittando del fatto che nessuno vigila e nessuno sanziona. Bene così? Claudio Beccalossi
Sotto controllo e monitorata costantemente. L’area terminale di via XX Settembre ed il piazzale Porta Vescovo (e le arterie che vi convergono o collegate) sono da tempo nel “mirino” della Polizia Municipale che proprio negli immediati paraggi, in via Cantarane 24, ha la propria Delegazione Territoriale Centro. Ma, nonostante la stretta sorveglianza, un angolo “dimenticato” si fa… sentire per i soffocanti miasmi che emana. Annusare per… credere… Impossibile non accorgersene, indifferenza o meno… Se il sottopassaggio di destra (con le spalle al piazzale), che “protegge” i pedoni nell’attraversamento della trafficata via Barana, non appare come la premessa ideale al “colpo…
Non ci sono parole, Semmai tanta tristezza. E rabbia… L’efficace murales su spezzoni di vita del “Ginettaccio” nazionale è stato parzialmente rovinato dai soliti vandali dalla bomboletta facile, aumentando a dismisura il degrado dovuto all’umidità. Faceva integra, bella mostra di sé nel tratto ciclo-pedonale di circa 400 metri in omaggio al “Ciclista Gino Bartali Medaglia d’oro al Merito civile 1914 – 2000” (come cita la targa in marmo apposta), inaugurato domenica 8 maggio 2016 in borgo Venezia, nel breve tragitto tra le vie Pisano e Badile, quasi di fronte all’ingresso del Cimitero della Comunità ebraica di Verona. Il muro a…
È un paradosso, anche il più distratto od indifferente lo ammetterebbe. Nell’intera area antistante Porta Palio, “isola” monumentale racchiusa tra viale Colonnello Galliano e circonvallazione Oriani e ben frequentata da turisti e non solo, esiste un’unica panchina-“mosca bianca” per la sosta, quella bruttarella e mal tenuta in marmo che costeggia il marciapiede che, appunto, dà sul viale. Questa e nessun’altra… E, come se non bastasse questo neo, a non molta distanza dalla panchina “superstite” qualche teppista di turno ha provveduto a frantumare il vetro della bacheca informativa. È un contesto che stona al cospetto della porta, opera di Michele Sanmicheli…
Sono vittime di vandali imbrattatori i giardini tra le vie Torretta e Pontida, nella zona di San Zeno, dedicati alla memoria di Emilio Lo Cicero (“Generale di Corpo d’Armata, Medaglia d’Oro al Valor Militare, 1920 – 1977”), inaugurati l’11 dicembre 2014 alla presenza degli allora assessore al Decentramento, Antonio Lella e presidente della Prima Circoscrizione, Daniela Drudi, della figlia dell’illustre ufficiale, Patrizia (residente in città) e di altri esponenti delle istituzioni civili e militari veronesi. I “pirati dello spray” si sfogano non solo sulle panchine di marmo dell’area verde ma pure su mura ed edifici accanto, deturpando con sadica efficacia…
Ammiccante fortilizio, retaggio d’andata funzione difensiva fluviale. Un monolite di storia che emerge gagliardo dal fiume Adige, tra concittadini svogliati riguardo al suo destino. L’antica torre della Catena, vicina al moderno e stonato ponte Risorgimento (inaugurato il 5 maggio 1968), costituisce un’ex garanzia di presidio e sicurezza alla città antica, sorta nel XIV secolo come elemento dell’apparato difensivo scaligero. Il passato tramanda che, tra il 1321 ed il 1325, Cangrande della Scala incaricò l’architetto Calzolaro d’erigere una cinta muraria protettiva a destra del fiume, con sbarramento proteso ad angolo per costituire un rostro/torrione sulla sponda al quale agganciarvi un capo…
Documentato l’incredibile sfacelo di un’area prima occupata da rom o sinti stanziali. Si trova all’estrema periferia sud-ovest di Verona, ad una diramazione di strada La Rizza, accanto al forte “Azzano”, struttura austriaca completata nel 1861 e con designazione originaria “Werk Neu Wratislaw” oggi parzialmente utilizzata quale base operativa della Protezione civile. La stomachevole visione, certo constatata anche da altri palesemente menefreghisti nel non coinvolgere gli organi preposti, riguarda forse una superficie di competenza demaniale o comunale. L’aggiunta d’assurdo viene dall’ipotesi (suggerita dalle foto) che, in quel luridume snobbato da almeno periodiche verifiche, elementari e doverose da parte di apparati istituzionali,…
Folk art or popular design? È un “sottoponte autografato” (anche se non si riescono a decifrare le firme) quello della Strada dell’Alpo, tra via Torricelli e località Monsuà, all’estrema periferia sud-ovest di Verona. Alcune sue colonne portanti mostrano la preferenza data da graffitari e/o writers che, qui, hanno allestito una sorta di mostra d’arte all’aperto (outdoor art shows), stabile per quanto le intemperie non interferiscano ed a beneficio di chi capiti da quelle parti. La complessità e la grandezza delle opere fanno arguire un lavoro lungo e puntiglioso, compiuto per esporsi ed esporre quanto realizzato in un luogo relativamente pubblico.…
Può procurare qualche fitta allo stomaco il ficcanasare lungo la ripida scalinata, seminascosta dalla vegetazione, che scende nel tratto di verde inselvatichito prima del ruvido tratto di sponda del fiume Adige, davanti al non considerato (nonostante gli indubbi meriti naturalistici e potenzialmente turistici) isolotto del Pestrino. Si tratta d’una sorta di “passaggio segreto” di fronte all’ingresso dell’ex forte “Santa Caterina” (ora Compendio “Forte Santa Caterina” – Operaforte), in via del Pestrino, già complesso eretto dagli austriaci tra il 1850 ed il 1852 ed intitolato al barone feldmaresciallo Heinrich Hermann Josef von Hess (Vienna, 17 marzo 1788 – Vienna, 13 aprile…
Soffre d’emarginazione e noncuranza la stele con manufatti bronzei (opera dello scultore Nicola Beber su iniziativa delle Associazioni Automobilistiche Veronesi) dedicata all’ingegnere Enrico Bernardi (Verona, 20 maggio 1841 – Torino, 21 febbraio 1919), realizzatore nel 1882 della motrice “Pia” (dal nome della figlia), primo motore a scoppio funzionante a benzina. Collocato in un terrapieno del Parco delle Colombare, il marmo avrebbe bisogno d’una ripulitura che permetta la lettura dell’intitolazione senza strapazzi della vista: “L’invenzione del motore a benzina ha permesso lo sviluppo della nostra società. All’ingegnere Enrico Bernardi Verona 1841 Torino 1919. Imperituro riconoscimento della Città di Verona 4 giugno…
Nessun rispetto per il luogo e per il prossimo da parte di cafoni enne enne che imbrattano, con discutibili sgorbi, un muro laterale del camposanto che dà su via Luigi Pasteur e di altrettanti buzzurri in incognito che scaricano nell’area antistante detriti e scarti edilizi. Non è un bel vedere quello che deve sopportare, nella solita indifferenza dei più, una parte esterna del cimitero di Borgo Roma dove vengono “tumulati” anche elementari valori di civiltà… Claudio Beccalossi
Le foto documentano una sorta di degrado tollerato in via Torricelli, pessimo esempio di turpiloquio scarabocchiato sul muro esterno di un’attività lavorativa. Si tratta di deliri vandalici da Tso di frange teppiste che agiscono a pelle di leopardo un po’ ovunque. Nel caso specifico qualcuno (probabilmente non gli stessi “scribacchini” volgari) ha voluto metterci anche del suo, appoggiando alla parete esterna la portiera di un’auto proveniente da chissà dove.Il classico (in senso ovviamente negativo)… tocco di classe? Claudio Beccalossi
Chissà se un “qualcuno” va a sbirciare tra le grate per rendersi conto delle condizioni dell’interno del fabbricato che, fino al 1997, fungeva da biglietteria d’accesso allo zoo cittadino, in via Città di Nîmes, aperto nel 1971 ed infine sbaraccato per drastico calo di visitatori, bilanci deficitari, decise ventate animaliste e radicarsi di mentalità (giustamente convinte) contrarie alla cattività “espositiva” degli animali. Se il “qualcuno” curiosasse dentro, scoprirebbe i risultati d’un vandalismo non dell’ultima ora, perpetrato da “ospiti” incivili di quel tratto di Parco delle Mura che attraversa il bastione di Santo Spirito (sorto nel 1836 per volere del dominante…
L’indifferenza generale che persevera. Scendendo verso un terrapieno che costeggia il fiume Adige, tra lungadige Capuleti ed il ponte Aleardo Aleardi, è impossibile non accorgersi di anomalie strafottenti. Innanzitutto, i resti lapidei lavorati e scolpiti (a quale epoca risalgono e da dove provengono?), accantonati alla meno peggio chissà da chi e perché e dimenticati (forse per censura o vergogna manifeste) da operatori e/o cultori di storia minore in veste turistico-promozionale, periodaccio disgraziato da SARS-CoV2 a parte. E, poi, la scalinata da droga-party che conduce alla sponda sabbiosa del fiume, con siringhe (ovviamente usate), magari sporche di sangue ed abbandonate qua…
