Il terribile Covid-19 sembra, ormai, non conoscere confini. Ha superato i due milioni di contagi nel mondo, e superato le 150.000 vittime. Tra queste anche il famoso scrittore cileno Luis Sepúlveda. Il pluripremiato autore aveva conosciuto la fama con “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, volume giunto in Italia a inizio anni novanta. Nel 1996 diventerà famoso al grande pubblico per il fortunato “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, libro, poi, portato al cinema con successo come film d’animazione. Filo conduttore delle sue opere è l’attenzione per il diverso e il voler dar voce ai perdenti (e qui non mancano chiari riferimenti autobiografici).
Ha voluto proporre un suo sentito omaggio anche la nostra conoscenza, lo scrittore veronese Simone Vesentini (https://ilgiornaledeiveronesi.it/il-25-marzo-i-dantedi-il-sommo-poeta-alighieri-e-il-rilancio-della-cultura-in-italia-il-pensiero-di-simone-vesentini/, https://ilgiornaledeiveronesi.it/leopardi-e-le-sue-rime-irrequiete-i-duecento-anni-de-linfinito/ ). A lui la parola!
Simone Vesentini: Mi sono documentato, sapendo che mi avresti contattato per avere il mio umile parere!
Matteo Peretti: Diciamo pure che ti sei auto-candidato! Hai, però, campo libero, vai Simone!
S: Grazie, Matteo. Luis ha avuto una vita intensa e ha sempre portato avanti le sue idee con forza. Era nato in Cile, ma aveva dovuto abbandonarlo presto, a causa delle sue convinzioni politiche. Passò diversi mesi in carcere, a seguito del colpo di Stato militare di Pinochet del 1973; sembra che la sua cella fosse così angusta da non riuscire a stare in piedi e nemmeno a sdraiarsi. Fu condannato addirittura all’ergastolo ma, alla fine, ha scontato due anni e mezzo di carcere. Ha viaggiato per tutto il mondo, in particolare in Sud America e in Europa. Luis Sepúlveda ha fatto anche il marinaio, imbarcato come membro dell’equipaggio di una nave di Greenpeace per cinque anni, dal 1982 al 1987. Questa ambientalista è un’altra delle battaglie che ha sostenuto con forza, mettendosi in prima linea e partecipando attivamente. Ecco, fu un idealista come avrebbero voluto essere, e non ci sono riusciti perché presto disillusi dalla vita, tutti i protagonisti dei miei romanzi. La morte l’ha raggiunto a Oviedo, in Spagna, qualche giorno fa dopo un lungo ricovero in ospedale a causa di quel Covid-19 che sta uccidendo migliaia di persone in tutto il mondo, un virus che farebbe impallidire quello di cui fu vittima il mio Igor Cantaleone. Amava leggere autori come Melville, Cervantes, Conrad e anche… Salgari. La fama dello scrittore veronese è giunta fino in Cile, ed è proprio lì che ricompare il mio caro Emilio! Proprio lui, che non aveva mai viaggiato ma aveva scritto di terre esotiche, viene letto e apprezzato anche da quel viaggiatore instancabile. Mi riempie di orgoglio il pensare che Salgari sia stato fonte d’ispirazione letteraria anche per lui, oltre che per me. Mi piace pensare che i marinai e i pirati, descritti con intensità dal buon Salgari, abbiano contribuito alla sua scelta d’imbarcarsi. Vedo molte affinità tra Sandokan, pirata che porta avanti con la lotta i suoi valori, e Luis Sepúlveda, che ha combattuto pacificamente per tutta la sua, purtroppo, troppo breve vita. Cosa aggiungere… caro Luis, ci mancherai tantissimo! Non vedo l’ora di leggere alla mia bambina “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”; Cecilia ha solo due anni, ma sono certo che non si perderà una sola parola della tua storia e di certo mi costringerà a rileggerla più volte!
M: Grazie Simone per questo tuo ricordo, e a presto!
di Matteo Peretti

