La scorsa settimana si sono svolte nella nostra Regione le Giornate dello Sport, progetti formativi che hanno visto partecipi gli istituti scolastici del Veneto. La proposta mirava a educare i ragazzi alle attività sportive, alla pratica delle stesse e a far conoscere loro anche discipline non sempre sotto i riflettori dei media. Ha aderito a questa iniziativa anche Luca Mori, campione italiano dilettantistico di boxe nella categoria welter e superwelter nel 1993, e vincitore del tricolore tra i professionisti nel 2000. Luca è stato già nostro ospite diversi mesi fa (cfr. https://ilgiornaledeiveronesi.it/boxe-luca-mori-allangolo/ del 14 febbraio 2018), però, vista la meritoria opera, non potevamo non risentirlo!
Matteo Peretti: Bentrovato Luca e felice di poterti ricontattare!
Luca Mori: Grazie Matteo, il piacere è mio!
M: L’ultima volta che ci eravamo sentiti non avevi fatto mistero della tua voglia di insegnare la boxe ai ragazzi. Se non sbaglio, la scorsa settimana ti sei preso alla lettera, diventando prof per un giorno!
L: Confermo tutto! E ti dirò di più! Per il secondo anno consecutivo sono stato invitato presso la scuola Primaria di San Floriano per raccontare la mia esperienza. Lo scorso anno mi è stato dato uno spazio in un’aula, mentre quest’anno, visto il successo avuto nel 2018, mi è stata riservata la palestra dell’istituto per tutta la Giornata dello Sport.
M: Un bel motivo di orgoglio! Racconta, allora, questa giornata particolare!
L: Appena ho saputo che sarei stato invitato nuovamente, e vista l’importanza data al nostro sport, ho cercato di programmare la giornata al meglio. La mattina sono stato a disposizione delle varie classi, rispettivamente, un’ora con le prime, poi sessanta minuti con le seconde, e via con le terze, le quarte e, infine, le quinte. Il pomeriggio sono rimasto con le classi prime. Ho pensato, assieme ai miei collaboratori della ASD Pugilistica Scaligera (Bertani Matteo e Ramos Erick), di preparare per i ragazzi un circuito con esercizi specifici per la boxe, ed esercizi atti a migliorare le capacita motorie.
M: E che reazioni hanno avuto gli studenti? C’è stata qualche domanda particolare?
L: Ci sono state rivolte molte domande sulla violenza del pugilato e sui danni fisici causati dalla boxe. In questo caso specifico ho lasciato il microfono a Matteo. Questi quesiti sono frutto della visione distorta che viene data a questo sport da chi semplicemente lo segue basandosi sui film. La boxe è uno degli sport più antichi ed è stata fra le prime discipline ad essere ammessa alle olimpiadi. È un’arte basata sul rispetto dell’avversario. In quanti sport vi è un abbraccio, vero e sincero, come nel pugilato, prima e dopo il match? È uno sport di situazione, dove il sentimento dominante è la paura dei due pugili. Ci sono delle regole ben precise su come sferrare i propri colpi, ma in una piccola frazione di secondo devi attaccare e cercare di difenderti! Vince, a differenza di quel che si pensa, il più intelligente e non il più forte. È una partita a scacchi, si cambia strategia di continuo e ci sono mosse e contromosse, nulla è lasciato al caso!
- Hai visto qualche futuro campione tra gli alunni?
L: Campione è una parola grossa, ragazzi con capacità coordinative e buon controllo dei propri arti ne ho visti. Nel pugilato vanno di pari passo i movimenti delle gambe e delle braccia. Un pugile porta colpi in movimento, cercando, mentre colpisce l’avversario, di preparare la difesa sul possibile contrattacco. Il coordinamento è fondamentale.
M: Tra loro c’era anche tuo figlio?
L: Mio figlio frequenta la terza ed era presente, lo scorso anno era in quinta anche la mia bambina, quindi, avevo fatto lezione ad entrambi.
M: Potrebbe essere lui il futuro campione, o uno in famiglia è sufficiente?
L: Per ora frequenta un corso di judo, l’importante è che faccia sport. Gli piace anche giocare a calcio e andare in bici. Lui sicuramente possiede delle buone capacità motorie, ma farà quello che più gli piacerà. Certo, se vorrà fare pugilato di certo non gli dirò di no! A volte penso: “Sarà abbastanza intelligente per fare pugilato, sport di grande sacrificio fisico e mentale?”.
M: Prof per un giorno dicevo prima, ma quale era stato il tuo rapporto con la scuola?
L: Io e i miei collaboratori ci siamo sentiti a casa, come in una famiglia. L’entusiasmo trasmesso dai bambini e dai propri maestri è stato per noi contagioso. Dal mattino fino alle sedici siamo rimasti presso la scuola e il tempo è volato via, abbiamo perfino pranzato con i bambini. Infine abbiamo consegnato ben duecento medaglie, una per allievo.
M: E come studente? Com’eri?
L: Posso saltare questa risposta?
M: Ok, puoi dire “passaparola”! Grazie ancora Luca, e complimenti per la lodevole iniziativa!
L: Grazie a te, Matteo, però, sbaglio, o mi avevi promesso che ti saresti iscritto in palestra? I miei guantoni ti aspettano! Perché non sei passato? Cosa hai fatto in quest’anno?
M: Ehm… come direbbe De Niro in “C’era una volta in America”…“sono andato a letto presto”…
di Matteo Peretti

