Ci sono tanti interrogativi che riguardano i consumi, i costi d’installazione, l’Ecobonus e molto altro: proviamo a rispondere noi.
Di motivi per comprare una caldaia nuova ce ne sono diversi soprattutto se quella in possesso è in “servizio” da almeno un decennio. Per carità, magari funziona ancora alla perfezione ma è innegabile che nel frattempo il settore abbia vissuto notevoli sviluppi e oggi ci sono caldaie più performanti ma soprattutto meno inquinanti e questo è un dettaglio tutt’altro che trascurabile.
Non a caso ogni anno viene rinnovato l’Ecobonus che permette di ottenere una detrazione fiscale fino al 65% e, questa è la novità per il 2020, addirittura uno sconto sulla caldaia Beretta o di qualsiasi altra marca a patto che si tratti di una caldaia a condensazione con efficienza energetica di classe “A”.
Chiariamo comunque che o si accede alla detrazione fiscale oppure si ha lo sconto. In questo ultimo caso deve esserci il benestare del venditore. Con il nostro articolo, tuttavia, ci interessa rispondere a delle domande sulle caldaie a condensazione piuttosto diffuse che meritano una risposta.
Per quale motivo le caldaie a condensazione sono meno inquinanti?Sapete in un anno di quanto è inferiore la produzione di anidride carbonica di una caldaia a condensazione rispetto a un vecchio modello a camera stagna? Ben 800 kg in meno. Chiaramente quanto abbiamo scritto non sono numeri campati in aria. Un leader del settore come Vaillant è giunto a tali conclusioni (per essere precisi la produzione di anidride carbonica è di -828 Kg annui) ipotizzando i consumi per un appartamente di 120 mq situato nell’Italia settentrionale e riscaldato con i radiatori.
Si risparmia?
I consumi sono uno degli argomenti più interessanti visto che i prezzi delle risorse energetiche vanno sempre più su. Che ci sia un risparmio in bolletta passando a una caldaia a condensazione pare essere assodato, ma a quanto ammonta il risparmio? Essere precisi è impossibile e lo dimostrano anche le diverse stime fatte. Molto dipende dai fattori in gioco.
Ad esempio alcuni produttori associati ad Assotermica ritengono che si possa arrivare a risparmiare fino a 400 euro. Questa cifra, appunto, è soggetta a variazioni a seconda di una serie di condizioni. Sempre Vaillant ipotizza che passando dalla caldaia a camera stagna a quella a condensazione si possano risparmiare 294 euro. Se, invece, si passa da una caldaia a camera aperta a quella a condensazione il risparmio è di 759 euro.
Quanto si spende per l’acquisto di una caldaia
Restiamo in tema economico. I lettori vorranno sicuramente sapere di quale budget devono disporre per comprare una caldaia a condensazione. Innanzitutto ricordiamo che per avere accesso all’Ecobonus la classe energetica della caldaia deve essere “A”. Ciò detto i modelli più economici costano intorno ai 900 euro, parliamo comunque di prezzi di listino, dunque fatto salvo qualche sconto applicato dal venditore, mentre per quanto riguarda le caldaie tecnologicamente più evolute si va dai 1.500 ai 2.500 euro.
Tenete conto che il prezzo è determinato anche dalla potenza. Alla cifra dell’acquisto della caldaia, bisogna aggiungere quella per l’installazione che si aggira suo 300/400 euro, a meno ché non sia tutto compreso in base a una speciale offerta del venditore. A questa somma bisogna aggiungere, eventualmente, l’acquisto e l’installazione delle termovalvole che sono la condizione necessaria affinché le detrazioni raggiungano il 65%.
Quanto tempo serve per ammortizzare la spesa
Per ammortizzare la spesa sostenuta per l’acquisto di una caldaia possono volerci circa quattro anni. Precisiamo che si tratta di una stima molto approssimativa perché dipende dal prezzo di acquisto e dal rendimento della caldaia e dalle eventuali detrazioni fiscali che, è bene sottolinearlo, sono ormai una consuetudine ma non è detto che l’Ecobonus venga introdotto ogni anno, anche se l’augurio è quello.

