Finalmente è arrivata una buona notizia per le aziende agricole colpite dall’epidemia di aviaria che sta mettendo in ginocchio molto allevamenti del nord Italia, dislocati in Lombardia, Emilia-Romagna e, soprattutto, in Veneto, da sempre leader con le sue 2000 imprese impegnate nel settore.
Sono già stati abbattuti più di 300.000 animali e sono più di 40 le aziende venete che corrono il rischio di chiudere i battenti, a causa delle rigide misure che sono state prese per arginare e circoscrivere il contagio. L’ultimo caso, prontamente risolto con l’abbattimento di 27 mila capi, si è registrato il 4 dicembre in un allevamento di galline ovaiole di Riese Pio X, in provincia di Treviso, e sono stati messe sotto controllo anche le aziende limitrofe in un raggio di 10 km.
Gli interventi finora messi in atto, ossia l’abbattimento degli animali malati e il blocco sanitario che impedisce la movimentazione degli stessi, hanno creato un danno economico di circa 15 milioni di Euro, tra mancato guadagno e l’impossibilità di far fronte alle rate di restituzione degli ingenti investimenti che le aziende hanno fatto per sostenere la loro attività. Verona è la provincia più colpita, visto che da sola riesce a sommare ben 10 milioni di perdite.
Numerosi sono stati gli incontri tra Ministri, Assessori e Presidenti di Regione, l’ultimo dei quali è avvenuto il 23 novembre a Palazzo Balbi tra Coldiretti Veneto e l’Assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, per chiedere un aiuto decisivo da parte del Governo, che ha già promesso 20 miliardi, purtroppo insufficienti per risolvere il problema.
È in questo scenario che si inserisce la notizia di cui abbiamo accennato all’inizio: UniCredit ha strutturato infatti, un piano di intervento mirato e sostenere le imprese agricole che sono state colpite dall’epidemia e ne stanno subendo i danni indiretti più gravi.
Come si legge in una nota, la banca mette a disposizione linee di credito (guida ai prestiti unicredit su Calcoloprestito.org) a condizioni agevolate rivolte agli imprenditori degli allevamenti che sono stati colpiti da fermo sanitario produttivo.
Due sono le soluzioni proposte per far fronte all’emergenza: la prima è rappresentata da un prestito temporaneo, della durata massima di un anno, per tamponare l’emergenza del blocco in vigore, la seconda, invece, si presenta come un vero e proprio finanziamento che ha l’obiettivo di sostenere l’imprenditore agricolo, in questa fase di non guadagno, per 36 mesi, di cui i primi 12 sono di pre-ammortamento.
Per sostenere anche l’attività degli allevatori e contribuire a sconfiggere le epidemie di aviaria che ogni anno arrivano a mettere in crisi il settore, la Banca propone anche soluzioni creditizie mirate a finanziare interventi di risanamento e prevenzione, grazie all’installazione di sistemi di climatizzazione automatica e rivolte a innovare e a migliorare i livelli di biosicurezza.

