Gianni Rodari avrebbe compiuto 100 anni il prossimo 23 ottobre, invece, ci ha lasciato troppo presto (a soli 60 anni). Il suo ricordo, però, vive ancora nella cultura popolare e nella didattica. Ma chi è questo scrittore e giornalista, conosciuto ai più come autore di letteratura per l’infanzia, che il nostro paese ha onorato (e onora) intitolandogli scuole e vie?
Ne abbiamo parlato con il nostro romanziere preferito: il conosciutissimo, ai nostri dieci fedeli lettori, Simone Vesentini (https://ilgiornaledeiveronesi.it/coronavirus-addio-a-sepulveda-simone-ricorda-luis/ e https://ilgiornaledeiveronesi.it/il-25-marzo-i-dantedi-il-sommo-poeta-alighieri-e-il-rilancio-della-cultura-in-italia-il-pensiero-di-simone-vesentini/).
Matteo Peretti: Bentrovato Simone! Come da promessa, ogni qualvolta la letteratura regala un evento o un anniversario, eccoci qui a commentarlo con te!
Simone Vesentini: Grazie Matteo, aspetto sempre con ansia e impazienza le tue interviste letterarie.
M: Lascio a te, Simone, l’onere di ricordare, da buon papà, il poeta e autore Gianni Rodari in occasione dei 100 anni dalla sua nascita e, ahimè, 40 dalla morte.
S: Hai detto bene, sono padre, ma Rodari è stato, anche lui, un vero papà per milioni di bambini che hanno letto le sue storie, non solo italiani ma di tutte le parti del mondo. Che dire? Piemontese di nascita e varesino d’adozione. Figlio di un fornaio, fu iscritto prima all’Azione Cattolica, poi, si avvicinò, durante la seconda guerra mondiale, al Partito Comunista. Fu, pure, partigiano. Vinse il concorso da maestro, e svolse quella attività per alcuni anni, ma lavorò anche come giornalista e cronista per diversi giornali. In questa veste cercò sempre di affermare una sua indipendenza dal mondo politico. Sarà, però, dagli anni cinquanta che pubblicherà le sue prime opere. Cosa aggiungere? Semplicemente un grande pedagogista e poeta, ma, soprattutto, un eccellente scrittore per ragazzi, come non ce ne sono più, purtroppo! Ritengo che non abbia nulla da invidiare ai fratelli Grimm o ad Hans Christian Andersen; nel 1970 vinse, tra l’altro, il prestigioso premio dedicato a questo celebre scrittore di fiabe danese e fu premiato, con un diploma e una medaglia d’oro, direttamente dal sovrano di Danimarca!
Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue ed erano diffuse addirittura in tutta l’ex Unione Sovietica… e questo avveniva in piene guerra fredda, sembra quasi impossibile persino ora! Fu addirittura scomunicato dal Vaticano che lo definì “diabolico” e questo fa capire come, troppo spesso, i nostri talenti non vengono apprezzati come meritano in vita, ma ci si ricorda di loro quando ormai è troppo tardi.
M: Il tempo, e in questo caso, più che mai, è stato galantuomo. Opera preferita?
S: E me lo chiedi? Le avventure di Cipollino, dove i protagonisti sono verdure e frutta, trovata geniale direi. Ti specifico che questo romanzo è stato tradotto in ventitré lingue diverse… tanto per dire!
M: E quella che leggerai a tua figlia?
S: Il libro delle filastrocche… non ho dubbi a riguardo, è il primo libro che ha scritto! Direi che è perfetto per una bambina di tre anni; a Cecilia piace molto fare le rime e a volte inventa delle parole nuove per fare un’assonanza con le precedenti. Questo è il mondo meraviglioso in cui vivono i bambini e che Gianni Rodari ha contribuito a rendere ancora più fantastico con le sue storie.
M: Grazie Simone e alla prossima occasione! Hai già iniziato a sfogliare gli almanacchi per fissare la prossima puntata?
S: Assolutamente no, perché sono sicuro che tu hai già in mente qualche altra ricorrenza letteraria… che di certo non vuoi rivelare ai nostri quattro o cinque, fedelissimi, lettori.
M: Sbagliatissimo, sono almeno nove o dieci!
S: Meglio! Ti chiedo solo di non farmi parlare degli scrittori italiani contemporanei, lo sai che non ne ho letto nessuno e mai lo farò! In particolare, non parlerò mai di Fab…
M: Stop! Riecco il nostro Simone!
S. A presto Matteo e grazie ancora, ma, soprattutto: W Gianni e la sua letteratura per l’infanzia!

