La sostituzione degli pneumatici rappresenta una di quelle operazioni di manutenzione ordinaria della vettura che porta con sé anche l’impellenza dello smaltimento delle vecchie gomme che vengono smontate.
Gli pneumatici, infatti, sono un prodotto molto delicato quando si parla di inquinamento e di rispetto dell’ambiente in quanto sono difficili da trattare, riciclare o semplicemente stoccare o trasportare una volta che il loro ciclo vitale si è esaurito.
Il loro smaltimento è molto complesso e difficile, considerando che sono tutt’altro che biodegradabili, producono fumi e sostanze tossiche se bruciati e possono inquinare il terreno se abbandonati o immagazzinati senza le relative cautele, finendo per diventare ricettacolo di insetti e insalubri tane per animali che potrebbero trasportare malattie e infezioni.
Alla luce di tutto ciò da anni esistono consorzi che si occupano dello smaltimento delle gomme usate e che aderiscono a un sistema per cui il costo dello smaltimento è incluso nel prezzo di ogni pneumatico nuovo venduto e, di fatto, risulta essere gratuito per tutti gli automobilisti i quali, al momento del cambio gomme, consegnano le vecchie coperture ai gommisti che provvedono a ritirarle e instradarle verso il corretto smaltimento.
Il contributo PFU per gli pneumatici venduti online
Negli ultimi anni è aumentato di molto il numero di persone che acquista pneumatici online per poi procedere al loro montaggio e alla sostituzione delle vecchie coperture, sia dal proprio gommista di fiducia, sia presso le officine convenzionate con il venditore online.
Molte persone però si chiedono, proprio in relazione all’acquisto delle gomme su internet, come effettuale lo smaltimento dei vecchi pneumatici e se questi ultimi possono essere lasciati al gommista allo stesso modo di come si farebbe se fosse stato quest’ultimo a vanderli.
La risposta, proprio per quanto detto in precedenza, è ovviamente sì e, anzi, si deve diffidare di coloro che chiedono un contributo in denaro, anche modesto, per lo smaltimento dei vecchi pneumatici.
Sia che i pneumatici vengano acquistati online oppure da un rivenditore fisico, oppure presso lo stesso gommista, quest’ultimo deve limitarsi a montare le nuove gomme del cliente, ritirare quelle usate, registrarle su un apposito registro e stoccarle in attesa che il consorzio le ritiri.
Lo smaltimento è a carico del cliente finale ma incluso nel prezzo di acquisto degli pneumatici
Lo smaltimento, infatti, indicato come contributo PFU (Pneumatici Fuori Uso) è infatti pensato proprio per lo smaltimento delle gomme auto usate e non ha nessun’altra finalità, Questo contributo è praticamente “invisibile” all’automobilista che lo paga al momento dell’acquisto degli pneumatici essendo incluso nel prezzo stesso di vendita.
Appare dunque evidente che questa “maggiorazione” è indipendente dal canale di vendita ed è fissata in maniera precisa per legge.
Infatti, il Decreto Ministeriale numero 82, risalente all’11 aprile del 2011, ha stabilito il contributo PFU pari a 2,80 euro per ogni pneumatico venduto, ovvero poco meno di 12 euro (11,20 euro per la precisione) per ciascun treno di gomme acquistato.
In poche parole lo smaltimento si paga in “anticipo” facendo rientrare il costruttore delle spese per l’adesione al consorzio, con il contributo che risulta sempre a carico del cliente finale ed è finalizzato alla copertura dei costi necessari per adempiere allo smaltimento degli pneumatici fuori uso. Il consorzio, infatti, si occuperà del prelievo degli pneumatici esausti dalle officine, dai gommisti e dalle autodemolizioni e del successivo trasporto presso appositi centri di stoccaggio dove avvengono le operazioni di frantumazione, riciclaggio e recupero degli pneumatici non più utilizzabili.

