Via Thomas Alva Edison o Tommaso Alva Edison (strada in Zona Industriale, Circoscrizione 4^ sud-ovest del Comune di Verona, intitolata al grande inventore americano – Milan, Ohio, USA, 11 febbraio 1847 – West Orange, New Jersey, USA, 18 ottobre 1931 – che, tra molto altro, perfezionò la lampadina ad incandescenza e realizzò il fonografo).
In questa arteria, caratterizzata da una consistente attività industriale e dal relativo traffico pesante, un edificio fatiscente sta destando allarmi tra quanti vi passano davanti, su autoveicoli od a piedi. I pedoni, anzi, cercano d’evitare di muoversi sotto l’insicura e pericolante struttura preferendo camminare lungo il lato marginale opposto della via.
Lo stabile a due piani in rovina ha un aspetto decisamente inquietante, spettrale: porta d’accesso murata ed infissi con sbarre a pianoterra, interni visibili in pieni ed assoluti soqquadro e rovina, con travature e resti di crolli del piano soprastante e del tetto. Le vestigia superstiti di scuri e telai in legno delle finestre sembrano reggere ancora per qualche miracolo, minacciando il crollo in strada.
Nessun cartello ammonisce del rischio di cedimento parziale se non definitivo, obbligando (non solo invitando) a stare a debita distanza da quella stamberga con murature a ciottoli tipiche della vecchia (ed antica) edilizia rurale.
Un divieto di sosta nell’area antistante di pertinenza costituirebbe un atto dovuto, così come un avviso di pericolo di caduta di qualche serramento in bilico o quant’altro dalla parte superiore della topaia. Questo lembo di passato, purtroppo, resiste nell’irresponsabile ed attuale incuria assoluta e, se non oggetto di rimedi almeno tampone urgenti, pare destinato al collasso finale. Sperando che l’eventuale tracollo non coinvolga persone o cose…
di Claudio Beccalossi

