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Se fossero solo goliardiche ed irriverenti canzonature (comunque di stampo teppistico) e non pungente “espressione letteraria” sfogata dall’integralismo di matrice islamica o da qualche disturbo mentale, le frasi scritte con la spray su muri vicini a lato di via Giuseppe Zamboni (“- VERDONI + ISIS” e “SON TURBATO LO SO, MA GLI PSICHIATRI NON MI AVRANNO!”) farebbero semplicemente sorridere. Ma sarebbe un grave errore ridurre tutto alla definizione pseudo rassicurante di “bravate episodiche” quando la cronaca internazionale invita e sollecita a non sottovalutare certi segnali, certe “manifestazioni del pensiero”, certe esternazioni teoriche che richiamano ad una palese o subdola violenza…

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Edmondo De Amicis docet? Sulla direttrice Verona-Bussolengo, in via Gardesane 144, nei pressi dello sbocco di via Bassone, sulla destra si scorge, recintata, una vecchia ma ben conservata e ristrutturata ex scuola elementare che sembra essersi ispirata (o dalla quale l’autore Edmondo Mario Alberto De Amicis – Oneglia, Imperia, 21 ottobre 1846 – Bordighera, Imperia, 11 marzo 1908 – avrebbe potuto trarre spunto) al libro “Cuore”, classico della letteratura per ragazzi e “contenitore” di buoni sentimenti d’una volta, di tempi ben più rispettosi, d’amor proprio e del prossimo. Tempi che il presente-pezzente pare aver sepolto, con il badile del ripudio…

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La memoria di Gianfranco Sforni, adolescente ebreo assassinato o deceduto con suoi familiari nel campo di sterminio (Vernichtungslager) di Birkenau (KL Auschwitz II) ed a cui è stata dedicata la piazza antistante alla chiesa, costituiva quasi un pallino fisso di don Bruno Bonizzato, ex parroco di Sacra Famiglia (estrema propaggine di Verona prima del comune di Castel d’Azzano). Don Bruno aveva celebrato la malinconica messa d’addio alla sua comunità l’8 ottobre 2017, in coincidenza con i 50 anni di sacerdozio, 25 dei quali in quella parrocchia dove era entrato il 4 ottobre 1992 come coparroco ed insegnante di religione nella…

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Si tratta della sopraelevata intitolata a Giorgio Zanotto, ex sindaco di Verona tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso – Barriere jersey e recinzioni mobili ne vietano drasticamente il passaggio – Un blocco alla connessione con il casello di Verona Nord dell’A22 (Autostrada del Brennero) e con la SS (strada statale) 12 – Perché? La propaggine a sud-ovest della città (quella che, lasciata alle spalle la periferica Santa Lucia Extra, da via Sommacampagna gira a destra in viale Gerhard Richard Gumpert) che arriva (e si blocca) ai terminali ferroviari presso cui fa la spola una miriade di Tir…

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L’illustre storia del complesso: dalle origini scaligere ai bombardamentidella Seconda Guerra Mondiale, attraverso incisivi interventi veneziani ed austriaci –Oltre che vescovi della Serenissima (forse), di certo vi transitaronotruppe austriache di dominazione ed italiane d’annessione al Regno d’Italia La mole di Porta Vescovo (o Porta del Vescovo), uscio tra Veronetta e Borgo Venezia, ad est della città che guarda appunto verso Venezia, costituisce un contesto murario edificato dagli Scaligeri, rafforzato dai Veneziani e rinnovato dagli Austriaci. Elevata ad un solo piano, con attico e copertura a tetto, si trova tra il Bastione delle Maddalene e la Rondella di Santa Toscana, con…

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Un “dormitorio” di disperati che non pretende prenotazioni Sarebbe auspicabile un maggior controllo da parte degli organi preposti nelle varie enclave di periferia dove s’annida un degrado forse maggiormente invasivo delle zone-bene del centro cittadino perché ignorato, tollerato, lasciato fare (e crescere). Comunque nocivo a residenti e passanti. Persistono, infatti, i pernottamenti presso l’“hôtel abusivo” lungo la pensilina delle entrate di Veronafiere, con frequenza tra l’irrazionale ed il preoccupante. Pur nel massimo rispetto di quanti, senza-fissa-dimora, clandestini o sbandati, passino la notte all’addiaccio, vanno rilevati il numero di “pernottanti” (con tutto il contorno di bisogni fisiologici da espletare) ed il…

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La documentata segnalazione de “Il Giornale dei Veronesi” (che potete trovare a questo link) sul persistere di cartelli d’inesistente insidia (“Pericolo spari. Campi di tiro a cielo aperto”) sulle reti di recinzione che danno su strada La Rizza e via Enrico Fermi d’un “centro d’addestramento polifunzionale delle forze dell’ordine” (utilizzato come poligono di tiro per pochi mesi nel 2011), ha smosso i competenti assessorati comunali. La segreteria dell’assessore a Strade e giardini, Decentramento, Servizi tecnici circoscrizionali, Sicurezza, Polizia locale, ci comunica che, “su indicazione dell’assessore Marco Padovani, i cartelli segnalati verranno rimossi a cura della Direzione Traffico”. Bene… Falso allarmismo…

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Una manomissione perpetrata chissà da chi, chissà quando e chissà perché Accanto al cartello d’indicazione dell’uscita da Chievo, in via Lorenzo Fava, una decina di vecchi (se non antichi) gradini di ciottoli insicuri porta ad un terrapieno percorso da un sentiero che costeggia il lato sulla strada d’una decaduta dimora gentilizia (Villa “Ida”). Calcati con debita prudenza gli scalini, s’arriva ad una canaletta d’irrigazione sormontata da due vetusti muretti, in pessime condizioni e con datati sgorbi vandalici, a protezione dello spiazzo nel viottolo. Un muricciolo (quello che dà sullo scolo d’acqua) appare alquanto instabile al pari del suo “gemello”, con…

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Ha “un grande passato dietro le spalle” Porta Palio, opera di Michele Sanmicheli (Verona, 1484 – Verona, 1559, architetto ed urbanista manierista) ed eretta, secondo date “ballerine”, tra il 1547 ed il 1557 (come afferma la tabella verticale apposta nella piazzetta) o tra il 1550 ed il 1561 (od ancora tra il 1542 ed il 1557) nelle pertinenze di riadeguamento delle difese veronesi attuato dalla Serenissima Repubblica di San Marco. Sorta tra due baluardi in seguito demoliti dai francesi nel primo Ottocento dell’altro secolo, la porta si chiamava, in origine, Porta di San Sisto e fu anche denominata, a suo…

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Ancora la vittoria (senza avversari di civiltà) delle tre scimmie, “non vedo, non sento, non parlo”. Se la vista cade casualmente e distrattamente sulla casa nel totale abbandono a lato della trafficata via San Giacomo (direzione centro città) e nel passato residenza del comandante della Polizia stradale (di stanza nella vicina sede, oggi Commissariato sezionale di Polizia “Borgo Roma”) e della sua famiglia, di certo altri appiedati non vanno a curiosare in un angolo esterno di verde con recinzioni divelte. Perché i “buonisti” dal palato fino scoprirebbero l’ennesimo rifugio di s-fortuna d’uno o più sconosciuti allo sbando che hanno eletto…

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Verona, 04 ottobre 2021. Altra bravata dei teppistelli da noia congenita. Un cassonetto dato alle fiamme, la notte scorsa, ad un lato di viale delle Nazioni. L’ammorbante odore di bruciato ancora annusabile nell’aria ha accolto anche gli operatori dell’Amia (Azienda multiservizi di igiene ambientale) che, per nulla avvisati dell’evento bruciaticcio e svolgendo puntualmente il loro servizio di routine, hanno constatato (e commentato amaramente) lo scempio attorno alle ore 14:30 di oggi. Qualche impianto di videosorveglianza delle varie attività attorno avrà registrato le circostanze, comprese le facce dei finora anonimi piromani? Servizio e foto di Claudio Beccalossi

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Una statua bronzea poggiata su quattro imponenti sovrapposizioni marmoree. È quella che celebra un discusso luminare della criminologia (studio a livello scientifico del fenomeno delinquenziale), Marco Ezechia (detto Cesare) Lombroso (Verona, 6 novembre 1835 – Torino, 19 ottobre 1909), inaugurata il 25 settembre 1921 e spostata nel dopoguerra dalla collocazione in piazza Santo Spirito negli attuali giardini omonimi, tra Porta San Giorgio e ponte Garibaldi. Il basamento del manufatto presenta delle epigrafi difficilmente leggibili e da evidenziare doverosamente al meglio da parte di chi di competenza: sulla faccia frontale la dedica “A Cesare Lombroso che gettando lo scandaglio scientifico svl…

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Autografi, che passione! Anche di calciatori del Verona Hellas (più corretto, Hellas Verona Football Club, società calcistica fondata nel 1903 come Associazione Calcio Hellas), Campionato 1971-1972, quando la squadra scaligera allenata da Ugo Pozzan si piazzò al 13° posto in Serie A. Ecco la maggior parte degli eroi d’allora di cui un tifoso-collezionista riuscì ad accaparrarsi le firme… I nomi, con qualche rimpianta assenza… Pier Luigi Pizzaballa (Bergamo, 14 settembre 1939), portiere, dalla Roma (1966-1969, 70 presenze, 82 goals incassati) al Verona Hellas (1969-1973, 79 presenze, 86 goals buscati). Angelo Martino Colombo (Gattinara, Vercelli, 13 maggio 1935 – Vercelli, 13…

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Non sono ancora stati tolti, nonostante loro palesi inutilità ed allarmismo, i cartelli ammonitori sulle reti di recinzione (tra strada La Rizza e via Enrico Fermi) di un’area che venne utilizzata nel 2011, solo per pochi mesi, quale assurdo poligono di tiro (per l’esattezza, “centro d’addestramento polifunzionale per le forze dell’ordine”) nei paraggi di abitazioni, marciapiedi, strade. Costato a suo tempo ai cittadini ben 380mila euro ed inaugurato in pompa magna il 12 febbraio 2011, fu chiuso dopo nemmeno tre mesi per i proiettili “vaganti” che finivano anche su tetti e balconi delle case attorno, con residenti ed attività esasperati…

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C’era una volta la… Scuola Elementare Americana. Anzi, com’era correttamente citata, la Verona American Elementary School, in lungadige Attiraglio 48. Ma non come le “sorelle” nelle varie ed omonime Verona negli Stati Uniti d’America (in Missouri, Virginia e Mississippi, ad esempio) votate all’istruzione di bambini civili (nel senso di non esclusivamente figli di militari in servizio). La scuola costituita ad hoc, infatti, provvedeva addirittura dal 1957 alla crescita a… stelle e strisce, mantenendo comunque un rapporto di base con gli ambiti locale e nazionale, dei pargoli di personale in divisa della Setaf (l’ex Southern European Task Force – Forza Tattica…

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Pentagramma e rotaie. Per amore e per forza. Viaggia su due linee parallele, destinate a non toccarsi mai, la quotidianità di Pasquale Barreca, 60 anni freschi freschi, calabrese del… nord (di Alpo di Villafranca, dove risiede), ferroviere per necessità e cantante-musicista (chitarrista, compositore, autore, arrangiatore) per vocazione. Nato a Reggio Calabria, già a 7 anni entrò in… confidenza con la chitarra per poi bazzicare sulle piazze, ad 11 anni, con il suo gruppetto d’allora. Per scherzo o per ambizione, a 15 anni, scrisse parole e musica del suo primo brano “fatto in casa”, l’azzeccato motivo “Vattene” che gli aprì, da…

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Postumi angosciosi dopo la consegna del “reperto” affidato in Sudafrica Acornhoek/Verona – Rimangono tante domande insoddisfatte su quanto avvenne all’amico d’avventura (anche in Guinea Bissau, Africa occidentale) Gianni G. al nostro ritorno a Verona dal difficile viaggio-reportage in Sudafrica dal 23 gennaio al 15 febbraio 1989 (quindi, in piena “era apartheid”). Infatti, s’è sempre rinchiuso nel silenzio sulle strane ed amare vicissitudini da lui, purtroppo, patite nei giorni successivi al rimpatrio. Eravamo partiti dall’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino (Roma) a Lusaka (capitale dello Zambia) e poi, da qui, a Johannesburg (Sudafrica), con rotta inversa al rientro. Tramite trasferimenti interni…

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Capitano ad appena… 9 anni, partecipò alla Terza Guerra d’Indipendenza, divenne comandante del Dipartimento di Verona e rifiutò più volte la carica di ministro della Guerra – Organizzò i soccorsi dopo la disastrosa alluvione scaligera del 1882 che gli fece meritare la cittadinanza onoraria della città – La sua morte per le conseguenze del senso del dovere rispettato fino all’ultimo Nonostante la vicinanza a zone “storiche” di degrado (Basso Acquar, le ex cartiere, il piazzale della stazione ferroviaria di Porta Nuova, i sottopassaggi del ponte della Ferrovia), il monumento con giardini attorno eretto nel 1902, a dieci anni dalla morte,…

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Rinvenuti nel corso della demolizione della chiesa di San Michele alla Porta, nei pressi di Porta Borsari, hanno trovato discutibile sistemazione in un’“isola” verde nel piazzale del Cimitero monumentale I resti d’un tempio pagano, dedicato a Giove Lustrale, nel piazzale del Cimitero monumentale, in un’“isola” verde incuneata nel tratto tra le due direttrici di marcia di via Francesco Torbido, a pochi passi dal fiume Adige e da ponte Aleardi. Vivacchiano alla meno peggio, nello spazio che una targa marmorea specifica trattarsi dei Giardini Emilio Moretto “Bernardino”, comandante partigiano, eroe della Resistenza veronese (1915-1992), cioè uno dei sei partecipanti dei Gruppi…

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Rimane inascoltato l’appello di Cittadinanza Attiva VR #VERONARIPULIAMOCI scritto su un paio di fogli appesi alle reti di recinzione ai lati del cancello d’entrata (chiuso da tempo) ad una cava in strada Le Grazie, che dai pressi del Policlinico di Borgo Roma sbuca in via Ca’ di Aprili, a Ca’ di David: “Attenzione divieto di scarico. Questa area è pulita e vigilata da Cittadinanza Attiva VR. È vietato l’abbandono di rifiuti di ogni genere! Aiutateci a mantenere pulito il nostro ambiente”. Inascoltato perché, quasi (se non proprio) a dispetto dell’esortazione, i soliti incivili scaricano comunque detriti e materiale edilizio di…

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Il “mistero” della pergamena inaugurale murata in una nicchia e poi “trasferita” a Venezia – Verona non dovrebbe farsela restituire per obbligo di diritto? La crescita urbanistica ottocentesca di Verona includeva, tra le opere primarie, la costruzione d’un ponte di collegamento tra le stazioni ferroviarie di Porta Vescovo e di Porta Nuova che affermasse il ruolo in ascesa d’importante nodo su rotaia. Già il 3 luglio 1849 veniva inaugurato il tratto Verona (Porta Vescovo)-Vicenza sull’avvio di costituzione, nel 1837, della società Imperial-Regia Privilegiata Strada Ferrata Ferdinandea Lombardo-Veneta (dal nome di Ferdinando I d’Asburgo-Lorena, cioè Ferdinando Carlo Leopoldo Giuseppe Francesco Marcellino…

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A chi clicca in Internet “centro di formazione professionale in via Belgio 6 a Verona” la rete risponde con vari riferimenti alla struttura per il Commercio, facendo erroneamente dedurre che svolga tuttora attività didattica regolare. Viene citato anche un numero di telefono (045 500412) che risulta non attivo. Invece, dopo essere stata riconsegnata dalla Provincia di Verona alla Regione Veneto (proprietaria del fabbricato denominato “ex C.F.P. di Verona”), “avendo esaurito l’attività istituzionale di formazione professionale presso l’immobile”, con verbale datato 18.11.2013, il complesso ora versa nell’abbandono, con conseguente inselvatichirsi anche del giardino interno e l’esterno lasciato alla mercé dei maniaci…

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Costituiscono tratti pedonali e ciclabili da percorrere in fretta le due strette direttrici di marcia sotto il ponte della Ferrovia, tra piazzale Porta Nuova e viale Piave. Sporchi, maleodoranti e con murales d’un certo pregio (opera di Eye Lab Design, Street Art, Murales and Graffiti in Verona. Spray passion since 1996, www.eyelabdesign.com), specie quelli all’angolo con viale Luciano Dal Cero, i passaggi sono smaccatamente deturpati da teppaglia pseudo tifosa e non solo. Lo scampolo di neo Verona Urbs Picta, con i vari scorci della città ritratti artisticamente, è purtroppo finito nel mirino di vandali a… “mano armata” di bomboletta spray…

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Rifiuti di sconosciuta consistenza, cocci di vetro, siringhe abbandonate, lasciti geologici nel disinteresse, “residenze” e “dormitori” di chissà chi A piedi nudi nel parco (come remake nostrano della commedia teatrale di Neil Simon rappresentata per la prima volta nel 1963, poi adattata nel 1967 in film interpretato da Robert Redford e Jane Fonda)? Non è certo possibile nel Bastione di Santo Spirito del Parco delle Mura (tra via Città di Nîmes, circonvallazione Oriani e Porta Palio), dove s’annidano insidiose bottiglie rotte, siringhe, lattine squarciate. Storicamente, la struttura del bastione, “gemella” di quello dei Riformati (con denominazioni connesse alle vicine chiese…

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Il lungo tratto interno del Parco storico monumentale della cinta magistrale tra le due porte (Palio e San Zeno), che s’allunga tra i bastioni di San Bernardino e di San Zeno (o di Santo Zenone), stretto tra viale Galliano e circonvallazione Maroncelli, gode generalmente di salute ecologica e d’interesse per i suoi trascorsi architettonici. Scartando certe marginali “cattive compagnie” che bighellonano od occupano (anche nell’estivo nottetempo) panchine e spiazzi erbosi, in generale l’area non presenta gravi sussulti di degrado. Il contesto è caratterizzato da bastioni formati da terrapieno e circondato da muro di rivestimento distaccato “alla Carnot”. La genesi di…

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“Reperti a… secco” risalenti al periodo storico monarchico-coloniale-fascista a lato della strada provinciale 10 in val d’Illasi. Il primo è la scritta d’insegna, “Farine coloniali”, sulla facciata d’un malconcio fabbricato in disuso nei pressi della chiesa parrocchiale di Selva di Progno. Edificio che fu un punto vendita, un magazzino, un deposito, appunto, di prodotti farinacei provenienti dalle colonie italiane, dai possedimenti che furono del Regno d’Italia. Il secondo (probabilmente restaurato) e vedibile su una facciata laterale d’un edificio posto al limitare sud dell’abitato di San Zeno di Colognola ai Colli, è uno dei tanti stralci della logorrea mussoliniana apposti a…

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