Un’edicola della Pietà dalla facciata scrostata, intaccata dall’umidità, con epigrafi marmoree attorno alle fessure per l’elemosina, nella parte inferiore, ormai illeggibili. Si trova in via Antonio Rosmini, a sinistra rispetto all’accesso all’area di parcheggio di vari organismi tra cui gli istituti “Antonio Provolo” e “Michelangelo Buonarroti”. La scritta sotto al basamento sacro centrale, protetto da un vetro, ricorda: “FV QVI DAL 1543 AL 1722 VNA CHIESETTA / A CVI NELLA STRADA VICINA FV SOSTITVITA / S. MARIA DEL PIANTO / DETTA DEI COLOMBINI”. Quest’ultimo edificio religioso viene menzionato a pag. 118 di “1889 Guida provinciale veronese. Civile, militare,…
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Vicolo Case Rotte è un acciottolato tra salita Fontana del Ferro (dominata da Villa Francescatti, residenza nobiliare del XVI secolo) e l’inizio di via Fontana di Sopra (presso l’Istituto Sorelle della Sacra Famiglia). La stradina a senso unico sbuca in via Fontana del Ferro e conserva ancora aloni poetico e romantico nonostante debba vedersela con gli imbrattapareti che, anche qui, si sono sfogati certi di farla franca. Per fortuna, gli odiatori seriali delle proprietà pubblica e privata, “armati” di spray, non si sono accaniti sul datato e massiccio muro di delimitazione a sinistra, sormontato da rampicanti e nemmeno sulle…
Vivacchiano nel disinteresse dei più, nella quasi illeggibile decadenza, nella riparazione fai-da-te di chissà chi, nella curiosità mal soddisfatta dei turisti le iscrizioni marmoree che sanciscono e commemorano i livelli raggiunti dalle drammatiche esondazioni del fiume Adige a Verona. Storicamente in aperto conflitto con i capricci del corso d’acqua, i fragili argini vennero messi in sicurezza (talvolta ancora incerta) tra il 1887 ed il 1894 con alti muraglioni ed interramento del canale dell’Acqua Morta, dopo la disastrosa e cruenta inondazione avvenuta tra il 15 ed il 18 settembre 1882. Forse il più devastante straripamento subito dalla città che provocò…
Sgradevole riscontro nei Giardini Oriana Fallaci in Riva San Lorenzo, nel suggestivo lungadige tra i ponti di Castelvecchio e della Vittoria. È sparita la tabella con notizie biografiche della giornalista, scrittrice ed attivista (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) sulla quale aveva puntato l’indice un servizio (con foto e video), pubblicato il 9 giugno 2022 nella rubrica “L’Altra Verona…” de “Il Giornale dei Veronesi” (https://ilgiornaledeiveronesi.it/rubriche/laltra-verona/laltra-verona-loltraggio-alla-memoria-di-oriana-fallaci-nei-giardini-a-lei-dedicati-in-riva-san-lorenzo/). Il servizio, oltre a descrivere le condizioni del pannello con note informative a terra appoggiato al basamento metallico, deturpato da segnacci gocciolanti e da adesivi appiccicati, aveva sottolineato lo squallido…
Un’arteria minore cittadina in… caduta libera. È via Dietro Campanile San Tomaso, tra stradone San Tomaso e via Giosuè Carducci. Negli immediati paraggi, appunto, della chiesa di San Tomaso Becket (dedicata a Thomas Becket, Lord cancelliere del Regno d’Inghilterra, poi arcivescovo cattolico di Canterbury e primate d’Inghilterra, Londra, 21 dicembre 1118 – ucciso da scherani del re Enrico II nella cattedrale di Canterbury il 29 dicembre 1170, proclamato santo nel febbraio 1173), più nota come chiesa di San Tomaso Cantuariense. L’attuale chiesa di San Tomaso sarebbe l’ampliamento d’un precedente edificio religioso intitolato alla Vergine Annunciata accanto ad un altro…
Una lastra marmorea d’indicazione di via Molinara, in Borgo Roma, inserita nella muratura esterna della basilica minore e santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino (al secolo la normanna Marie-Françoise Thérèse Martin, Alençon, 2 gennaio 1873 – Lisieux, 30 settembre 1897), dalla consacrazione avvenuta nel 1905. Targa rotta da così tanto tempo al punto che nemmeno i più anziani abitanti sono in grado di citare il periodo approssimativo del danno. Tabella senza alcun intervento “miracoloso” (nemmeno della “confinante” Santa Teresa) che possa rimediare alla breccia provocata da chissà quale evento. Ma che, in ogni caso, contiene ancora nell’incavo i…
Non ha smosso particolarmente le acque locali della dimenticanza, nemmeno per atto dovuto (sembra quasi che Verona abbia pudore di propri motivi d’orgoglio), la riproposta televisiva sul canale Cine34 di vari films del “concittadino” Walter Chiari (pseudonimo di Walter Michele Armando Annicchiarico, Verona, 8 marzo 1924 – Milano, 20 dicembre 1991), famoso attore, comico, cabarettista, conduttore televisivo, regista, sceneggiatore dalla vita avventurosa. I lanci della messa in onda della serie (“Un peso piuma scanzonato e senza pensieri diventa uno dei più grandi attori italiani. Su Cine34 la seconda serata del martedì è dedicata a Walter l’inafferrabile”), con commenti di…
Non sembra trovare pace la sezione di Verona dell’Associazione Nazionale Bersaglieri costretta a far fagotto in fretta e furia, nell’estate del 2020, dalla sede di via Cantarane 1b (inaugurata in pompa magna il 14 dicembre 2014) trovando ospitalità provvisoria presso un’associazione amica ubicata nel contesto dell’ex Forte Lugagnano (ex Werk Kronprinz Rudolf austriaco, edificato tra il 1860 ed il 1861), poco fuori San Massimo all’Adige. La drastica velocità imposta per lo sfratto aveva senso, dato che l’esterno dell’indirizzo in via Cantarane parla ancora dei bersaglieri e non risultano nessun altro utilizzo e nessuna eventuale ristrutturazione? Anzi, sono evidenti i…
Svelano sconcertanti “sorprese” certi angoli nascosti del vecchio parco San Giacomo, polmone verde “ereditato” dall’ex ospedale psichiatrico provinciale (appunto di San Giacomo di Tomba, operante a fasi alterne dall’inizio del XVI secolo fino al termine degli Anni Sessanta del secolo scorso – in proposito, leggere l’articolo https://ilgiornaledeiveronesi.it/rubriche/verona-ricorda/laltra-verona-le-pericolanti-vestigia-dellex-ospedale-psichiatrico-provinciale-di-tomba-nelloblio/, nella rubrica “Verona ricorda…” de “Il Giornale dei Veronesi”) preesistente al Policlinico “Giovanni Battista Rossi” di Borgo Roma, inaugurato il 20 settembre 1970. Di fronte alla cella salme (dove vengono onorati i defunti prima del loro trasporto su automezzi delle pompe funebri verso i funerali) un muro di recinzione, forse contemporaneo del…
Via XX (o 20 od ancora Venti) Settembre, una strada dall’illustre passato perduto. I fasti d’un tempo, quello dei palazzi signorili, delle fonderie artistiche, della cultura nobile e popolare insieme, della veronesità più schietta valorizzata da pittori e poeti, hanno lasciato il posto ad una decadenza generale e ad un avvilente senso d’abbandono, uniti a forti mutamenti sociali in una nuova dimensione multietnica. Sono ormai ben lontani i momenti d’orgoglio all’entrata foriera di speranze delle truppe italiane a Verona, il 16 ottobre 1866, dopo l’annessione al Regno d’Italia ed il ritiro delle truppe austriache. Fatto storico menzionato…
Costituiscono un rischio soprattutto per i più anziani. Camminando disattenti, infatti, è facile inciampare in cubetti di porfido divelti dal lastricato stradale od in spazi pedonali dove i blocchetti mancano. Noti anche come bolognini o sampietrini/sanpietrini, costituiscono una caratteristica della pavimentazione pubblica di vari centri storici cittadini, Roma in testa, doverosamente sottoposta ad interventi continui di ripristino per evitare danni a persone od alla circolazione. L’urgenza d’un pronto rimedio riguarda casi nelle vie Pellicciai e Cappello, come da foto scattate nel pomeriggio di ieri, 1° dicembre. Con l’afflusso continuo di gente, il pericolo d’incespicare e di cadere, anche con gravi…
Graffiti di memoria che stanno lentamente cedendo il passo alla perdita del colore originario, alla definitiva cancellazione. Nella flebile, forse illusoria speranza che quanto di sopravvissuto trovi finalmente salvaguardia, restauro, catalogazione, inserimento senza spocchia nella genuina storia locale. Si tratta di quanto resta della segnaletica a muro della protezione antiaerea adottata durante la Seconda guerra mondiale anche a Verona. Le particolari indicazioni vennero realizzate pitturando su superfici murali esterne (ma pure negli stessi spazi interni adibiti allo scopo) sigle, simboli ed avvisi di sicurezza generale da rispettare rigorosamente e che contraddistinguevano ubicazione e tipologia dei rifugi destinati alla salvaguardia…
Forse, i vaghi avanzi dell’affresco sulla facciata dell’edificio in via Nicola Mazza 79 avrebbero meritato, come… premio di consolazione dal degrado, almeno la loro salvaguardia così com’erano, nebbioso ricordo di forme e colori perduti. Invece no! Non bastava l’offesa del tempo e delle generazioni. Ci voleva l’ennesimo oltraggio, l’affronto finale, il marchio del vandalismo idiota: il lancio d’un qualcosa di liquido (inchiostro nero?) che ha imbrattato la parte inferiore, a sinistra, con relativo gocciolamento. Seccando e perdurando lì, naturalmente, senza che nessuno intervenga, come un comandamento dell’inciviltà. Il colpevole del gesto barbaro può andar fiero; ha fatto…
Tra tante brutture di vandalismo graffitaro che imperversano nelle meno celebrate e seminascoste viuzze del centro città, in vicolo Ponte Nuovo è avvenuto il “miracolo” della rinascita, della rivincita del bello, del rinascimento dallo sfacelo del degrado. Grazie all’originalità d’uno street artist ed ai “mecenati” proprietari d’un bed and breakfast , lo stretto e breve percorso nel dedalo storico veronese ha trovato una nuova dimensione, diventando richiamo e sosta alternativa, non solo turistica. L’artista urbano Lucio Sartori, originario di Rovereto, che si firma LSD69, cioè, Lucio Sartori Del 69 (niente a che fare con la potente sostanza psichedelica LSD, acronimo dal tedesco Lysergsäurediethylamid, dietilamide…
Un vecchio edificio abitativo e commerciale abbandonato e caduto nella più ingloriosa decadenza e forse alla tappa finale. Con tutto il carico di vite ed attività che nel passato vi ruotava diventato, ora, solo ricordo per nostalgici anziani. Si regge ancora in piedi all’angolo tra le vie Fiume ed Aquileia, in Borgo Roma, con gli avvisi di “edificio pericolante” che sconsigliano qualsiasi accesso curioso. Anzi, sarebbe meglio girarci alla larga, considerata la minaccia d’un deprecabile, improvviso crollo che potrebbe coinvolgere chi cammina sul marciapiede o sulla strada, non proprio a distanza di sicurezza certa. Il fatto che il caseggiato sia…
Ha fatto di necessità virtù chi ha scelto, non si sa per quanto tempo, un illustre ambito architettonico come il Cortile del Tribunale (o Palazzo di Cansignorio od ancora Palazzo del Capitanio, edificato attorno al 1363), negli immediati pressi delle piazze Erbe e dei Signori, per sistemarsi tranquillamente da senza-fissa-dimora. A parte gli inevitabili spifferi ed il freddo d’autunno inoltrato, lo spazio che la signora ha occupato con le sue povere cose da errabonda è, per assurdo, quasi invidiabile: per “tetto” il porticato plurisecolare e per “compagnia” il busto bronzeo, con mensola marmorea su marmo bianco, di Felice Cavallotti…
Organi preposti da applausi! Dopo la segnalazione all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) del Comune di Verona e la pubblicazione dell’emergenza ne “Il Giornale dei Veronesi”, l’area tecnica di Amt3, tramite la ditta incaricata, ha provveduto celermente a far ristabilizzare verticalmente il pesante supporto al segnale stradale che, fortemente inclinato, correva il rischio di spezzarsi e di coinvolgere nella caduta persone o cose. L’Urp ha ringraziato la nostra testata per la collaborazione. Non la prima e nemmeno l’ultima al fine del bene comune.
