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Interrogativi ed apprensione per le condizioni d’una parte del muretto protettivo sul piano stradale d’un ponte in via Lazzaretto (sul lato sinistro, provenendo da via del Pestrino) che supera il canale industriale Marazza (con acqua dall’Adige all’innesto con l’altro canale Milani, nel bacino di carico della centrale di Sorio Vecchia). Il Marazza, progettato, in collaborazione col suo collega Roberto Perego, dall’ing. Ettore Marazza nel 1889 ed a cui fu intitolato, venne concluso nel 1903 con lo scopo di far funzionare le turbine della centrale di Santa Caterina o di Colombarolo, funzionante dal 1904 per alimentare il cotonificio “Festi-Rasini”…

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Un bene storico ben poco conosciuto e vedibile, in qualche maniera di fortuna, solo dall’esterno. È una chiesa dall’architettura romanica (stile ispirato al romano antico diffuso in Europa dalla fine del X secolo fin quasi alla metà del XII secolo, prima dell’avvento del gotico) che si trova all’interno d’un contesto rurale a corte privato, a lato di via Lazzaretto (nella zona periferica di Porto San Pancrazio) che porta, appunto, verso le vestigia del lazzaretto edificato nei pressi del fiume Adige tra il 1549 ed il 1628, su asserito progetto dell’architetto ed urbanista Michele Sanmicheli. Nessuna indicazione o tabella…

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   Incredibile e grave! Un post datato 13 febbraio 2024 sul profilo in X (ex Twitter) di Gabriele Carrer (@gabrieleCarrer di @formichenews – @HuffPostItalia, https://formiche.net/ – www.huffingtonpTost.it), informa che giornalisti italiani (oltre a stranieri) impegnati per servizi nelle aree del conflitto russo-ucraino sono stati monitorati dall’intelligence estone e citati in una sorta di lista di proscrizione girata o diffusa chissà dove e per quali scopi (il Servizio di sicurezza dell’Ucraina, SBU, Služba bezpeky Ukraïny, è certo già a conoscenza dell’elenco).    Carrer pubblica 19 nominativi sotto le specifiche “Russian influence activities” (“Attività d’influenza russa”) e “A selections of participants in…

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Scambio sottobanco con i due americani che hanno ucciso il carabiniere Marco Cerciello Rega? Qualcosa non torna nella sbandierata pseudo vittoria di Giorgia Meloni nel suo sbaciucchiante approccio con Biden riguardo al caso di Chico Forti, condannato negli Stati Uniti all’ergastolo nel 2000 per un omicidio dai molti lati oscuri e detenuto dapprima al Dade correctional institution di Florida City e poi al South Florida reception center di Doral. Già il 23 dicembre 2020 l’allora ministro (sui generis) degli Affari esteri, Luigi Di Maio aveva annunciato, con i soliti toni trionfalistici di chi asseriva d’aver “sconfitto la povertà”…

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Sono state “pizzicate” in giro ulteriori sacche d’inciviltà, spicciole discariche abusive e della malvivenza inquinante, nell’ormai abituale indifferenza di chi vede e va e di chi dovrebbe provvedere con urgenza e non lo fa. In via Basso Acquar    In direzione centro, davanti ad un’apertura non chiusa di un’area recintata e con tanto d’abbondanza di moniti (“Divieto di scarico. I trasgressori saranno puniti a norma di legge” e “Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori”, sic) qualcuno, scambiando forse le proibizioni ad inviti per fare il contrario, vi ha lasciato tutto quanto di cui voleva disfarsi. Mobili e componenti…

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San Giovanni Lupatoto (Verona) – Transitando in via Federico Garofoli, lasciando il centro alle spalle in direzione di Palazzina e Verona, si può scorgere, sulla destra, un reperto risalente ai tempi in cui il territorio faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia. Solitaria e dimenticata dai contemporanei, svetta sbilenca, addossata all’interno d’una bassa muratura che recinge un parcheggio di attività imprenditoriali, una croce in marmo su un massiccio basamento. Intaccata da fattori inquinanti (il flusso stradale che le passa davanti è alquanto rilevante) e da restauri negati, reca una datazione a malapena leggibile: 1761. Sopravvissuto per… forza…

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Una chiesetta in disparte, nascosta alla vista della soprastante e trafficata via Tombetta, nel vicolo Basso Acquar a ridosso del canale Camuzzoni, I divieti d’accesso d’ambo le parti nel vicolo (a parte il traffico consentito a residenti ed operatori) isola maggiormente il luogo. Se non si sa che sia lì presente, è difficile che si scopra casualmente. Si tratta dell’ex tempio cattolico dedicato a San Gaetano Thiene (Vicenza, ottobre 1480 – Napoli, 7 agosto 1547, cofondatore dell’Ordine dei chierici regolari teatini, proclamato santo da papa Clemente X il 12 aprile 1671, definito “Santo della Provvidenza” e con sua memoria…

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Quel che resta del giorno… della manifestazione pro Palestina e contro la rassegna fieristica internazionale EOS (European Outdoor Show) di caccia, tiro sportivo, pesca e nautica, osteggiata per la presenza espositiva di case produttrici di armi. “Quel che resta del giorno” (“The remains of the day”), come il titolo del film del 1993 diretto da James Ivory, interpretato, tra gli altri, da Anthony Hopkins ed Emma Thompson, ambientato tra gli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso nel Regno Unito. Nel caso nostrano, quel che resta del giorno (il 17 febbraio scorso) della sfilata di attivisti filopalestinesi nelle…

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Affacciata sulla piazza e sullo stradone omonimo, sorge la chiesa di San Tomaso (o Tommaso) Becket, nota di più come di San Tomaso Cantuariense, nei pressi del ponte Nuovo e del corso dell’Adige. L’edificio sacro è intitolato, appunto, a Thomas Becket (Londra, 21 dicembre 1118 – Canterbury, 29 dicembre 1170), dapprima lord cancelliere del Regno d’Inghilterra dal 1154 e, poi, eletto arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra nel 1162. In contrasto col regnante Enrico II (Il Plantageneto, primo re della dinastia plantageneta od angioina, Le Mans, 5 marzo 1133 – Chinon, 6 luglio 1189) venne ucciso, infine, a…

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Secondo dati Istat (Istituto nazionale di statistica) al 1° gennaio 2023, i russi residenti nella provincia scaligera sono 649 (150 maschi e 499 femmine, con un incremento del 6,2% rispetto all’anno precedente) mentre a Verona città ammontano a 284 (57 e 227). In Veneto costituiscono un totale di 2.684 (575 e 2.109). In città, il culto ortodosso connesso al Patriarcato di Mosca (Chiesa ortodossa autocefala) retta da Cirillo I (Kirill, al secolo Vladimir Michajlovič Gundjaev, Leningrado, attuale Sankt-Peterburg, 20 novembre 1946, sedicesimo patriarca di Mosca e di tutte le Russie, capo della Chiesa ortodossa russa) è officiato nell’ex…

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È proprio bastian contrario e per niente spiritoso chi insozza il tratto di terrapieno esterno del bastione di Santo Spirito, risalente al 1836, nel Parco delle Mura, che dà su Porta Palio e viale Luciano Dal Cero. L’attualità ecologica, qui, non è rose e fiori: riferisce di rifiuti di vario genere in putrefazione, scarpe abbandonate, bottiglie di vetro e plastica, lattine e tetrapaks dispersi, cumuli di immondizie, coperte fradice, carte stagnole bruciacchiate per scaldar sostanze stupefacenti, perfino due souvenir con calamita di Venezia (chissà come e perché finiti lì, tra erba e terra).    Anche se non certo…

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Non solo nel Cimitero Monumentale di Verona, edificato gradualmente dal 1828 ed opera dell’architetto Giuseppe Barbieri (Verona, 2 dicembre 1777 – Verona, 10 gennaio 1838), vige il doveroso rispetto a defunti impropriamente definiti “comuni” (perché mai nessun essere umano è “comune”, in quanto soggetto unico a tutto tondo) e per personalità che, in un modo o nell’altro, hanno dato lustro alla città o sono entrati nel ricordo collettivo per rimanervi. E se il Pantheon Ingenio Claris del camposanto principale costituisce un po’ il sancta sanctorum del complesso, con le tombe di tanti illustri personaggi nelle più disparate discipline,…

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Hanno avuto vita breve le scritte rosse del repertorio no vax apposte da ignoti su muri d’un lato di via Niccolò Copernico, di fronte ad un’entrata del centro commerciale “Adigeo”.    Il… colpo di mano (“armata” di spray) ha avuto pronta documentazione da parte de “Il Giornale dei Veronesi” e, dopo essere stato fotografato da una pattuglia della polizia, s’è provveduto alla sua copertura con colore grigio e scuro, lasciando ancora “vivi” (chissà perché) schizzi graffitari estranei alla dialettica antivaccinista ma pur sempre vandalici e sgradevoli. Anche se la soluzione adottata, con due diverse tonalità di colore date sulle…

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   L’ho saputa solo navigando in Internet. La triste notizia, purtroppo, non l’avevo colta a suo tempo. Stefania (Stefana per l’anagrafe) Benenato, sorella del grande attore, comico, cantante e conduttore televisivo Franco Franchi (al secolo, appunto, Francesco Benenato), era deceduta il 2 agosto 2022 all’età di 89 anni a Palermo. La stessa città dove, il 27 febbraio 2011, mi recai da Verona per ricevere l’attribuzione del primo premio assoluto per tre mie opere al VI° Concorso nazionale di poesia “Ugo Foscolo”, indetto dalla locale Accademia Nazionale di Lettere, Arti e Scienze “Ruggero II di Sicilia”. La cerimonia di…

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Con strategia sempre più sfacciata e contando sul fatto di farla franca finché dura, gli inquinatori della porta accanto (cioè concittadini dall’apparenza irreprensibile di chi semplicemente non è ancora stato colto in flagranza) persistono nel disfarsi di quanto non serve più od è immondizia scomoda. Sono azioni inquinanti dell’ambiente e nocive alla salute pubblica attuate come se non esistessero sistemi ben più opportuni e civili per lo smaltimento di rifiuti, tipo quelli proposti da Amia, Azienda multiservizi di igiene ambientale, per il ritiro gratuito di ingombranti (possibile contattando il numero telefonico 045 8069213) o per il conferimento altrettanto…

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1 – Il rinoceronte sulla testa   Brescia – È provocatoria, stimolante e dall’indifferenza impossibile la scultura-installazione “Il peso del tempo sospeso” del bresciano Stefano Bombardieri, collocata a penzoloni nel Quadriportico della centrale piazza della Vittoria ed inaugurata il 23 dicembre 2020. Raffigura un maestoso rinoceronte lungo quattro metri, in fibra di vetro. Secondo l’autore dell’opera, simboleggia «una condizione umana, uno stato d’animo di sospensione al di fuori dalla realtà e dalla vita terrena». Stando sempre a Bombardieri, classe 1968 e figlio d’arte di Remo, il particolare animale «è metafora del concetto di peso ed è sospeso, come spesso…

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Altro blitz dei no vax nel segno del vandalismo gratuito. E, soprattutto, impunito (come da copione). Loro slogans oltranzisti (a torto od a ragione) sono stati messi rosso su bianco nei muri laterali di via Niccolò Copernico (di fronte ad un ingresso del centro commerciale “Adigeo”).    Graffianti e lapidarie le “parole d’ordine” scritte: “Il vax uccide”, “Se non ti sei accorto il governo ti vuole morto”, “Il governo mente”, “Stato nazista assassino di bambini”, “Fuck agenda 2030”, “ViVi libero”. A prescindere da qualsiasi giudizio di merito riguardo alle specifiche rivendicazioni, rimane il fatto che superfici murali…

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Negrar di Valpolicella (Verona) – Quella che era solo Negrar (fino all’8 febbraio 2019, denominazione più completa dopo l’esito del referendum regionale consultivo del 21 ottobre 2018 in cui votò, purtroppo, solo il 14,77% degli aventi diritto, cioè 2.060 su 13.949 persone) conserva ancora sacche della semplicità popolare d’un tempo, gomito a gomito, purtroppo, alla conservazione per andazzo spontaneo e ad un incomprensibile, urtante degrado. Infatti, nell’area centrale del paese, si possono vedere alcune case d’epoca, anche di pregio architettonico, in decadenza accanto ad altre ben conservate, con decorazioni, affreschi e dipinti esterni. Il senso d’abbandono di certe…

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Isola della Scala (Verona) – Degrado che non degrada. Anzi, evidentemente, aggrada. Il gioco di parole, dal sarcasmo amaro, riguarda le due rientranze di sosta, l’una di fronte all’altra, sulla strada statale 12, poco prima (venendo da Buttapietra) della deviazione verso Isola della Scala. Le piazzole servono soprattutto alle fermate per la salita e discesa degli utenti degli autobus dell’ATV (Azienda Trasporti Verona) nelle due direttrici.    Come segnalato ancora il 7 dicembre 2021 (https://ilgiornaledeiveronesi.it/notizie-verona/laltra-verona-divieti-di-scarico-beffati-a-margine-della-statale-12/), quando l’indecorosa situazione d’abbandono di scarti vari era comunque già rilevante, il luogo persiste ad invogliare il liberarsi di tutto, nonostante impotenti cartelli…

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Tra le ore 11.30 e le 12.00 di venerdì 28 gennaio 1944 una formazione aerea del 301st Bomb Group dell’USAAF (United States Army Air Force, Aeronautica Militare degli Stati Uniti), composta addirittura da 120 Boeing B-17 Flying Fortress (Fortezza Volante) e da bombardieri medi bimotori, iniziò un terrificante attacco su Verona con l’obiettivo primario d’interrompere i collegamenti dello strategico crocevia ferroviario di Porta Nuova e, soprattutto, i trasporti da e verso il Brennero e la Germania. Sganciando centinaia di bombe da circa 10mila metri d’altezza, l’incursione americana colpì strutture, binari, treni, coinvolgendo nella rovina la Cartiera Fedrigoni, la…

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Da Verona al lavoro coatto nel Lager Itzling di Salisburgo.E la lunga fuga a piedi per scampare alle eliminazioni Il Giorno della Memoria mi coinvolge emotivamente, sull’onda di quanto vissuto da mio padre Luigi (Brescia, 22 marzo 1921 – Verona, 10 gennaio 1993), costretto a partire per ordine dei nazifascisti come lavoratore coatto da Verona a Salisburgo (nell’Austria dopo l’Anschluss, Annessione, al Reich tedesco), nel Lager Itzling, dove sgobbò fino alla sua fuga per sottrarsi a temute esecuzioni di massa. Riuscii a ricostruire a grandi linee la sua vicenda partendo delle scarse informazioni che mi diede, aggiungendo poi la…

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La coincidenza che, il 9 gennaio 2019, è diventata incontro con la cronaca ed il dolore altrui, quelli più tragici e lancinanti. Con Domenico Megalizzi, allora di 59 anni (residente a Trento e con lavoro a Rovereto presso Rfi, Rete ferroviaria italiana), padre di Antonio, 29 (nato a Reggio Calabria il 15 maggio 1989 e poi trasferitosi con la famiglia a Trento), laureato in Scienze della comunicazione nel Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona nel 2014 e già collaboratore della sede Rai di Trento per la quale curava un programma radiofonico intitolato “Tesi di laurea”. Nonché…

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Ha dell’incredibile quanto documentato. Preparazione e consumo di sostanze stupefacenti comodamente seduti ad un tavolo in marmo all’esterno della Tomba di Giulietta (nonché sede del Museo degli Affreschi “Giovanni Battista Cavalcaselle”), in via Luigi da Porto 5. A poca distanza, oltretutto, dal Comando Centrale e dalla Centrale Operativa della Polizia Locale di Verona, in via del Pontiere 32a. Ormai i fumatori (o sniffatori/pippatori) non si preoccupano nemmeno più di trovarsi un luogo “riservato”, nascosto alla vista dei passanti. Forse perché convinti della privacy rispettatanonostante il luogo sia frequentato dai turisti e si trovi vicino al via vai di…

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San Peretto di Negrar di Valpolicella – L’hanno già fatto. Lo fanno ancora. E certo lo rifaranno. Non smette la cattiva abitudine di riversare materiale di scarto a ridosso dell’antica edicola dedicata a Maria Vergine del Carmelo che fa parte della muratura esterna d’una proprietà vitivinicola, a destra venendo da Arbizzano, lasciata la strada del Recioto, sulla provinciale 12 ed all’inizio di via Tomenighe di Sotto che porta alla caratteristica frazione di San Peretto. Frazione che vanta nei suoi immediati paraggi, oltre a scorci pedemontani e di buon tempo andato, la chiesa in stile romanico di San Pietro…

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È una brutta curva a gomito, quella di via del Pestrino a tu per tu con l’Adige e che costeggia il prospiciente complesso dell’ex Forte “Santa Caterina” (eretto ed intitolato in epoca austriaca al feldmaresciallo Heinrich Hermann Josef von Hess ed ora interessato da recupero e riassetto generali). Brutta per la sua pericolosità viabilistica ma vegliata e protetta dalla presenza, all’angolo, della chiesa dedicata alla Beata Maria Vergine Addolorata, con annesso monastero di clausura delle Serve di Maria Oblate Sacerdotali, abitudinariamente chiamate “suore del Pestrino”.    La porta d’ingresso al convento è al civico 56 della via, dove un…

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Da stazione-regina (inaugurata nel 1847) nel collegamento verso Venezia a secondo scalo della città. Complementare, non certo inferiore all’epoca e non solo per ragioni militari e logistiche ma pure in quanto ubicata gomito a gomito con le Officine Grandi Riparazioni (Officine centrali del Lombardo-Veneto), stabilimento industriale eretto tra il 1847 ed il 1851 e specializzato nel riassestamento di carrozze e carri danneggiati e nella produzione di caldaie a vapore dapprima e di locomotive in seguito, con relative manutenzioni. Officine tuttora operanti di Trenitalia, nell’ammodernamento continuo, nella revisione delle locomotive elettriche. Il tutto avvenne dopo la costruzione del ponte…

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