Browsing: L’Altra Verona…

In Borgo Roma, via Campagnol di Tombetta, in direzione di via Pestrino, scende a superare sulla sinistra, in una stretta curva, un edificio che, con archi, colonne e copertura merlata, costituisce una curiosa imitazione architettonica di tempi ben più antichi di quelli d’erezione, nei primi anni ottanta del XIX secolo.    Il singolare “castelletto”, costruito a lato d’un angusto angolo di percorso periferico, funge da presa di portata d’acqua dal fiume Adige verso l’imbocco del canale Giuliari che, dopo qualche chilometro, si congiunge col canale Milani a San Giovanni Lupatoto e, poco oltre, incontra ancora il sinuoso corso dell’Adige.…

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Il dizionario Treccani, che la sa lunga, definisce il “viale” come “ampia via urbana o suburbana per lo più caratterizzata dalla presenza di alberi piantati lungo il suo percorso, spesso divisa in due, tre o più carreggiate mediante marciapiedi spartitraffico alberati e, a volte, sistemati a giardino… ecc. ecc…”. L’idilliaca spiegazione di viale (come Dio comanda) fa a pugni, però, con la realtà sotto gli occhi di tutti del nostrano viale della Fiera (congiunzione di via Giovanni Scopoli con stradone Santa Lucia, nelle immediate adiacenze di Veronafiere) che, ad un lato, costeggia i resti dell’ex Manifattura tabacchi ora…

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Un’edicola della Pietà dalla facciata scrostata, intaccata dall’umidità, con epigrafi marmoree attorno alle fessure per l’elemosina, nella parte inferiore, ormai illeggibili. Si trova in via Antonio Rosmini, a sinistra rispetto all’accesso all’area di parcheggio di vari organismi tra cui gli istituti “Antonio Provolo” e “Michelangelo Buonarroti”. La scritta sotto al basamento sacro centrale, protetto da un vetro, ricorda: “FV QVI DAL 1543 AL 1722 VNA CHIESETTA / A CVI NELLA STRADA VICINA FV SOSTITVITA / S. MARIA DEL PIANTO / DETTA DEI COLOMBINI”. Quest’ultimo edificio religioso viene menzionato a pag. 118 di “1889 Guida provinciale veronese. Civile, militare,…

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Vicolo Case Rotte è un acciottolato tra salita Fontana del Ferro (dominata da Villa Francescatti, residenza nobiliare del XVI secolo) e l’inizio di via Fontana di Sopra (presso l’Istituto Sorelle della Sacra Famiglia).    La stradina a senso unico sbuca in via Fontana del Ferro e conserva ancora aloni poetico e romantico nonostante debba vedersela con gli imbrattapareti che, anche qui, si sono sfogati certi di farla franca. Per fortuna, gli odiatori seriali delle proprietà pubblica e privata, “armati” di spray, non si sono accaniti sul datato e massiccio muro di delimitazione a sinistra, sormontato da rampicanti e nemmeno sulle…

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Sgradevole riscontro nei Giardini Oriana Fallaci in Riva San Lorenzo, nel suggestivo lungadige tra i ponti di Castelvecchio e della Vittoria. È sparita la tabella con notizie biografiche della giornalista, scrittrice ed attivista (Firenze, 29 giugno 1929 – Firenze, 15 settembre 2006) sulla quale aveva puntato l’indice un servizio (con foto e video), pubblicato il 9 giugno 2022 nella rubrica “L’Altra Verona…” de “Il Giornale dei Veronesi” (https://ilgiornaledeiveronesi.it/rubriche/laltra-verona/laltra-verona-loltraggio-alla-memoria-di-oriana-fallaci-nei-giardini-a-lei-dedicati-in-riva-san-lorenzo/). Il servizio, oltre a descrivere le condizioni del pannello con note informative a terra appoggiato al basamento metallico, deturpato da segnacci gocciolanti e da adesivi appiccicati, aveva sottolineato lo squallido…

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Un’arteria minore cittadina in… caduta libera. È via Dietro Campanile San Tomaso, tra stradone San Tomaso e via Giosuè Carducci. Negli immediati paraggi, appunto, della chiesa di San Tomaso Becket (dedicata a Thomas Becket, Lord cancelliere del Regno d’Inghilterra, poi arcivescovo cattolico di Canterbury e primate d’Inghilterra, Londra, 21 dicembre 1118 – ucciso da scherani del re Enrico II nella cattedrale di Canterbury il 29 dicembre 1170, proclamato santo nel febbraio 1173), più nota come chiesa di San Tomaso Cantuariense. L’attuale chiesa di San Tomaso sarebbe l’ampliamento d’un precedente edificio religioso intitolato alla Vergine Annunciata accanto ad un altro…

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Una lastra marmorea d’indicazione di via Molinara, in Borgo Roma, inserita nella muratura esterna della basilica minore e santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino (al secolo la normanna Marie-Françoise Thérèse Martin, Alençon, 2 gennaio 1873 – Lisieux, 30 settembre 1897), dalla consacrazione avvenuta nel 1905. Targa rotta da così tanto tempo al punto che nemmeno i più anziani abitanti sono in grado di citare il periodo approssimativo del danno. Tabella senza alcun intervento “miracoloso” (nemmeno della “confinante” Santa Teresa) che possa rimediare alla breccia provocata da chissà quale evento. Ma che, in ogni caso, contiene ancora nell’incavo i…

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Non sembra trovare pace la sezione di Verona dell’Associazione Nazionale Bersaglieri costretta a far fagotto in fretta e furia, nell’estate del 2020, dalla sede di via Cantarane 1b (inaugurata in pompa magna il 14 dicembre 2014) trovando ospitalità provvisoria presso un’associazione amica ubicata nel contesto dell’ex Forte Lugagnano (ex Werk Kronprinz Rudolf austriaco, edificato tra il 1860 ed il 1861), poco fuori San Massimo all’Adige. La drastica velocità imposta per lo sfratto aveva senso, dato che l’esterno dell’indirizzo in via Cantarane parla ancora dei bersaglieri e non risultano nessun altro utilizzo e nessuna eventuale ristrutturazione? Anzi, sono evidenti i…

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Svelano sconcertanti “sorprese” certi angoli nascosti del vecchio parco San Giacomo, polmone verde “ereditato” dall’ex ospedale psichiatrico provinciale (appunto di San Giacomo di Tomba, operante a fasi alterne dall’inizio del XVI secolo fino al termine degli Anni Sessanta del secolo scorso – in proposito, leggere l’articolo https://ilgiornaledeiveronesi.it/rubriche/verona-ricorda/laltra-verona-le-pericolanti-vestigia-dellex-ospedale-psichiatrico-provinciale-di-tomba-nelloblio/, nella rubrica “Verona ricorda…” de “Il Giornale dei Veronesi”) preesistente al Policlinico “Giovanni Battista Rossi” di Borgo Roma, inaugurato il 20 settembre 1970.    Di fronte alla cella salme (dove vengono onorati i defunti prima del loro trasporto su automezzi delle pompe funebri verso i funerali) un muro di recinzione, forse contemporaneo del…

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Via XX (o 20 od ancora Venti) Settembre, una strada dall’illustre passato perduto. I fasti d’un tempo, quello dei palazzi signorili, delle fonderie artistiche, della cultura nobile e popolare insieme, della veronesità più schietta valorizzata da pittori e poeti, hanno lasciato il posto ad una decadenza generale e ad un avvilente senso d’abbandono, uniti a forti mutamenti sociali in una nuova dimensione multietnica. Sono ormai ben lontani i momenti d’orgoglio all’entrata foriera di speranze delle truppe italiane a Verona, il 16 ottobre 1866, dopo l’annessione al Regno d’Italia ed il ritiro delle truppe austriache. Fatto storico menzionato…

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Costituiscono un rischio soprattutto per i più anziani. Camminando disattenti, infatti, è facile inciampare in cubetti di porfido divelti dal lastricato stradale od in spazi pedonali dove i blocchetti mancano. Noti anche come bolognini o sampietrini/sanpietrini, costituiscono una caratteristica della pavimentazione pubblica di vari centri storici cittadini, Roma in testa, doverosamente sottoposta ad interventi continui di ripristino per evitare danni a persone od alla circolazione. L’urgenza d’un pronto rimedio riguarda casi nelle vie Pellicciai e Cappello, come da foto scattate nel pomeriggio di ieri, 1° dicembre. Con l’afflusso continuo di gente, il pericolo d’incespicare e di cadere, anche con gravi…

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Forse, i vaghi avanzi dell’affresco sulla facciata dell’edificio in via Nicola Mazza 79 avrebbero meritato, come… premio di consolazione dal degrado, almeno la loro salvaguardia così com’erano, nebbioso ricordo di forme e colori perduti. Invece no! Non bastava l’offesa del tempo e delle generazioni. Ci voleva l’ennesimo oltraggio, l’affronto finale, il marchio del vandalismo idiota: il lancio d’un qualcosa di liquido (inchiostro nero?) che ha imbrattato la parte inferiore, a sinistra, con relativo gocciolamento. Seccando e perdurando lì, naturalmente, senza che nessuno intervenga, come un comandamento dell’inciviltà. Il colpevole del gesto barbaro può andar fiero; ha fatto…

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Tra tante brutture di vandalismo graffitaro che imperversano nelle meno celebrate e seminascoste viuzze del centro città, in vicolo Ponte Nuovo è avvenuto il “miracolo” della rinascita, della rivincita del bello, del rinascimento dallo sfacelo del degrado. Grazie all’originalità d’uno street artist ed ai “mecenati” proprietari d’un bed and breakfast , lo stretto e breve percorso nel dedalo storico veronese ha trovato una nuova dimensione, diventando richiamo e sosta alternativa, non solo turistica. L’artista urbano Lucio Sartori, originario di Rovereto, che si firma LSD69, cioè, Lucio Sartori Del 69 (niente a che fare con la potente sostanza psichedelica LSD, acronimo dal tedesco Lysergsäurediethylamid, dietilamide…

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Un vecchio edificio abitativo e commerciale abbandonato e caduto nella più ingloriosa decadenza e forse alla tappa finale. Con tutto il carico di vite ed attività che nel passato vi ruotava diventato, ora, solo ricordo per nostalgici anziani. Si regge ancora in piedi all’angolo tra le vie Fiume ed Aquileia, in Borgo Roma, con gli avvisi di “edificio pericolante” che sconsigliano qualsiasi accesso curioso. Anzi, sarebbe meglio girarci alla larga, considerata la minaccia d’un deprecabile, improvviso crollo che potrebbe coinvolgere chi cammina sul marciapiede o sulla strada, non proprio a distanza di sicurezza certa. Il fatto che il caseggiato sia…

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Ha fatto di necessità virtù chi ha scelto, non si sa per quanto tempo, un illustre ambito architettonico come il Cortile del Tribunale (o Palazzo di Cansignorio od ancora Palazzo del Capitanio, edificato attorno al 1363), negli immediati pressi delle piazze Erbe e dei Signori, per sistemarsi tranquillamente da senza-fissa-dimora. A parte gli inevitabili spifferi ed il freddo d’autunno inoltrato, lo spazio che la signora ha occupato con le sue povere cose da errabonda è, per assurdo, quasi invidiabile: per “tetto” il porticato plurisecolare e per “compagnia” il busto bronzeo, con mensola marmorea su marmo bianco, di Felice Cavallotti…

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Organi preposti da applausi! Dopo la segnalazione all’Urp (Ufficio relazioni con il pubblico) del Comune di Verona e la pubblicazione dell’emergenza ne “Il Giornale dei Veronesi”, l’area tecnica di Amt3, tramite la ditta incaricata, ha provveduto celermente a far ristabilizzare verticalmente il pesante supporto al segnale stradale che, fortemente inclinato, correva il rischio di spezzarsi e di coinvolgere nella caduta persone o cose.    L’Urp ha ringraziato la nostra testata per la collaborazione. Non la prima e nemmeno l’ultima al fine del bene comune.

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Un’indicazione stradale con pesante supporto metallico pericolosamente inclinata, in bilico tra il tranciarsi del tutto e cadere al suolo, magari coinvolgendo qualche malcapitato. Costituisce un serio rischio alla sicurezza, si trova in un luogo del centro cittadino ben frequentato e certo visto (e preso sottogamba) da chissà quanti, anche perché nei suoi immediati pressi c’è pure un bar… La spada di Damocle sulla testa del pedone casuale è all’incrocio tra lungadige Tullio Donatelli, via Ponte Nuovo e lungadige Bartolomeo Rubele, arterie con circolazione di automezzi soggetta alla Zona a traffico limitato e da lavori in corso in via Ponte…

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   Una piazzola a lato di via Germania, allo sbocco da via Ferdinando Porsche. Luogo abituale di sosta di autoarticolati anche internazionali, con autisti che si sobbarcano ore di guida su autostrade e percorsi alternativi portandosi dietro (come il filosofo greco Diogene di Sinope detto il Cinico – Sinope, 412 a. C. circa – Corinto, 10 giugno 323 a. C. – che viveva in una botte aperta) il loro micromondo esistenziale. Cioè, cuccetta in cabina per dormire e dotazioni spesso di fortuna per farsi da mangiare in assenza od in sostituzione delle classiche “trattorie da camionisti” (passate icone della ristorazione…

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La memoria d’una tragedia danneggiata prima e svilita ora, perfetto ritratto d’un ormai dimenticato retaggio di dolore. In viale del Lavoro, in direzione del centro città, di fronte a Veronafiere e quasi all’incrocio con viale dell’Agricoltura, un albero al lato destro della strada conserva ancora fiori di plastica impolverati e stinti ed un consumato lumino alla sua base in ricordo d’un tragico episodio avvenuto attorno alle ore 2:00 della notte tra il 16 ed il 17 ottobre 2010. Quando, cioè, un’auto Volkswagen Lupo con due romeni sui vent’anni a bordo, proveniente da viale Piave ed intenzionata a svoltare in…

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Persistono e, anzi, aumentano le situazioni di degrado a margine di strada del Vignale, congiunzione secondaria di proseguimento di strada Le Grazie, tra la zona del Policlinico di Borgo Roma e Ca’ di David. Le circostanze, già riferite da “Il Giornale dei Veronesi” (il 15.09.2021, https://ilgiornaledeiveronesi.it/rubriche/laltra-verona/laltra-verona-incivili-che-riversano-detriti-sul-luogo-dun-omicidio/ ed il 20.01.2022 https://ilgiornaledeiveronesi.it/rubriche/laltra-verona/laltra-verona-incivilta-e-disperazione-in-strada-le-grazie/), non sono ancora state risolte, come d’obbligo, dagli organi istituzionali. Così, continua imperterrito il riversamento di materiali di scarto edilizio (tra cui nocive coperture in eternit) in uno spiazzo laterale dove, nella notte tra il 30 aprile ed il 1° maggio 2002, venne commesso un omicidio (ricordato da…

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“Aggiornamenti” murali in strada Le Grazie, arteria che si dirama da via Regina Adelaide, in Borgo Roma e che, confluendo in strada del Vignale, sbuca in via Ca’ di Aprili, a Ca’ di David. Poco prima del sottopasso a senso unico alternato da semafori (dove sopra scorrono l’A4 Torino-Trieste e la tangenziale sud), provenendo dai dintorni del Policlinico, i soliti impuniti imbrattamuri condividono spazio con grafomani dagli “sfoghi” di “protesta esistenziale” connessi all’attualità. Galeotta è l’emergenza da Covid-19 che tiene ancora banco e le relative risposte governative che hanno aggirato (o raggirato?) la Costituzione. Evidentemente, metodi ed obblighi…

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Dietro le quinte della Motorizzazione Civile di Verona. Civile? Non è certo colpa esclusiva della struttura tecnico-amministrativa statale quanto cela il… “lato B” della sede canonica in via Apollo 2, cioè l’entrata dal retro verso il Centro prove autoveicoli accessibile provenendo dall’incrocio tra viale delle Nazioni e strada della Genovesa, dove l’occhio anche meno attento può “scoprire” un vero obbrobrio inquinato ed inquinante promiscuo. Facendo, infatti, anche solo una veloce “escursione” nei paraggi esterni di quest’accesso alla Motorizzazione Civile, qualsiasi normodotato può constatare un “menù” di inadempienze alla più banale civiltà (istituzionalmente intesa). E pare impossibile che…

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Non trova pace e decenza lo spazio sotto la pensilina esterna di Veronafiere, in viale del Lavoro, già oggetto di segnalazioni da parte de “Il Giornale dei Veronesi” (il 7 ottobre ed il 30 dicembre 2021) riguardanti a degrado igienico-sanitario ed a presenze (soprattutto notturne, per dormire tra coperte di dubbia pulizia) di sbandati e senza-fissa-dimora.    Nonostante il luogo sia, come sempre, frequentato da lavoratori ed utenti nelle ore diurne per uffici e servizi qui ubicati (ufficio postale, banche ecc.), l’inciviltà di terzi persiste in maniera sempre più sfacciata, trasformando ogni angolo disponibile in un triviale orinatoio a… pensilina…

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Nella selva ai bordi estremi della città, al cospetto d’un cadente edificio, con chissà quale retaggio, nascosto alla curiosità dei più (ma ben noto al vandalismo dei meno), tra rigogliosa vegetazione ed abbondanza di piante di susino e di rosmarino. È qui, a sinistra rispetto all’ingresso a Forte “Azzano” (nucleo difensivo austroungarico datato 1861 ed originariamente denominato “Werk Neu Wratislaw”, raggiungibile da una diramazione di strada La Rizza ed oggi parzialmente utilizzato quale base operativa della Protezione civile), che si nasconde una micro-area lasciata al suo degradante destino d’abbandono. Se la pacchiana vergogna pubblica (anche con riferimento a presenze di…

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Era l’ultima spiaggia di chi, anche e soprattutto nelle estati passate, per scarsità di pecunia non poteva permettersi rive di qualche mare o lago ben più gettonate o desiderabili.Il fiume Adige sottomano nel percorso cittadino, con la frescura della fitta vegetazione che ripara dal sole certi suoi frequentabili scorci sabbiosi, ha riconfermato l’“arte” italiano-veronese dell’arrangiarsi.    Una di queste frequentate “riviere fai-da-te”, ubicata oltre lungadige Catena, di fronte a lungadige Attiraglio, aveva un nomignolo che s’ispirava a spiagge yankee di Florida o di California: Catena Beach. Ragazzi, adulti ed anziani vi passavano giornate intere, sdraiati all’ombra, magari cuocendo su griglie…

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Della serie “ruderi & indifferenza”. In via del Pestrino, poco dopo la scuola materna a destra, in direzione di Porto San Pancrazio, solo un occhio che “sa e ricorda” può rintracciare, sulla sinistra, pressoché ingoiato da piante rampicanti, alberi e cespugli inselvatichiti, i resti d’una casa (o d’un rustico) in pietra grezza mai completata e men che meno abitata. Gli anziani che abitano nei paraggi hanno sempre visto quel moncone rurale diroccato, senza tetto, in eterna attesa d’una (improbabile) conclusione o d’una (definitiva) demolizione. Difficile datare i resti, quasi completamente celati da edera, arbusti spinosi e piante varie, fuori e…

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