Browsing: L’Altra Verona…

   Degrado in penne e piume, come altrove, in un sudicio e fatiscente portico di via Luigi da Porto, parte dell’ex fabbricato del campo fiera cavalli (realizzato, secondo vari lotti di lavori, tra il 1897 ed il 1928),  nell’ambito degli Orti di Biadego, oltre le mura comunali di Verona, tra il fiume Adige e l’odierna via del Pontiere. In questo spazio coperto (accanto ad un frequentato ufficio postale), dove prima dormivano e campavano in luridi addiacci dei senza fissa dimora poi allontanati, ora spadroneggiano indecenza, sporcizia ed un diffuso olezzo d’orina (segno d’assente volontà istituzionale di ripristino strutturale anche…

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Miserie vandaliche e strutturali alla confluenza tra via Scuderlando e viale dell’Agricoltura, tra la Basilica di Santa Teresa di Gesù Bambino ed il tratto che va ad incrociarsi con viale del Lavoro (davanti all’ingresso principale di Veronafiere). Una banale verifica diretta a piedi conferma quanto si vede passandovi davanti in auto: pessime condizioni esterne del muro perimetrale d’un edificio che, probabilmente, è o sarà interessato dalle ristrutturazioni, secondo il piano urbanistico che ha coinvolto, rigenerandoli, gli ex Magazzini Generali. Intanto, la struttura fatiscente è quella che è: un “monumento” al degrado che non fa fare bella figura alla…

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Aggiornamento delle gesta vandaliche no vax su muri cittadini. Gli attivisti anti obblighi vaccinali della controversa era Covid-19, a mano… armata di bomboletta spray rigorosamente di color rosso, hanno lasciato in altre vie smaccate tracce di contestazione in peregrinatio, dopo quelle già deturpate dalle loro scorrerie (ad esempio, all’esterno ed all’interno del parco di San Giacomo, in piazza Caterino Stefani, di fronte ad un ingresso laterale all’Adigeo, in via Niccolò Copernico). Sono state coinvolte nell’isteria di dissenso ribelle (che non vuole darsi pace o scendere a compromessi) pareti di edifici in viale dell’Artigianato, presso la Casa d’accoglienza “Il…

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Una storia in due puntate, la prima già raccontata. C’era un volta una porta da amarcord, in via Madonna del Terraglio, all’angolo con vicolo cieco Coeli. Una porta d’entrata al laboratorio d’un mestiere scomparso, una capsula del tempo andato della vecchia Verona. La stinta insegna sovrastante l’architrave marmoreo indica ancora oggi che, lì, lavorava chissà quando un lattoniere (stagnaio, fabbricatore o riparatore di oggetti di latta e lamiere metalliche in genere, saldatore con lo stagno), attività artigianale ormai caduta nell’oblio… Modesto nel suo aspetto, il legno dell’uscio, presente prima da tempo, mostrava evidenti tracce d’uno o più…

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Non vanno giù a molti quelle espressioni ideologiche radicali tra le vie San Cristoforo, Nicola Mazza e Cantarane, nel cuore (affetto dalle… “patologie cardiovascolari” di imbrattamenti e vandalismi) di Veronetta. Ogni deturpazione ha i suoi connotati d’estremismo: “Zona nera”, “CasaPound”, “Siam leoni contro iene” ed altro sui muri, provocazioni sarcastiche dell’8 marzo diventato “8 marcio”, sfide con insulti agli antifa su una centralina elettrica ecc. La moraleggiante scritta “C’è sempre qualcuno più a nord di te”, su un cartello esposto all’esterno d’una finestra, pare un tentativo “buonista” di rasserenare gli animi, di raffreddare eccessi non proprio all’acqua…

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   Nuova incursione di propaganda accusatoria no vax, con scritte dell’abituale color rosso che tacciano i medici pro vaccini d’essere come i “boia nazisti”. Stavolta la vandalica esternazione di chi s’opponeva e s’oppone all’immunizzazione obbligatoria è andata in scena in piazza Caterino Stefani, su un tratto di mura sopravvissute dell’ex ospedale psichiatrico provinciale o manicomio di San Giacomo di Tomba, a lato di via Golino, di fronte alla sede della Circoscrizione 5^ (Borgo Roma e Ca’ di David), in via Pasqualino Benedetti 77. Il messaggio no vax è apparso a sinistra rispetto all’ingresso del vecchio parco di San…

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Poco fuori dalle mura comunali e nei pressi di piazza Bra. S’apre l’altra piazza, ben minore per estensione, denominata Cittadella. Oggi, toponimo riqualificato in spazio aperto con parcheggio multipiano sotterraneo, larga superficie ad usi pedonale e viabilistico, parzialmente pavimentata con pietra calcareo-marnosa (della Lessinia o di Prun), aree verdi, panchine, fontana a più getti, servizi di ristorazione ed igienici. Ieri, storicamente inserita in una vasta area di forma grossolanamente quadrangolare circoscritta tra le mura comunali a nord (dall’Adige ai portoni della Bra), le strutture scaligere a sud (in seguito modificate da veneziani ed austriaci) nel tratto porta…

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Compiacenza al Green Deal dell’Unione europea tra i binari della stazione di Porta Nuova? Sembra che il ripristino della natura, come la strategia politica verde di Bruxelles comanderebbe, sia già realtà in mezzo a rotaie e traversine del principale ambito ferroviario cittadino. Le erbacce, infatti, crescono rigogliose e tranquille, senza rischi di interventi di diserbo tramite prodotti erbicidi o semplice estirpazione mediante zappatura. Evidentemente, lo spettacolo vegetale lasciato a se stesso piace agli organi responsabili locali delle Ferrovie dello Stato Italiane. Ma fa storcere il naso agli utenti (meglio, clienti) più… “tradizionalisti” che preferirebbero una consona e…

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Sono deplorevoli le condizioni di un’area a ridosso del vasto Interporto Quadrante Europa (appartenente al Sistema Consorzio ZAI), raggiungibile da via Sommacampagna e viale Gerhard Richard Gumpert. Nell’estensione a ghiaia, terra e sabbia è stata collocata in deposito, in disuso od in abbandono una notevole quantità di materiale d’armamento che costituisce una sorta di museo ferroviario all’aperto. Rotaie, vecchie traverse in legno e nuove in cemento, paraurti di binari tronchi di ricovero, organi d’attacco (bulloni), apparecchi di binari (scambi, intersezioni, dispositivi di dilatazione ecc.), componenti vari accatastati e dispersi. Tra tanta sciatteria e degrado sarebbe utile…

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I residenti dicono che le scritte vandaliche sono apparse tutte insieme, da un giorno all’altro. Come funghi… velenosi… Fatto sta che vari muri e superfici (contenitore per la raccolta differenziata compreso) attorno all’incrocio tra le vie Legnago e Polveriera Vecchia, in Borgo Roma, sono stati imbrattati dal binomio“Lola Cosmic” (talvolta solo dal termine “Lola”). Perfino una parete d’angolo al primo piano d’un edificio non è stata risparmiata dal blitz graffitaro, con conseguente, banale e spontanea domanda su come abbia od abbiano fatto il singolo o più, presumibilmente in ore notturne e non visti, ad arrivare a quell’altezza…

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Graffitari metropolitani, bombolette spray e… birra (o prosecco, secondo il gusto alcolico e le bottiglie vuote lasciate in giro) . È il “perfetto” connubio da “dietro le quinte” che, in un’area di parcheggio privato seminascosta, poco lontana da ponte Aleardo Aleardi (tra i Giardini San Josémaria Escrivà e via Luigi da Porto, raggiungibile a piedi anche per mezzo d’una scalinata da lungadige Capuleti), ha permesso la realizzazione d’un cocktails di raffigurazioni grottesche, scritte e simbolismi in… technicolor trasformando (o vandalizzando, dando retta a punti di vista diversi) le pareti esterne di edifici pubblici in una sorta di street…

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Quasi al termine di lungadige Galtarossa, in direzione del Nuovo Circolo Ippico Scaligero in località Boschetto, vicino alle arcate del ponte della Ferrovia, un parcheggio sterrato a sinistra è a disposizione di personale ed utenti della vicina sede della Cisl (Confederazione italiana sindacati lavoratori), Unione sindacale territoriale di Verona. Si tratta di un’area situata proprio a ridosso della scarpata che sale verso i binari della linea ferroviaria Verona-Venezia, tra le stazioni di Porta Nuova e Porta Vescovo, poco dopo o prima (rispetto alle direttrici di marcia), appunto, l’attraversamento sull’Adige. Su tutto grava, dall’alto, un casello (o casa cantoniera)…

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Suscita perplessità ed interrogativi, in quanti non siano debitamente informati del pregresso, lo stato d’abbandono in cui versa da anni, ormai, la struttura esterna in stile razionalista, risalente al 1937, dell’ex cinema “Astra”, nella centralissima via Oberdan 13. Quanto s’apre alla vista, inutilmente “censurato” in basso da pannelli con teloni (anche sbrindellati) che delimitano la piazzetta antistante, è d’uno squallore che contrasta con canoni di decenza urbana, di rispetto civico, di tutela d’una propria nomea turistica internazionale. Chiusa la lunga parentesi di proiezioni cinematografiche ed archiviato il progetto di farne in tempi brevi una multisala od un centro…

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L’indecenza trova ancora spazio, in piazzale XXV Aprile, davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, nonostante l’impennata di vigilanza istituzionale da parte di polizia di Stato e locale, carabinieri, guardia di finanza, militari dell’Operazione “Strade sicure”. Un controllo maggiore in seguito, soprattutto, alla tragica vicenda avvenuta davanti all’ingresso principale dell’ambito ferroviario il 24 ottobre 2024, con la morte di Moussa Diarra, maliano di 26 anni, che, armato di coltello, ha tentato d’aggredire un agente della Polfer costretto a difendersi sparando. Il degrado ambientale ed umano persiste comunque. La presenza di immigrati (più o meno regolari) apparentemente nullafacenti e…

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I frequentatori serali (per non citare quelli delle ore notturne) camminano in fretta e con un certo patema d’animo attraverso il parco di San Giacomo, nel tragitto da via Golino a piazzale Ludovico Antonio Scuro, davanti al Policlinico “Giambattista Rossi” e viceversa, due poli dove sono presenti pure fermate di autobus delle linee urbana a provinciale. Il tragitto nello spazio verde, lugubre soprattutto in autunno ed inverno ed inquietante sempre nella semioscurità, è quasi d‘obbligo per i pedoni perché taglia e fa evitare un percorso più lungo ad angolo retto tramite via Bengasi. L’accesso al parco od…

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Anche piazzale Olimpia, che rasenta lo stadio “Marcantonio Bentegodi” (realizzato su progetto strutturale dell’ing. Leopoldo Baruchello coadiuvato dai colleghi Sergio Bonamico, Riccardo Guglielmi e Silvano Zorzi, inaugurato il 15 dicembre 1963, ottavo per capienza in ambito nazionale), non viene risparmiato da degrado spicciolo e presenze improprie. Nonostante i puntuali lavori di ripulitura dopo gli afflussi al mercato del sabato od alle partite casalinghe dell’Hellas Verona, in altri giorni (e notti) gli spazi, soprattutto a ridosso dell’impianto calcistico, sono frequentati da senza fissa dimora e sbandati che lasciano in giro avanzi di cibo, piatti e posaterie di plastica, bottiglie…

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Chissà se un redivivo Berto Barbarani (Tiberio Umberto, Verona, 3 dicembre 1872 – Verona, 27 gennaio 1945), noto poeta dialettale scaligero, concederebbe la benevola licenza di “Lassa che i zuga… Dopo i morirà!” (contenuta nella sua lirica “San Zen che ride”) agli zotici che imbrattano ovunque con disegnacci od ai cafoni che abbandonano scarti ingombranti dove non devono. Nel primo caso, oltre a deturpare spazi pubblici e privati, i fanatici della bomboletta spray sfogano pure certe loro visioni (più che altro incubi) pseudo ideologiche. Come l’accostamento osceno della svastica di nazista memoria alla stella (o scudo) di David…

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Puntualmente, ad ogni far della sera (ma pure di giorno) la… camerata a cielo aperto (anche se sotto la pensilina) all’esterno di Veronafiere, in viale del Lavoro, si popola di disperati che dormono in luridi giacigli sulla fredda pavimentazione. Natale o non Natale… È ormai la prassi del posto, tollerata da tempo nonostante palese degrado e rischio igienico-sanitario per l’uso improprio di angoli per espletare bisogni corporali (qui sotto alcune tiratine d’orecchie già pubblicate da “Il Giornale dei Veronesi”). Anche le scalinate verso ambienti sotterranei di servizio sono diventate latrine indecenti e maleodoranti che lasciano perplessi…

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L’angolo tra lungadige Attiraglio e stradina Corte Molon è valorizzato da un’edicola votiva di recente fattura dedicata a San Giovanni Nepomuceno (cioè Jan Nepomucký, boemo di Nepomuk dove nacque nel 1330 o nel 1345, secondo fonti storiche diverse, fatto annegare nel fiume Moldava, a Praga, il 20 marzo 1393). Il gradevole manufatto in pietre è stato benedetto il 19 ottobre scorso per iniziativa del “Gruppo Capitei TNT” di Chievo, con successivo momento conviviale popolare. Viene così ricordato il presbitero ceco (laureatosi in Diritto canonico a Padova nel 1387), canonico nella cattedrale metropolitana dei santi Vito, Venceslao ed…

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Uno “strano caso” in lungadige Attiraglio. La “strage” di paracarri sul ciglio stradale parallelo al fiume Adige, nel tragitto che, da ponte Catena, va verso Parona passando sotto al ponte Unità d’Italia ed accanto al ponte Diga di Chievo. Si tratta d’una circostanza che persiste da tempo, con parallelepipedi in pietra divelti, adagiati a terra di traverso se non finiti sul sentiero sottostante che lambisce il corso d’acqua, troncati da basamenti interrati o quasi sradicati in corpo unico anche dall’asfalto. Tronchi squadrati spesso “vittime” di impatti violenti con autoveicoli condotti da indisciplinati o sbadati. La protezione laterale…

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Verona come Roma? Forse è meglio togliere il punto di domanda per metterne uno esclamativo. Se la capitale è un cattivo esempio, con lo scandaloso sottopassaggio nei pressi di Porta Pia e di piazza della Croce Rossa (sede legale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) nel più allucinante degrado e luogo, nei giorni scorsi, dello stupro con rapina d’una signora da parte d’un senza fissa dimora marocchino, non è da meno (con le debite proporzioni) la città scaligera. Dove, a Porta Vescovo, un insicuro sottopassaggio (che collega a via Barana e corso Venezia), meno celebrato di quello romano, è…

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Sotto, il cuore di Veronetta e, in generale, l’intera città, vedibili dall’alto, da una posizione panoramica poco conosciuta e frequentata. Anzi, forse più nota a consumatori di droga in cerca di angoli appartati ed a imbrattatori di muri che vi bazzicano indisturbati. È Scalone XVI Ottobre che si dirama da via San Nazaro, una viuzza con lasagna a lato che termina, appunto, all’inizio della gradinata che porta ad Alto San Nazaro (o monte Castiglione), piccolo rione residenziale sorto nel 1887 come primo esempio d’edilizia economico-popolare in città, realizzato dalla Società Anonima Cooperativa Edificatrice di Case Operaie. La zona…

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S’aggrava sempre più il degrado dei murales ispirati a Gino Bartali, campionissimo del ciclismo e dell’umanità, che costeggiano il tratto di circa 400 metri intitolato l’8 maggio 2016 a lui in borgo Venezia, tra le vie Badile (quasi di fronte al Cimitero ebraico cittadino) e Pisano. La targa marmorea di dedica riporta: “Percorso Ciclo-Pedonale Gino Bartali Ciclista Medaglia d’oro al Merito civile 1914 – 2000”. Come se non fossero già dei guastafeste i distacchi d’intonaco, i deturpatori “armati” di bombolette spray se la sono presa con ile pitture murali colorando e scarabocchiandovi sopra od arrecandovi danni. Il…

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Il copione si ripete. Ad ogni ingrossamento della portata d’acqua del fiume Adige scendono da nord, trascinati dalla corrente, tronchi e rami anche d’una certa consistenza che, poi, vanno ad accumularsi alle pile dei ponti situati lungo il percorso verso la foce. L’accatastarsi di legname alla deriva su arcate di sostegno nel tratto scaligero riguarda, in modo particolare, il ponte Mariano Rumor (in precedenza noto come ponte del Pestrino o di San Pancrazio, ristrutturato completamente tra il 2004 ed il 2005, intitolato nel 2011 al politico vicentino) ed il ponte Giuseppe Garibaldi (che collega la via omonima…

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Persiste l’emergenza degrado a San Giorgio, tra il lungadige omonimo e via Goffredo Mameli. Alcuni esempi? Davanti alla stessa canonica della parrocchia di San Giorgio in Braida è stata rinvenuta una striscia di carta stagnola con segni di bruciatura, traccia della preparazione e consumo di sostanze stupefacenti (eroina?) dai vapori da inalare. In genere, la dose, messa sul pezzetto di stagnola, viene scaldata con un accendino ed i fumi prodotti sono aspirati tramite una sorta di cannuccia realizzata anche solo con un foglietto arrotolato. Droga e non solo… Davanti al lato che dà su via…

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Un particolare appezzamento botanico tra marciapiede e strada, in piazza Enrico Bernardi, davanti all’Istituto d’istruzione superiore “Michele Sanmicheli” (ex Istituto professionale di Stato “Michele Samicheli”, come campeggia ancora sull’intestazione ad arco della facciata) ed a poca distanza dal Giardino “Giusti”. È stato allestito da maggio 2023 nell’ambito del programma “Giardini aperti a Veronetta” e grazie agli interventi operativi dell’Ufficio Giardini del Comune di Verona, del Servizio del Verde pubblico dell’AMIA (Azienda Multiservizi d’Igiene Ambientale) e dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini. Accoglie più di duecento specie erbacee perenni ed arbusti di vario genere, selezionati in base…

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