Browsing: L’Altra Verona…

I residenti dicono che le scritte vandaliche sono apparse tutte insieme, da un giorno all’altro. Come funghi… velenosi… Fatto sta che vari muri e superfici (contenitore per la raccolta differenziata compreso) attorno all’incrocio tra le vie Legnago e Polveriera Vecchia, in Borgo Roma, sono stati imbrattati dal binomio“Lola Cosmic” (talvolta solo dal termine “Lola”). Perfino una parete d’angolo al primo piano d’un edificio non è stata risparmiata dal blitz graffitaro, con conseguente, banale e spontanea domanda su come abbia od abbiano fatto il singolo o più, presumibilmente in ore notturne e non visti, ad arrivare a quell’altezza…

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Graffitari metropolitani, bombolette spray e… birra (o prosecco, secondo il gusto alcolico e le bottiglie vuote lasciate in giro) . È il “perfetto” connubio da “dietro le quinte” che, in un’area di parcheggio privato seminascosta, poco lontana da ponte Aleardo Aleardi (tra i Giardini San Josémaria Escrivà e via Luigi da Porto, raggiungibile a piedi anche per mezzo d’una scalinata da lungadige Capuleti), ha permesso la realizzazione d’un cocktails di raffigurazioni grottesche, scritte e simbolismi in… technicolor trasformando (o vandalizzando, dando retta a punti di vista diversi) le pareti esterne di edifici pubblici in una sorta di street…

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Quasi al termine di lungadige Galtarossa, in direzione del Nuovo Circolo Ippico Scaligero in località Boschetto, vicino alle arcate del ponte della Ferrovia, un parcheggio sterrato a sinistra è a disposizione di personale ed utenti della vicina sede della Cisl (Confederazione italiana sindacati lavoratori), Unione sindacale territoriale di Verona. Si tratta di un’area situata proprio a ridosso della scarpata che sale verso i binari della linea ferroviaria Verona-Venezia, tra le stazioni di Porta Nuova e Porta Vescovo, poco dopo o prima (rispetto alle direttrici di marcia), appunto, l’attraversamento sull’Adige. Su tutto grava, dall’alto, un casello (o casa cantoniera)…

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Suscita perplessità ed interrogativi, in quanti non siano debitamente informati del pregresso, lo stato d’abbandono in cui versa da anni, ormai, la struttura esterna in stile razionalista, risalente al 1937, dell’ex cinema “Astra”, nella centralissima via Oberdan 13. Quanto s’apre alla vista, inutilmente “censurato” in basso da pannelli con teloni (anche sbrindellati) che delimitano la piazzetta antistante, è d’uno squallore che contrasta con canoni di decenza urbana, di rispetto civico, di tutela d’una propria nomea turistica internazionale. Chiusa la lunga parentesi di proiezioni cinematografiche ed archiviato il progetto di farne in tempi brevi una multisala od un centro…

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L’indecenza trova ancora spazio, in piazzale XXV Aprile, davanti alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, nonostante l’impennata di vigilanza istituzionale da parte di polizia di Stato e locale, carabinieri, guardia di finanza, militari dell’Operazione “Strade sicure”. Un controllo maggiore in seguito, soprattutto, alla tragica vicenda avvenuta davanti all’ingresso principale dell’ambito ferroviario il 24 ottobre 2024, con la morte di Moussa Diarra, maliano di 26 anni, che, armato di coltello, ha tentato d’aggredire un agente della Polfer costretto a difendersi sparando. Il degrado ambientale ed umano persiste comunque. La presenza di immigrati (più o meno regolari) apparentemente nullafacenti e…

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I frequentatori serali (per non citare quelli delle ore notturne) camminano in fretta e con un certo patema d’animo attraverso il parco di San Giacomo, nel tragitto da via Golino a piazzale Ludovico Antonio Scuro, davanti al Policlinico “Giambattista Rossi” e viceversa, due poli dove sono presenti pure fermate di autobus delle linee urbana a provinciale. Il tragitto nello spazio verde, lugubre soprattutto in autunno ed inverno ed inquietante sempre nella semioscurità, è quasi d‘obbligo per i pedoni perché taglia e fa evitare un percorso più lungo ad angolo retto tramite via Bengasi. L’accesso al parco od…

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Anche piazzale Olimpia, che rasenta lo stadio “Marcantonio Bentegodi” (realizzato su progetto strutturale dell’ing. Leopoldo Baruchello coadiuvato dai colleghi Sergio Bonamico, Riccardo Guglielmi e Silvano Zorzi, inaugurato il 15 dicembre 1963, ottavo per capienza in ambito nazionale), non viene risparmiato da degrado spicciolo e presenze improprie. Nonostante i puntuali lavori di ripulitura dopo gli afflussi al mercato del sabato od alle partite casalinghe dell’Hellas Verona, in altri giorni (e notti) gli spazi, soprattutto a ridosso dell’impianto calcistico, sono frequentati da senza fissa dimora e sbandati che lasciano in giro avanzi di cibo, piatti e posaterie di plastica, bottiglie…

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Chissà se un redivivo Berto Barbarani (Tiberio Umberto, Verona, 3 dicembre 1872 – Verona, 27 gennaio 1945), noto poeta dialettale scaligero, concederebbe la benevola licenza di “Lassa che i zuga… Dopo i morirà!” (contenuta nella sua lirica “San Zen che ride”) agli zotici che imbrattano ovunque con disegnacci od ai cafoni che abbandonano scarti ingombranti dove non devono. Nel primo caso, oltre a deturpare spazi pubblici e privati, i fanatici della bomboletta spray sfogano pure certe loro visioni (più che altro incubi) pseudo ideologiche. Come l’accostamento osceno della svastica di nazista memoria alla stella (o scudo) di David…

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Puntualmente, ad ogni far della sera (ma pure di giorno) la… camerata a cielo aperto (anche se sotto la pensilina) all’esterno di Veronafiere, in viale del Lavoro, si popola di disperati che dormono in luridi giacigli sulla fredda pavimentazione. Natale o non Natale… È ormai la prassi del posto, tollerata da tempo nonostante palese degrado e rischio igienico-sanitario per l’uso improprio di angoli per espletare bisogni corporali (qui sotto alcune tiratine d’orecchie già pubblicate da “Il Giornale dei Veronesi”). Anche le scalinate verso ambienti sotterranei di servizio sono diventate latrine indecenti e maleodoranti che lasciano perplessi…

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L’angolo tra lungadige Attiraglio e stradina Corte Molon è valorizzato da un’edicola votiva di recente fattura dedicata a San Giovanni Nepomuceno (cioè Jan Nepomucký, boemo di Nepomuk dove nacque nel 1330 o nel 1345, secondo fonti storiche diverse, fatto annegare nel fiume Moldava, a Praga, il 20 marzo 1393). Il gradevole manufatto in pietre è stato benedetto il 19 ottobre scorso per iniziativa del “Gruppo Capitei TNT” di Chievo, con successivo momento conviviale popolare. Viene così ricordato il presbitero ceco (laureatosi in Diritto canonico a Padova nel 1387), canonico nella cattedrale metropolitana dei santi Vito, Venceslao ed…

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Uno “strano caso” in lungadige Attiraglio. La “strage” di paracarri sul ciglio stradale parallelo al fiume Adige, nel tragitto che, da ponte Catena, va verso Parona passando sotto al ponte Unità d’Italia ed accanto al ponte Diga di Chievo. Si tratta d’una circostanza che persiste da tempo, con parallelepipedi in pietra divelti, adagiati a terra di traverso se non finiti sul sentiero sottostante che lambisce il corso d’acqua, troncati da basamenti interrati o quasi sradicati in corpo unico anche dall’asfalto. Tronchi squadrati spesso “vittime” di impatti violenti con autoveicoli condotti da indisciplinati o sbadati. La protezione laterale…

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Verona come Roma? Forse è meglio togliere il punto di domanda per metterne uno esclamativo. Se la capitale è un cattivo esempio, con lo scandaloso sottopassaggio nei pressi di Porta Pia e di piazza della Croce Rossa (sede legale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) nel più allucinante degrado e luogo, nei giorni scorsi, dello stupro con rapina d’una signora da parte d’un senza fissa dimora marocchino, non è da meno (con le debite proporzioni) la città scaligera. Dove, a Porta Vescovo, un insicuro sottopassaggio (che collega a via Barana e corso Venezia), meno celebrato di quello romano, è…

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Sotto, il cuore di Veronetta e, in generale, l’intera città, vedibili dall’alto, da una posizione panoramica poco conosciuta e frequentata. Anzi, forse più nota a consumatori di droga in cerca di angoli appartati ed a imbrattatori di muri che vi bazzicano indisturbati. È Scalone XVI Ottobre che si dirama da via San Nazaro, una viuzza con lasagna a lato che termina, appunto, all’inizio della gradinata che porta ad Alto San Nazaro (o monte Castiglione), piccolo rione residenziale sorto nel 1887 come primo esempio d’edilizia economico-popolare in città, realizzato dalla Società Anonima Cooperativa Edificatrice di Case Operaie. La zona…

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S’aggrava sempre più il degrado dei murales ispirati a Gino Bartali, campionissimo del ciclismo e dell’umanità, che costeggiano il tratto di circa 400 metri intitolato l’8 maggio 2016 a lui in borgo Venezia, tra le vie Badile (quasi di fronte al Cimitero ebraico cittadino) e Pisano. La targa marmorea di dedica riporta: “Percorso Ciclo-Pedonale Gino Bartali Ciclista Medaglia d’oro al Merito civile 1914 – 2000”. Come se non fossero già dei guastafeste i distacchi d’intonaco, i deturpatori “armati” di bombolette spray se la sono presa con ile pitture murali colorando e scarabocchiandovi sopra od arrecandovi danni. Il…

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Il copione si ripete. Ad ogni ingrossamento della portata d’acqua del fiume Adige scendono da nord, trascinati dalla corrente, tronchi e rami anche d’una certa consistenza che, poi, vanno ad accumularsi alle pile dei ponti situati lungo il percorso verso la foce. L’accatastarsi di legname alla deriva su arcate di sostegno nel tratto scaligero riguarda, in modo particolare, il ponte Mariano Rumor (in precedenza noto come ponte del Pestrino o di San Pancrazio, ristrutturato completamente tra il 2004 ed il 2005, intitolato nel 2011 al politico vicentino) ed il ponte Giuseppe Garibaldi (che collega la via omonima…

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Persiste l’emergenza degrado a San Giorgio, tra il lungadige omonimo e via Goffredo Mameli. Alcuni esempi? Davanti alla stessa canonica della parrocchia di San Giorgio in Braida è stata rinvenuta una striscia di carta stagnola con segni di bruciatura, traccia della preparazione e consumo di sostanze stupefacenti (eroina?) dai vapori da inalare. In genere, la dose, messa sul pezzetto di stagnola, viene scaldata con un accendino ed i fumi prodotti sono aspirati tramite una sorta di cannuccia realizzata anche solo con un foglietto arrotolato. Droga e non solo… Davanti al lato che dà su via…

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Un particolare appezzamento botanico tra marciapiede e strada, in piazza Enrico Bernardi, davanti all’Istituto d’istruzione superiore “Michele Sanmicheli” (ex Istituto professionale di Stato “Michele Samicheli”, come campeggia ancora sull’intestazione ad arco della facciata) ed a poca distanza dal Giardino “Giusti”. È stato allestito da maggio 2023 nell’ambito del programma “Giardini aperti a Veronetta” e grazie agli interventi operativi dell’Ufficio Giardini del Comune di Verona, del Servizio del Verde pubblico dell’AMIA (Azienda Multiservizi d’Igiene Ambientale) e dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini. Accoglie più di duecento specie erbacee perenni ed arbusti di vario genere, selezionati in base…

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Ponendo fine a patemi d’animo del traffico, è stata rimessa in sesto la parte di parapetto parzialmente divelta del ponte sul canale industriale Marazza, in via Lazzaretto. Il danno, forse causato dalla sbandata di qualche automezzo o da cedimento strutturale, ha ora ridato sicurezza alla circolazione stradale particolarmente insidiosa in quel tratto che precede o supera (secondo le opposte direttrici di marcia) una curva quasi a gomito. Chissà se, al termine dell’opera di rifinitura, sarà riportato in decenti condizioni (di stabilità sgombra dal fogliame che lo nasconde alla vista) pure il segnale di divieto di transito a…

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Accanimento di imbrattatori ai danni del patrimonio pubblico (centraline, targa stradale) all’angolo tra le vie Ferdinando Magellano e Cristoforo Colombo. Evenienza non certo nuova o circoscritta ma che irrita la vista ed il banale senso di civiltà. Anche se l’ignoto (o gli ignoti) artefice dell’atto vandalico ha voluto darsi arie (o scuse) filosofico-esistenziali scrivendo, tra altri pessimi schizzi, la frase a pseudo effetto “E spesso succede che chi ha gli occhi non vede e che chi ha una bella testa ce l’ha piena di crepe”. Teppismo “giustificato” per… “buona condotta”, allora? O, più che altro, “fenomeno”…

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Un nucleo rievocativo in un angolo recondito, all’interno di un’area verde in via Comacchio della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore (costituita il 26 dicembre 1958), in Borgo Roma. È composto da due blocchi dalle altezze diverse, posti fianco a fianco. Il maggiore, a sinistra, è sormontato da un globo su cui un’aquila conficca gli artigli e reca la dedica “Ai combattenti alleati caduti in Europa 1940 1945”, epigrafe “firmata” dalla sezione di Verona della Fidca (Federazione italiana dei combattenti alleati, www.fidca.eu). Associazione combattentistica, questa, istituita il 3 gennaio 1972 e membro della Fidac (Fédération interalliée des anciens combattants,…

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Da lungadige San Giorgio l’occhio può spaziare su vedute veronesi attraenti in qualsiasi stagione e tempo.    Di Castel San Pietro, coi sottostanti Teatro Romano, chiesa di Santo Stefano e ponte Pietra. E, poi, del duomo (o cattedrale di Santa Maria Assunta, nota pure come cattedrale di Santa Maria Ausiliatrice), della stessa chiesa di San Giorgio in Braida (col suo incompiuto, tozzo e massiccio campanile), la Porta San Giorgio o Porta Trento (passata attraverso interventi scaligeri, veneziani ed austro-ungarici), le fortificazioni asburgiche del bastione-rondella di San Giorgio con la torretta separata (dove, il 25 maggio 1981, venne bruciato vivo…

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Dopo anni d’imbarazzante abbandono e promesse istituzionali mancate, s’è smosso fattivamente l’interesse burocratico per le vestigia del tempio di Giove Lustrale (risalente al I secolo) che languiscono da anni nei Giardini Emilio Moretto “Bernardino”, comandante partigiano eroe della Resistenza veronese (1915-1992). Spazio verde alquanto trascurato e privo di qualsiasi panchina (quelle prima presenti, malridotte, sono state tolte definitivamente e mai sostituite) che forma una sorta d’isolotto tra i due opposti sensi di marcia di viale dei Partigiani e di via Francesco Torbido, nel piazzale del Cimitero monumentale. Dei pannelli apposti su un blocco di marmo del complesso informano…

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Continuano a scatenare polemiche (soprattutto da parte di ucraini appartenenti ad organismi socio-politici locali, tipo +Europa Verona che ha mosso accuse di “finto pacifismo”) gli oltre duecento manifesti fatti affiggere in giro per Verona e dintorni, dal 17 giugno scorso, dall’Associazione culturale Veneto Russia, da Verona per la Libertà e dal Sindacato Libero con la scritta a caratteri cubitali “La Russia NON è il mio nemico!”. E con, sotto, due mani che si stringono, una con i colori della bandiera italiana e l’altra con quelli del vessillo russo. «Un segno d’amicizia ad una nazione e ad un popolo…

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Verona, Anno Domini 2024. Purtroppo, si scorgono sempre più spesso persone (soprattutto anziane) che attendono la chiusura dei supermercati per frugare in cassonetti e raccoglitori di scarti degli esercizi, cercando qualcosa ancora buono da consumare, nonostante la scadenza superata o le pessime condizioni di frutta e verdura magari già marce, con tutti i rischi igienico-sanitari conseguenti. È una triste constatazione che attanaglia la coscienza e che pone tante domande senza una risposta risolutiva plausibile. Se non quella di suggerire a titolari ed addetti ai servizi di vendita (certo a conoscenza del “fenomeno della disperazione”) di servirsi di…

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Uno slargo nell’abbandono in via San Marco 110 che stona pesantemente con i moderni ed ordinati complessi edilizi sorti di fronte, soprattutto quelli ben frequentati del Centro polifunzionale “Don Calabria” e del Centro diagnostico terapeutico “Sacro Cuore”. Chiuso da un cancello e con una vegetazione strabordante ai tre lati, lo spiazzo nasconde rifiuti, detriti e scarti di vario genere, compresi piatti, bancali di legno, frantumi in cemento, sacchetti di immondizie, escrementi (sic) ecc. Il tutto costituisce uno “spettacolo” indecoroso che ristagna da tempo, pressoché nascosto alla vista ma non per questo valido alibi di quanti, preposti istituzionali,…

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Ben difficile un’“altra Verona” più “altra” di questa… Importante centro minerario, Mount Isa è una cittadina nel Gulf Country, in Queensland (Australia). Sorta nel 1923 a 356 m s.l.m. in seguito alla scoperta ed allo sfruttamento di vasti giacimenti nell’area, nel 2021 contava, stando all’Australian Bureau of Statistic, 18.317 abitanti urbani che formavano 4.430 famiglie, di cui il 51,5% maschi e la percentuale restante femmine, con età media 31 anni. La località costituisce il perno amministrativo, commerciale ed industriale del grande territorio nord-occidentale del Queensland e, a supplire la congenita aridità, a 13 chilometri a nord s’apre il lago artificiale…

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