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Chissà da quanto tempo sta lì, in un angolo del parcheggio tra le vie Francesco da Levanto e Ferdinando Magellano (presso il capolinea degli autobus 61 e 62), quel disastrato camper dagli interni putrescenti e con un lato esterno occupato dal ciarpame da rigattiere disperato!  Certo da molto, constatando le gomme quasi a terra, la sporcizia accumulata sulla carrozzeria ed il marcilento, antigienico caos a bordo vedibile da un finestrino aperto.Uno squallore che, tuttavia, sembra non interessare residenti ed istituzioni, anche solo per far accertare o verificare se, oltre al lapalissiano disordine (miccia infettiva?), l’abitacolo non nasconda altre “sorprese”. O,…

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Rilassa e ricarica camminare nel tratto iniziale del Parco Adige Sud nella località Boschetto, dopo la fine di lungadige Galtarossa che poi lambisce il ponte della Ferrovia ed il Nuovo Circolo Ippico Scaligero. Avventurandosi tra il verde di sentieri poco calpestati e fuori dal tragitto principale in terra battuta, con il fiume Adige che scorre a destra, si “scoprono” una vegetazione fitta fitta (in cui mancherebbero solo Sandokan e le sue Tigri di Mompracem), spiaggette isolate e mini arenili suggestivi, toccati morbidamente dall’acqua che, nonostante lo strombazzato periodo di siccità, non appare così avara, anzi… Però, la riva di…

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Le foto sono eloquenti. Un’auto di marca Peugeot vandalizzata a più non posso, lasciata od abbandonata davanti al cancello divisorio tra l’ex competenza di Pedron Spa ed un distributore di carburanti. Le devastazioni esterna ed interna della vettura rimandano a “colpevoli” con gravi patologie comportamentali che vanno ben oltre il teppismo e rasentano la schizofrenia. E, come per tante altre situazioni di degrado riferite da “Il Giornale dei Veronesi”, riemerge l’annosa e quasi patetica domanda: “… Ma è mai possibile che nessuno veda tanto scempio e non lo riferisca alle autorità competenti quale atto di banale senso civico?” L’interrogativo non…

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Ca’ di David (Verona) – Da Mantova per mantener pulita la cappelletta della Madonna Nera. Sembra una storia d’altri tempi, uscita dalla penna di Giovannino Guareschi (Giovannino Oliviero Giuseppe Guareschi, scrittore, giornalista, umorista e caricaturista – Fontanelle di Roccabianca, Parma, 1° maggio 1908 / Cervia, Ravenna, 22 luglio 1968 – “padre” di don Camillo e Peppone). Quella d’una signora sessantaduenne, Patrizia Cisamolo, che ogni domenica parte dalla città virgiliana (dov’è nata e vive) per raggiungere zio Gelmini, proprietario d’una tenuta agricola nei pressi di Ca’ di David. E, inforcata la bicicletta col suo carico di prodotti per la pulizia, pedala…

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Un “giro” che umilia e degrada il contesto scaligero-veneto-austriaco che solo nel 2010, dopo decenni d’abbandono, ha trovato una doverosa riqualificazione Il vallo che costeggia via Francesco Torbido, nella parte esterna del Bastione Campo Marzio (spesso citato anche come Campo Marzo) a sinistra della Porta di Campofiore (con la via alle spalle), “intorbidito” da consumatori di droga.È l’ennesima, deprimente constatazione dopo una breve “escursione” in miserabili incavi semi occultati dalla vegetazione e, comunque, nascosti alla vista di (molto improbabili) testimoni o curiosi occasionali, magari frequentatori (scarsi) della vicina pista ciclopedonale in vena di “esplorazioni” alternative. Siringhe abbandonate, “pentolini” ricavati da…

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Corte Molon, nucleo rurale risalente al 1560 (con corpo di fabbrica e torre colombara edificati ancor prima, secondo ipotesi attorno al 1400) in via della Diga 17, attraverso i secoli ed alti e bassi, è stata infine assegnata all’Associazione Garibaldini volontari a cavallo onlus ed all’Associazione sportiva dilettantistica Horse Valley, nell’ottica d’un centro per gli Interventi assistiti con gli animali (Iaa, ex ippoterapia) che promuove ed adotta l’equitazione quale sport sociale ed inclusivo, oltre a funzioni da fattoria didattica. Inserita nel Parco dell’Adige Nord, la corte, che d’estate ospita frequentate rassegne teatrali, è a poca distanza dal Centro “Mons. Carraro”…

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Ci ha messo lo zampino la relativa segnalazione de “Il Giornale dei Veronesi” Proseguono gli interventi solutivi da parte delle istituzioni cittadine dopo le varie segnalazioni pubblicate nella rubrica “L’Altra Verona…” de “Il Giornale dei Veronesi”, ormai promemoria d’accantonate situazioni d’emergenza e degrado, magari sotto gli occhi di tutti (Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!). L’inqualificabile sfacelo inquinante di stampo malavitoso che riguardava un’area di competenza comunale all’estrema periferia sud-ovest della città, ad una diramazione di strada La Rizza, a destra rispetto all’ingresso di forte “Azzano” (complesso austriaco del 1861 originariamente denominato “Werk Neu Wratislaw”, oggi anche…

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Un capitello nel degrado in via Basso Acquar Una Pietà con la Madonna dal volto quasi caricaturale, torvo, ben poco rassicurante per il povero Cristo sulle ginocchia, tolto dalla croce, che lei pare guardare di sottecchi e ghermire tra mani tozze. Non certo il ritratto della femminilità materna nella disperazione.    È la scultura di chissà chi custodita… sotto vetro in un capitello in via Basso Acquar. Non certo la quintessenza dell’arte o l’alternativa espressiva naïf ma, comunque, il prodotto espressivo della devozione popolare locale.    Un’opera complessivamente semplice e gradevole (a parte la Pietà da incubo) nel suo anonimato,…

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Non è bello ciò che risulta palese in Riva San Lorenzo, nel tratto di lungadige tra i ponti di Castelvecchio e della Vittoria, nel centro dietro le quinte abusato da teppistelli da quattro soldi ed apprezzato soprattutto da turisti stranieri per l’innegabile bellezza panoramica tra fiume Adige, storia scaligera e celebrazioni della Grande Guerra. Irrita quel vigliacco vilipendere innanzitutto la memoria d’una coraggiosa giornalista e pungente scrittrice come Oriana Fallaci (alla quale sono stati dedicati i giardini affacciati all’acqua fluviale che scorre), con verde alquanto trasandato (parzialmente incolto o mancante) e con sverniciate graffitare ed adesivi appiccicati alla sua…

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È il protrarsi, purtroppo, d’una “vecchia” situazione già fatta emergere dal mensile “L’Altra Cronaca” ancora nel luglio 2019, con una segnalazione agli organi istituzionali competenti avente per oggetto “Allarme droga in area del Bastione delle Maddalene (nei pressi del parcheggio di via Marcantonio Bassetti)”.    Si trattava (allora ed adesso) d’una sconcertante “scoperta dell’acqua calda” all’interno di recinzioni divelte, negli immediati pressi, appunto, del parcheggio di via Marcantonio Bassetti (diramazione di via Francesco Torbido), a pochi passi da Porta Vescovo: siringhe, nell’“usa & getta” di tossicodipendenti, abbandonate un po’ ovunque. La squallida circostanza costituisce uno spregio al rispetto di…

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Nonostante le relative piogge dei giorni scorsi, lo scarso livello d’acqua del fiume Adige consente ancora di curiosare meglio tra le sponde (pietrose, ghiaiose o sabbiose in secca), soprattutto quelle che interessano i ponti. Quindi, andando a ficcare il naso sotto il ponte della Ferrovia (ex ponte Francesco Giuseppe I d’Austria/Franz Joseph I von Österreich, inaugurato il 30 novembre 1852), nella fattispecie il lato nei pressi della località Boschetto (sede del Nuovo Circolo Ippico Scaligero, raggiungibile da lungadige Galtarossa), è possibile constatare un accumulo di tronchi e legni trasportati da chissà dove a monte ed arenatisi tra massi di…

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Forse lo stesso Romano Guardini (Verona, 17 febbraio 1885 – Monaco di Baviera, 1° ottobre 1968, con opere citate dai papi Benedetto XVI e Francesco, purtroppo scivolato in un deprecabile oblio dal quale sembra lentamente riaffiorare) si rivolterebbe nella sua tomba nella chiesa universitaria di San Ludovico (dove fu traslato nel 1997 dal cimitero dei sacerdoti della chiesa dell’Oratorio di San Filippo Neri), appunto a Monaco, in Germania, al constatare le condizioni di degrado in cui versa il piazzale a lui dedicato, nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Nuova, nell’ampia area di parcheggio tra le vie delle Coste e…

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Ristrutturato tra il 2004 ed il 2005, intitolato con grancassa istituzionale il 22 gennaio 2011 allo storico esponente democristiano, l’attraversamento del fiume Adige soffre un preoccupante degrado nelle sue campate laterali – Strutture imbrattate da graffitari, bivacchi (con resti di fuochi), rottami e carcasse riaffiorati dalla secca del fiume Adige, rifiuti e siringhe dispersi – Urgono un monitoraggio delle “frequenze”, una seria occhiatina a parti arrugginite o danneggiate e la bonifica dell’area Allarma quanto è constatabile (volendo farlo, con un minimo di buona volontà, soprattutto per dovere d’ordine pubblico) curiosando tra greti ed arcate del ponte di San Pancrazio…

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Una massiccia colonnina a fianco della linea ferroviaria tra le stazioni di Porta Nuova e di Porta Vescovo (prima del ponte della Ferrovia) che, divelta o mal assicurata, incombe pericolosamente sulla sottostante via Gianfranco Fedrigoni, arteria che congiunge viale Piave con via Basso Acquar. È un allarme finora sottovalutato, forse perché ancora non visto, seminascosto com’è tra gli arbusti della scarpata che scende dalla massicciata ferroviaria fino al muro che costeggia la strada. L’estrema vicinanza con i binari fa ipotizzare una competenza nel ripristino della sicurezza da parte di Rfi (Rete ferroviaria italiana) Spa. Il tratto della via,…

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Il ponte Unità d’Italia (detto anche ponte del Savàl), tra viale Caduti del Lavoro e via Leone Pancaldo, è il maggiore sul fiume Adige in quanto a misure: è lungo, infatti, 130 metri e largo 19, costruito in calcestruzzo armato e strutturato su tre campate (le laterali di 39 metri e la centrale di 50). Progettato dall’ingegnere Bruno Gentilini e dall’architetto Antonio Pasqualini, venne inaugurato il 2 luglio 1971. Il passaggio fluviale non ebbe dapprima un “battesimo” ufficiale trovando una denominazione di comodo quale, appunto, ponte del Savàl per l’accostamento al vicino quartiere omonimo. Il tempo opportuno per…

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Interrato Torre Pentagona (che fa riferimento alla torre difensiva merlata in mattoni rossi d’epoca comunale, secoli XII-XIII, dei Portoni della Bra) è un breve tragitto di congiunzione tra corso Porta Nuova (direzione piazza Bra, di fronte a via dei Mutilati) e via Ponte Cittadella. Scende in basso tramite una scalinata ed è proprio in basso che è caduto quel tratto, non solo per l’ostinato afflusso di auto in spazi ristretti ma per il volgare utilizzo di angoli nascosti quali “vespasiani” di incivili. Già al termine dei gradini che lasciano alle spalle il “nobile” corso Porta Nuova l’olfatto è disturbato…

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L’assessore Marco Padovani (Strade e Giardini, Decentramento, Servizi tecnici circoscrizionali, Sicurezza, Protezione Civile, Polizia Locale) replica puntualmente riguardo al “dormitorio” diurno e notturno di emarginati in via Luigi da Porto, documentato da un servizio de “Il Giornale dei Veronesi”. “Mi sono confrontato con il Comandante (della Polizia Locale, n.d.t.) Altamura che mi ha riferito che il personale del servizio serale/notturno interviene quotidianamente per l’allontanamento delle persone che si posizionano in via da Porto.In ogni caso verrà dato un ulteriore input alle pattuglie sia in servizio serale che in servizio notturno”. La situazione sollevata dalla nostra testata, quindi, non è stata…

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Squallore in un’area incontrollata alla destra di via Forte Tomba, tra Borgo Roma e Ca’ di David, nei pressi d’un autolavaggio e quasi di fronte al Camping Verona Village, alla fine d’una stradicciola asfaltata ed al limitare (ed oltre) di terreni incolti. Bottiglie vuote, vecchi pneumatici, rifiuti vari in plastica ed in polistirolo, tubi circolari in cemento ecc. si mostrano tra erba, foglie secche ed arbusti, in un innaturale (ma nocivo) mescolio tra scarti ed ambiente. Nel contesto inquinante, che tira avanti nell’apatia di chi vede ma non interviene, l’habitat sopravvive comunque bene, con un florido canneto e con…

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Un “dormitorio” notturno (ma frequentato anche di giorno) a poca distanza da piazza Bra e dal comando della Polizia locale, in via del Pontiere. Tira avanti nel tratto terminale di via Luigi da Porto, sotto i porticati delle ex strutture storiche della Direzione fiera e mercati (ricordata da una lapide apposta) antenata di Veronafiere, sul lurido selciato in cubi di porfido, tra sporcizia, erbacce, in un degrado generale, purtroppo incredibilmente, dimenticato da tempo. Sconosciuti emarginati (probabili senza-permesso-di-soggiorno, senza-tetto, senza-fissa-dimora, senza-reddito, senza-sostegno) da identificare in vista di soluzioni socio-assistenziali ben alternative, improbabili giacigli su cartoni, avanzi di pasti beccati…

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Ormai non fa più notizia. E nemmeno sconcerto emotivo o disturbo alla vista. I graffitomani vincono sul buon senso avvalendosi d’un alone d’impunità (che, poi, tanto alone non è) ed approfittando d’una certa indifferenza generalizzata. L’importante è che non vengano imbrattati di disegnacci la porta di casa o l’auto proprie. Tutto il resto è… noia…    Come quanto è appurabile in via San Giacomo, in Borgo Roma, dove, sulle ennesime centraline di servizio pubblico, i patiti dello spray, dopo aver anche scavalcato abusivamente la recinzione per meglio “darsi da fare” ovviamente indisturbati, hanno perso tempo a “disegnare” sgorbi per…

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Riqualificazione (se non rifacimento) delle piscine “Lido”, in viale Colonnello Galliano? Lettera (ancora) morta. La palla passerà alla nuova amministrazione che uscirà dalle prossime elezioni? Insinua o prevede questa “svolta epocale” la coalizione di centrosinistra ed il Movimento 5 Stelle veronesi che, domani (19 febbraio), dalle ore 11:00 alle 11:30, effettueranno un flash mob (“riunione di gruppo improvvisata, che s’organizza mediante una convocazione a catena inoltrata su siti Internet o tramite messaggi di posta elettronica, durante la quale i partecipanti compiono un’azione collettiva”, “Treccani” docet) davanti all’ingresso dell’impianto natatorio caduto in disgrazia, con l’intento di rinfacciare promesse (amministrative) da marinaio…

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Allarme sottovalutato per i tronchi finiti in acqua e trascinati dalla corrente del fiume Adige da nord verso la foce, fermando spesso la propria “navigazione” su ostacoli strutturali. La secca attuale non risolve il lascito delle piene precedenti che hanno consentito l’accatastare di legname alla deriva sui basamenti dei piloni di sostegno dei primi ponti cittadini più prossimi al Trentino.    Il risultato è quello documentato dalle foto: la base delle arcate del ponte della Ferrovia di Parona deve vedersela con un consistente accumulo di tronchi e rami bloccati nel loro galleggiare a sud. Meno consistente, ma comunque…

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Rivoluzionata da due necessità di fine XIX secolo a Verona (nuova zona industriale da realizzare ed alluvioni provocate dal fiume Adige da sventare), l’area in depressione geologica sorse con rosee prospettive – Deus ex machina del riassetto urbano fu la costruzione d’un canale su progetto dell’ingegnere Enrico Carli e su determinazione dell’avvocato Giulio Camuzzoni, allora sindaco, al quale venne dedicata l’opera – Da zona produttiva allora e poi, passando attraverso i bombardamenti alleati della Seconda guerra mondiale, fino al degrado imprenditoriale d’oggi, con il graduale abbandono nelle grinfie della malavita, blitz a… singhiozzo delle forze dell’ordine permettendo…    Alto degrado…

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  S’ingrossano di giorno in giorno (domeniche comprese) e fino a tarda sera le code al Punto tamponi Covid-19 di via Pasteur, gestito da Croce Europa ed ospitato in una tensostruttura a lato del cimitero di Borgo Roma.    Se, inizialmente, si trattava d’un posto d’accertamento virologico esclusivamente drive-in (come da precedente articolo), s’è poi “evoluto”, facendo di necessità virtù e come altrove in città, in una sorta di “tamponificio” ai soliti 15 euro a cranio a parte quanti si presentino con la prescrizione medica che, invece, non viene accettata per lo stesso servizio in farmacia.    Il notevole afflusso…

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Stava decisamente inselvatichendo prima che venisse del tutto rinnovato il giardino chiuso da una recinzione metallica su un muretto che, in via Molinara, fronteggia una fiancata laterale della basilica santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino, la cui prima pietra venne posta il 29 luglio 1901 e con termine dell’edificazione nel 1904. Il vescovo di Verona d’allora, cardinale Bartolomeo Bacilieri, il 15 gennaio 1905 inaugurò e benedisse il complesso in stile neogotico dedicato dapprima alla Sacra Famiglia. La chiesa venne dedicata alla giovane carmelitana di Lisieux dopo la sua canonizzazione da papa Pio XI, il 17 maggio 1925.…

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Non se la passa tanto bene il monumento dedicato a Paolo Caliari, detto il Veronese (Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588), grande pittore del Rinascimento e, in particolare, del Cinquecento veneziano. Formatosi nella città natale (“botteghe” di Antonio Badile e di Giovanni Francesco Caroto) ed influenzato stilisticamente da Michele Sanmicheli, intorno al 1553 si stabilì a Venezia realizzando grandi ed apprezzate dipinti a sfondo religioso e mitologico oltre che efficaci ritratti. Morì per l’aggravarsi d’una polmonite e venne inumato nella chiesa di San Sebastiano, a Venezia, vicino all’organo ed al cospetto del ciclo pittorico di cui fu autore. …

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